Brescia: nel professionismo non c'è posto per il cuore
Il Consiglio federale, riunitosi in via straordinaria e in modalità web conference, ha esaminato la documentazione prodotta dalla società Pallacanestro Brescia per trasferire la propria sede da Brescia a Roma, ritenendo l'istanza "provvista dei requisiti di meritevolezza". La Leonessa, quindi, ad oggi, non esiste più. Nasce la Maxima Roma di Paul Matiasic. Klaus Krug ci scrive questa lettera lunga e ricca di spunti. E' indirizzata in prima persona a Mauro Ferrari, artefice in negativo di quanto accaduto nelle ultime settimane. La pubblichiamo volentieri, non perchè scritta da un giornalista, ma da un amico di Supporters Magazine e soprattutto un tifoso profondamente deluso e ferito.
Caro Mauro,
questa volta hai tradito una città, la tua città. I segnali c'erano tutti. Per chi osservava da lontano era evidente da almeno due anni che qualcosa stava cambiando. Sembrava che stessi preparando il terreno per una scelta che oggi appare ormai inevitabile. E alla fine hai trovato qualcuno disposto a convincerti fino in fondo. Mr. Matiasic 7.5. Con amici e colleghi appassionati abbiamo continuato a sperare fino all'ultimo che tutto potesse ancora risolversi in una bolla di sapone e che tu potessi diventare l'eroe inatteso di questa vicenda. Ma la realtà racconta altro. E allora la domanda diventa inevitabile: cui prodest? Avevi una città ai tuoi piedi. Avevi costruito una società capace di raggiungere i vertici della pallacanestro italiana, di dare fastidio alle grandi potenze del basket come Milano e Bologna e di portare Brescia dove non era mai arrivata prima. Ci hai fatto sognare uno scudetto, hai conquistato una storica Coppa Italia e hai regalato alla città un orgoglio sportivo che pochi avrebbero immaginato. E ora? Ora sparisce tutto!
La parola che continua a tornarmi in mente è una sola: TRADIMENTO. Non perché tu abbia commesso un reato o infranto una regola, ma perché hai spezzato un legame che andava oltre il semplice rapporto tra proprietario e tifosi. Brescia ti aveva accolto, sostenuto e rispettato. Ti aveva riconosciuto il merito di aver costruito qualcosa di straordinario. Per questo la delusione è così profonda. Forse col tempo resteranno i ricordi delle vittorie e delle emozioni vissute insieme. Ma oggi prevale l'amarezza. Succede spesso nelle storie d'amore finite male: gli ultimi momenti finiscono per oscurare tutto ciò che di bello c'è stato prima.
E' stata presentata a Torino al "Circolo dei lettori" la ricerca di StageUp sull'impatto della Final Eight di Torino 2026. Con una notizia subito in apertura: Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, hanno annunciato la conferma di Torino come sede della Coppa Italia per il quinto anno consecutivo (
Lega Nazionale Pallacanestro comunica il dato di affluenza complessivo della stagione regolare del campionato di Serie A2 Old Wild West 2025/26, sulla base dei dati SIAE forniti dalle società partecipanti e riferiti esclusivamente agli spettatori paganti. Sulle 349 gare considerate per l’analisi, 6 sono state disputate a porte chiuse. Non rientrano nel conteggio le partite casalinghe della Blu Basket Bergamo, ritiratasi a campionato in corso. Sono, pertanto, affluiti nei palasport 824.884 spettatori, in linea con lo scorso campionato nonostante il minor numero di partite, e superiore del 26% rispetto alla stagione 2023/24. Al termine della stagione regolare le presenze sono in aumento rispetto all’andata (media gara di 2.363, +7.6% nel ritorno).
Chi è nato quando la Dinamo conquistava la Serie A, oggi sta raggiungendo la maturità: scolastica e umana. La società di Sassari si è fermata due anni prima dei fatidici 18 anni, non ce l'ha fatta a diventare maggiorenne, retrocessa in A2 nell'unica stagione sbagliata di questa straordinaria avventura. Lo scorso anno non aveva fatto i playoff ma aveva chiuso con 12 punti di vantaggio sulla retrocessione, l'anno prima aveva mancato il Final Eight per due soli punti, gli spareggi scudetto li aveva giocati nelle tre stagioni precedenti (uscendo al primo turno ma li aveva comunque fatti). Non c'è neanche bisogno di scomodare l'epoca d'oro quando tra il 2014 e il 2019 aveva vinto uno Scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa e perfino una Fiba Europe Cup.
Roseto si ferma in semifinale, battuta dalla Reyer Venezia al termine di due partite dove lo scarto complessivo è stato di quattro punti in favore della squadra veneta: 78-75 all'andata, 63-64 al ritorno davanti ad un Pala Maggetti pienissimo e festante, compresa la nostra rappresentanza al seguito di Venezia. Una stagione esaltante che chiude probabilmente un cerchio dopo la promozione della passata stagione e il raggiungimento della Coppa Italia lo scorso gennaio. Una nota lieta in un panorama, quello femminile, che avrà un futuro ancora oscuro con la Dinamo Sassari Women che non si iscriverà il prissimo anno e chissà cos'altro potrà accadere.