Brindisi, forza e coraggio!

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Così non va e la misura è colma. Dopo le cinque sconfitte consecutive era arrivata la vittoria contro Avellino, sofferta, voluta al supplementare, rigenerante. La settimana era stata resa più frizzante dall’annuncio del ritorno di Nic Moore, uscito da Nanterre senza troppa fortuna e desideroso di tornare a Brindisi per riprendere da dove aveva lasciato. Con queste speranze la trasferta a Pesaro, tra due tifoserie gemellate, sembrava potesse essere quella del rilancio. E per almeno 27 minuti la squadra ha dato dimostrazione di potersela giocare. Poi i soliti errori che a questo punto, dopo sette partite, non possono essere più considerati come isolati, ma strutturali di una squadra costruita male e che ora fa venire fuori tutti i suoi limiti. Ci sono giocatori, Tepic e Oleka su tutti, che sembrano essere corpi estranei al contesto.

Barber, ora messo fuori squadra e avviato a lasciare Brindisi nelle prossime ore, croce e delizia dell’avvio della Happy Casa Brindisi, a Pesaro ha giocato poco quando nei minuti finali probabilmente sarebbero state utili le sue penetrazioni e il suo atletismo. Invece no, scelte tecniche diverse durante la partita, errori al tiro e nella gestione di alcuni possessi nel finale, insieme alla freddezza di Pesaro che gioca di fatto con tre stranieri, Monaldi e Ancellotti e poco altro e che vince con grinta e cuore hanno fatto la storia all’Adriatic Arena (emblematico il 93-59 di valutazione finale di squadra). Perdere partite del genere fa male e occorre dare immediatamente una svolta, che si tratti di acquisto di nuovi giocatori oppure mettere un po’ di “sale” sull’operato di Dell’Agnello, non immune a errori, ma si deve cambiare. Altrimenti la stagione rischia di diventare un calvario. Le altre corrono, ma ancora nulla è perduto.
Noi dobbiamo ripartire da noi stessi, ma sapendo di poterci affidare a tutto l’organico. A cominciare da Bryan Randle, che domenica a Pesaro ha marcato visita per un risentimento muscolare e che ha manifestato l’intenzione di smettere di giocare, ormai aquasi certa dopo la partita contro Bologna. Cosa aspettarsi da un giocatore che dopo l’Eurolega del 2016 non giocava una partita ufficiale da marzo? Anche in questo caso serve chiarezza, non servono i nomi altisonanti se poi la causa non è sostenuta in pieno.

Contro Bologna stasera servirà un’altra prova importante come contro Avellino, contro una squadra che ha molti punti di forza ma che se viene messa sotto pressione può essere vulnerabile e battibile. Lo dimostrano le sconfitte in volata contro Venezia e domenica scorsa contro la Leonessa “sette bellezze”, record di vittorie consecutive in Lega A, dopo aver dominato e non essere riuscita a chiudere le partite. La neo promossa, molto ambiziosa, è reduce da tre sconfitte consecutive e cercherà di ripartire. Brindisi dovrà essere brava a bloccare Aradori, i due Gentile, e tutto l’insidioso gruppo, compresi i due ex Ndoja e Umeh, utilissimi comprimari della causa bianconera. Su la testa Brindisi!

Happy Casa e nuove risorse

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Si riparte!. Con tante difficoltà, in campo e fuori, ma con la stessa voglia di fare bene. Anche noi di SM stiamo cambiando pelle, con un processo sicuramente più lungo del previsto ma che ci porterà ad avere un assetto definitivo a breve e con tante novità in arrivo. Andiamo per ordine. Da quell’ormai famoso 7 maggio, giorno in cui la New Basket si giocava l’accesso ai play off a Venezia e cadeva sotto i colpi dei futuri campioni d’Italia, sembra passato un secolo. La Brindisi cestistica è rimasta con il fiato sospeso per le notizie, non sempre positive, che arrivavano. Alla fine, il dado è stato tratto. Via Meo Sacchetti dalla guida tecnica della squadra dopo un anno con ombre che luci (subito accasatosi a Cremona ripescata dopo la vicenda Caserta e poche settimane dopo nominato anche allenatore della Nazionale al posto di Ettore Messina a partire da novembre) e firmato Sandro Dell’Agnello che ha subito cambiato pelle e impronta.

Pochi sfarzi rispetto al passato e tanta sostanza, forse meno spettacolo e tanta difesa e concretezza come abbiamo visto nelle uscite del precampionato. Squadra nuova per sette innesti, confermati i soli Cardillo, Donzelli (ora infortunato e fuori per 40 giorni, ndr) e e Mesicek e tanti volti nuovi per affrontare il sesto campionato consecutivo in Lega A. Che sembrava un sogno, ora è diventata una meravigliosa realtà.

150 e non sentirli

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Lo scorso ottobre, ad inizio stagione, avevamo scritto: "Ancora insieme. Per il decimo anno consecutivo Supporter’s Magazine sarà il vostro compagno di viaggio al fianco della squadra della nostra città, senza dimenticare tutto quello che succede nel resto della Lega A e nella pallacanestro in generale. Grazie al Brindisi Basket Club 2005, che continua a credere con tenacia nel progetto, a tutti i redattori, i fotografi, i corrispondenti da Brindisi e tutta Italia e i tanti sponsor. Come si dice in questi casi, seguiteci, ne vedrete delle belle! Ripartiamo, nel nome di Antonio Corlianò, e nel nome della nostra squadra. Sarà la stagione del nostro numero 150, che sia una festa per tutti".

Ora il giorno dei 150 numeri è arrivato. Lo celebriamo con una conferenza stampa presso il ristorante "Fornari" alla presenza di giornalisti, giocatori della New Basket, allenatore e presidente della squadra, tanti amici del giornale. Quando tre anni fa ho ereditato la direzione di Supporter’s Magazine ho pensato di avere avuto una grande responsabilità ma al tempo stesso il piacere di occuparmi concretamente di un progetto di Brindisi e per Brindisi. Il basket in primo piano, ma non solo. La passione per lo sport brindisino e la voglia di emergere anche a livello nazionale.

Non è facile e le difficoltà sono tante, ma l’impegno è notevole e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: 150 numeri del giornale cartaceo e da quest’anno official match program dell’Enel New Basket Brindisi. Inutile dire che questo è un punto di partenza e non di arrivo.

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