Brindisi va Sassari, un grande classico

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

Marcus DenmonNon è un buon momento per Sassari, e non lo è nemmeno per Brindisi, naturalmente, anche se per motivi diametralmente opposti. Il Banco di Sardegna cerca di difendere in queste sette giornate che mancano alla fine della stagione regolare un posto nei play off dalla pressione che Trento e Cremona in particolare, ma anche Reggio Emilia e Varese, stanno portando. Per l’Happy Casa, invece, si tratta di guadagnarsi la sopravvivenza in Serie A il prima possibile senza fare troppo conto sia sulla caduta verticale di Capo d’Orlando, sia sulle difficoltà di Pesaro.

Dunque, Brindisi-Sassari, che negli ultimi anni è diventato un classico, se non il classico per eccellenza, del basket meridionale, partendo dalla promozione comune in Serie A, nel 2010. La squadra di Perdichizzi centrò il traguardo direttamente con il primo posto nella regular season, la Dinamo vincendo invece i play off con il 3-1 nei confronti di Veroli, altra protagonista in quegli anni del torneo cadetti. Per Brindisi era un ritorno nel massimo campionato, a distanza di trent’anni dalla promozione conquistata con Piero Pasini, per Sassari era la prima volta assoluta e proprio in coincidenza con il cinquantenario della sua fondazione.

Insomma, tanti punti in comune, ma una storia che in seguito ha preso vie diverse: per gli adriatici la prima stagione in Serie A fu un calvario: ultima e retrocessa, mentre Sassari chiudeva al sesto posto. Con Brindisi risalita subito in A, le due squadre conquistano nel 2014 e nel 2015 un posto al sole: nella prima stagione quinto posto per Brindisi e quarto per Sassari che si guadagna la semifinale con un secco 3-0 e ben quattro partite di fila, visto che l’ultima di campionato proponeva lo scontro diretto (all’andata, la vittoria di Brindisi aveva regalato il titolo di campione d’inverno agli adriatici, ndr). Sesto posto per Brindisi e quinto per Sassari l’anno successivo con la Dinamo che vince lo scudetto dopo l’appassionante finale con Reggo Emilia che aveva battuto proprio Brindisi arrivata ad una sola vittoria dalla storica semifinale.

Il ricordo di Big Elio

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

Questa sera, con il Memorial dedicato al suo nome e alla sua indimenticabile figura, Brindisi ricorda Elio Pentassuglia. Ed è una bella cosa, perché riafferma il forte legame con le radici e la necessità che, soprattutto nello sport, non vengano mai rinnegati i personaggi, i fatti, gli eventi che hanno fatto la storia. Si dice, ed è vero, che non sapremo mai chi siamo se non avremo conosciuto da dove veniamo. E cioè quale è stata la nostra storia, chi sono stati i nostri Padri. Sì, con la "P" maiuscola: la stessa P di Pentassuglia che per Brindisi è stato uno dei padri fondatori e per il basket italiano uno dei padri più apprezzati, amati e innovatori.

Il direttore di Supporter's Magazine mi ha chiesto di ricordarlo con queste brevi righe. I suoi risultati sono noti, la sua figura, il suo carattere, quello che riusciva a trasmettere a chi gli stava accanto forse un po' meno, almeno tra i più giovani. L'ho conosciuto tanto, tantissimo tempo fa, alla mia prima esperienza da inviato proprio a Brindisi per raccontare il "miracolo" di questa città che aveva raggiunto le Leghe professionistiche.

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