Italia, la strada è lunga e tortuosa

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Scrivo prima di conoscere il risultato di Lituania-Italia, quindi le mie osservazioni si limitano alla partita con l'Islanda che è stato anche l'esordio di Luca Banchi sulla panchina della Nazionale. Una prima volta da dimenticare, se si potesse. Infatti non si può, perché quella battuta d'arresto (la terza volta, seconda consecutiva e sempre in casa: a Reggio Emilia e Tortona) potrebbe averci escluso addirittura dalla seconda fase della qualificazione per la World Cup del 2027. Le conseguenze di questo stop, che pregiudica fin dall’inizio la classifica, sono terribili in prospettiva: fuori dalla World Cup, quindi dalla possibilità di qualificarci per i Giochi Olimpici di Los Angeles che passa proprio dalla disputa del Mondiale. Certo, le possibilità di recupero ci sono ancora tutte, ma visto anche come la Gran Bretagna ha messo alle corde la Lituania salvatasi solo con i miracoli di Ignas Sargiunas, ventiseienne guardia del Rytas di Vilnius praticamente all'esordio in nazionale, che ha messo a segno tre triple negli ultimi nove secondi di partita, il gioco si fa veramente duro.

Ripeto: tre triple in nove secondi: da chiedersi come la Gran Bretagna non sia riuscita a tener palla sulle rimesse... Ma il risultato è questo e pone un serio interrogativo sulla formula delle "finestre" che manda in campo le squadre migliori senza i giocatori migliori. La regola vale per tutti e infatti la stessa Lituana ha rischiato di lasciarci le penne. L'ha evitato con un colpo di reni che gli azzurri non hanno invece avuto, e questo già spiega perché con i lituani abbiamo sempre sofferto.

Nba Europe, il futuro del basket europeo

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unnamedFa male lo stop di Bologna con la Fortitudo, ma il confronto infrasettimanale con Rimini e poi la trasferta di Torino contro avversarie di metà classifica mettono a disposizione della Valtur due occasioni per restare a contatto con un vertice occupato al momento da due squadre di grande tradizione come la stessa Fortitudo e la sorprendente Pesaro. Le distanze, dopo dieci giornate, sono però esigue a dimostrazione dell'equilibrio che anche quest'anno caratterizza la Serie A2 che si conferma campionato di grande livello tecnico.

Il tema dominante in queste settimane è tuttavia rappresentato dalla NBA Europe che, rotti gli indugi, è scesa in campo con Giorgios Aivazoglou, responsabile della NBA per l’Europa che, in un convegno tenuto nei giorni scorsi presso l'Università Bocconi di Milano, ha illustrato il progetto per il varo di un campionato continentale che si porrà in netta contrapposizione all’Eurolega. Ne erano già noti gli elementi principali. Aivazoglou non solo li ha confermati, ma è entrato nei dettagli, dall’inizio della futura NBA Europe (la stagione 2027-28, anticipando di un anno la data che Adam Silver aveva indicato nel 2028 dopo i Giochi di Los Angeles) alle franchigie che ne prenderanno parte. Ed è questa la parte più interessante perché coinvolgerà le due città italiane più importanti.

L’elemento caratterizzante è la geografia del futuro torneo, circoscritto all’Europa occidentale, escludendo quindi le squadre dell'Est. L’altro è la partnership che la NBA sta cercando con polisportive o società storiche nel calcio al fine di coinvolgere nell'interesse per il basket grandi masse di sostenitori. In primis, la Spagna con Real Madrid e Barcellona che già vantano una presenza importante anche nella pallacanestro. E poi Atene (indiziato il Panathinaikos, già in rotta con l'Euroleague) e Istanbul (il Fenerbahce?). Due presenze per la Francia, a Lione, con l’Asvel, evidente l'influenza di Tony Parker, e Parigi con i contatti avviati con il Paris St. Germain. Due anche in Germania: Bayern Monaco e Alba Berlino che è già passato dall'altra parte della barricata.

Interessante la pressione sulla Gran Bretagna con Londra (il Chelsea?) e Manchester (United o City?). Infine l’Italia: Milano, dove l’Olimpia è una realtà consolidata, cercando il coinvolgimento di Inter o Milan, e soprattutto Roma dove il basket è in affanno ma dove la pallacanestro ha buone radici e club storici come la nuova Virtus, dove è entrata la Panasonic, e Stella EBK con Olidata nella proprietà.

leggi anche: Contro Rimini l'occasione per rilanciarsi

Mario Arceri

credits photo: Nba Europe

"Fare il tifo" non giustifica la violenza

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074236254-b64ccd38-5bdb-4ecf-88cc-5a977a624208Dalla vittoria sofferta di Milano che le ha consentito di confermare il primato in classifica, al confronto interno con Forlì che offre alla Valtur Brindisi l'opportunità di consolidarlo, la settimana del club pugliese e del basket italiano sarà da ricordare anche per altri motivi e non tutti lieti. Salutiamo con fiducia l’avvio del lavoro di Luca Banchi alla guida della Nazionale e registriamo con rabbia e con dolore quello che è avvenuto domenica scorsa a Rieti al termine della partita persa con Pistoia.

Un'imboscata di delinquenti al pullman che trasportava i tifosi toscani, una sassaiola che ha purtroppo fatto una vittima: il secondo autista del veicolo, colpevole solo di fare il suo lavoro. Non ci sono parole sufficientemente dure per commentare quanto accaduto, se non che l’autorità giudiziaria possa rapidamente giungere ad accertare i fatti e ad assicurare alla giustizia i responsabili di un efferato omicidio. Con la speranza, allo stesso tempo, che quanto accaduto possa spingere ad un minimo di riflessione quanti, sbagliando, ritengono che “fare il tifo” e “sostenere i propri colori” giustifichi la violenza, di ogni tipo e di ogni grado, dall’insulto alla violazione dell’incolumità dell'avversario (che non può mai considerarsi un nemico).

I fatti di Rieti, città che nel basket ha avuto e ha un ruolo importante, legata a nomi che non possiamo dimenticare come Elio Pentassuglia, Brunamonti, Zampolini o Willy Sojourner, hanno gettato un'ombra sul miniraduno di Roma con cui Banchi ha aperto il suo nuovo ruolo di ct della Nazionale, in vista delle prime due partite di qualificazione mondiale (con Israele a Tortona e in Lituania) a fine novembre.

Quindici nomi, anche se in campo tra un mese ne vedremo ben pochi di questi: tanti giovanissimi promettenti, con il solo Guglielmo Caruso a portare un po’ di esperienza ad alto livello, ma anche campioni d’Europa Under 20 come Torresani e Marangon, e il meglio della A2 (solo in cinque giocano in LBA). Saltato ovviamente lo scrimmage con Rieti, a Banchi non è rimasto che cominciare a prendere consapevolezza del “materiale” che avrà a disposizione per i prossimi tre anni, sapendo perfettamente che non potrà contare, tra America ed Euroleague, sui migliori e più esperti. Tra i convocati, anche Ethan Esposito, con Gabriele Miani a disposizione: un bel riconoscimento di quanto di buono hanno fatto finora con la maglia della Valtur e la guida di Piero Bucchi.

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Mario Arceri

credits photo: Rieti Life

Il ricordo di Big Elio

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Questa sera, con il Memorial dedicato al suo nome e alla sua indimenticabile figura, Brindisi ricorda Elio Pentassuglia. Ed è una bella cosa, perché riafferma il forte legame con le radici e la necessità che, soprattutto nello sport, non vengano mai rinnegati i personaggi, i fatti, gli eventi che hanno fatto la storia. Si dice, ed è vero, che non sapremo mai chi siamo se non avremo conosciuto da dove veniamo. E cioè quale è stata la nostra storia, chi sono stati i nostri Padri. Sì, con la "P" maiuscola: la stessa P di Pentassuglia che per Brindisi è stato uno dei padri fondatori e per il basket italiano uno dei padri più apprezzati, amati e innovatori.

Il direttore di Supporter's Magazine mi ha chiesto di ricordarlo con queste brevi righe. I suoi risultati sono noti, la sua figura, il suo carattere, quello che riusciva a trasmettere a chi gli stava accanto forse un po' meno, almeno tra i più giovani. L'ho conosciuto tanto, tantissimo tempo fa, alla mia prima esperienza da inviato proprio a Brindisi per raccontare il "miracolo" di questa città che aveva raggiunto le Leghe professionistiche.

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