Esclusiva SM, Giuri: "La nazionale me la sono sudata"

Pistoia - BolognaDispiaciuto per l’esclusione di Caserta, ma concentrato solo ed esclusivamente sulla Happy Casa. Ndoja il suo miglior compagno di squadra e migliore amico e Dell’Agnello l’allenatore più importante della sua carriera. Marco Giuri, fresco di chiamata in nazionale, si racconta in esclusiva su Supporter’s Magazine

- Il ritorno a Brindisi è stato segnato inizialmente da qualche mugugno da parte dei tifosi che però ti hanno subito stretto la mano. Come hai vissuto quei giorni?
“I tifosi dopo una polemica iniziale hanno subito capito, da persone intelligenti, quale fosse la mia posizione in questa vicenda. Dopo la presentazione in sala stampa ci siamo subito stretti la mano ed è stato come se non fosse successo nulla”.

- Ecco, Caserta. Due anni con la maglia bianconera, poi la radiazione. Come sei rimasto nel conoscere la fine della tua ex squadra?
“Caserta mi ha dato la possibilità di esprimermi al massimo livello nazionale. Una cosa che sognavo fin da piccolo. Quindi devo solo dire grazie a loro e coach Sandro Dell’agnello per l’opportunità che mi hanno concesso. Quando ho saputo dell’esclusione dalla Lega A ci sono rimasto molto male, indipendentemente dalla mia figura di giocatore ma più che altro perché il basket italiano ha perso una piazza storica”

.- Hai girato molte squadre nella tua carriera. C’è qualche città che ricordi con maggiore piacere e il compagno di squadra a cui sei più legato?
“Beh sicuramente ci sono state piazze importanti che ricordo con grande piacere: Verona e Caserta sono due di queste. Il compagno di squadra, che tra l’altro adesso è uno dei miei migliori amici nella vita, è Klaudio Ndoja. Abbiamo un rapporto davvero speciale”.

L'aquila non vola, l'Olimpia Milano passa a Trento.

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Nella rivincita della scorsa semifinale di campionato, al Pala Trento va di scena uno scontro tra la seconda forza del campionato, l’Olimpia Milano, e la Dolomiti Energia Trentino, squadra ancora alla ricerca della propria identità e del proprio ritmo di gioco che in questo inizio di stagione ha faticato e non poco nelle prime uscite. Fiisce 55-74 con Milano che si dimostra molto più squadra.

Trento deve fare a meno di Gutierrez e di Shields per combattere contro una squadra più lunga, pronta e abituata ad altri palcoscenici, per di più vogliosa e bramosa di rivincita dopo la batosta patita fra le mura amiche contro lo Zalgiris in Eurolega. Il primo periodo vede le due squadre giocare a viso aperto grazie ad un buon gioco corale da entrambe le parti e grazie alle alte percentuali a canestro. Per la Dolomiti Energia Trentino sugli scudi Behanan che nel solo primo tempo mette in saccoccia ben 10 punti e 5 rimbalzi. Per Milano invece si mette in mostra il solito Micov e il solito Goudelock che soprattutto nei primi minuti fa il bello e cattivo tempo con gli avversari dalla media e dalla lunga distanza (al termine dell’incontro i suoi punti saranno 16 conditi da 5 rimbalzi). Al 10’ il risultato vede i locali in vantaggio di 3 lunghezze (24-21).

Il secondo quarto vede invece un graduale abbassamento delle percentuali a canestro per entrambe le squadre. Il gioco si sporca e quindi ne risente lo spettacolo in campo. A regnare è comunque l’equilibrio, infatti all’intervallo si va a riposo con il primo sorpasso targato scarpette rosse (34-36). La gara viene decisa di fatto lungo lo svolgimento del secondo tempo, con Trento che non rientra mai in campo e Milano che si limita a svolgere il compitino per portare a casa la gara. Il terzo quarto versione horror dei locali regala di fatto la gara agli ospiti. L’organizzazione di gioco vista nei primi venti minuti scompare, così la compagine allenata da coach Buscaglia colleziona palle perse su palle perse. Trento risulta orfana (anche se presenti in campo), di alcuni soliti protagonisti come Sutton e lo stesso Behanan, che dopo lo splendido primo tempo disfa il tutto con scelte scellerate in attacco. Il quarto periodo è solo di garbage time con Milano che fa ruotare la sua lunga panchina e chiude la contesa con il risultato di 55 a 74.

Sconfitta che si poteva mettere in contro per gli aquilotti, ma sicuramente ci si sarebbe aspettati ben altro atteggiamento dalla squadra di coach Maurizio Buscaglia, vista anche la qualità di gioco mostrata nel primo tempo. Giustificata in parte dalle assenze, le prossime gare saranno determinanti (tra cui quella al Pala Pentassuglia a Brindisi il 10 dicembre) per capire dove potrà effettivamente arrivare questa squadra, che per ora sta soffrendo e non poco in questa prima parte di campionato. L’Olimpia Milano si rialza dalla scoppola presa in Eurolega e rafforza la sua posizione in classifica, consapevole dei propri mezzi, soprattutto in territorio italiano e si prepara al big match della prossima domenica al Forum contro la Scandone Avellino.

Sassari, Pasquini si dimette, ma la squadra è con lui

IMG-20171113-WA0001Non più tardi di 15 giorni fa, la Dinamo Sassari batteva Milano e si lanciava verso la vetta della classifica. Oggi la sconfitta interna contro Capo d'Orlando (la seconda consecutiva dopo quella a Cremona) porta alle clamorose dimissioni di Federico Pasquini a fine partita. Secondo Andrea Sini, de La Nuova Sardegna la squadra è con il coach e il presidente Sardara conferma con fermezza la fiducia all'allenatore.

Al PalaSerradimigni di Sassari è di scena il derby delle isole tra la Dinamo Banco di Sardegna Sassari e la Betaland Capo D’Orlando. I siciliani sfruttano il momento no dei padroni di casa, ne approfittano e con una buona circolazione di palla si aggiudicano il match per 81 a 88 che di fatto apre ufficialmente la crisi della Dinamo Sassari.  I sardi, dopo aver battuto Cantù, Reggio Emilia e, con una prestazione superlativa l’Olimpia Milano,  non riescono più ad imporsi in campionato così come nella Champions league dove hanno in attivo una sola vittoria contro il Murcia. Coach Pasquini, messo in discussione da buona parte della tifoseria bianco blu, dopo la sconfitta odierna rassegna le dimissioni che il presidente Stefano Sardara rifiuta prontamente confermando la fiducia verso il coach. Come detto, tutto lo staff conferma la fiducia non solo verso il coach ma anche verso tutti i giocatori della Dinamo, quindi si va avanti così.

Il presidente appare sereno nonostante la brutta prestazione odierna dei suoi ragazzi e ricorda che gli infortuni di diversi giocatori hanno di fatto creato scompensi durante tutto il campionato. Il capitano Jack Devecchi, a nome di tutta la squadra, conferma la fiducia verso Pasquini ed afferma che la squadra non sta rendendo quanto dovrebbe e che il problema della Dinamo  non è legato al fattore tecnico ma ai giocatori che non rispondono come dovrebbero. Sassari tornerà in campo mercoledì nella Basketball Champions League  contro l’Hapoel Holon  con la speranza di vedere in campo una squadra motivata ed orgogliosa di rappresentare la Sardegna  in tutta Europa. Forza Dinamo!

foto servizio Paola Pittalis (www.streambasket.com

Incredibile Brescia. Luca Vitali regala la settima vittoria

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO - GERMANI BASKET BRESCIA018Venti mesi fa, La Leonessa Brescia era fresca di promozione dalla Legadue alla serie A. Ora a distanza di quasi un anno e mezzo, si trova in testa alla classifica da sola e a punteggio pieno dopo sette giornate

La Germani espugna anche lo storico parquet del PalaDozza, conquista il settima sigillo di un campionato che assume sempre di più i contorni di una favola e resta solitaria in vetta alla classifica. Meravigliosa, coraggiosa, cinica al punto giusto: non ci sono più aggettivi per descrivere la Leonessa d'Italia, che supera la Virtus Segafredo Bologna con il punteggio di 76-74 grazie a una magia di Luca Vitali, forse il più altalenante tra i giocatori biancoblu fino a quel momento, quello della redenzione, quello della favola che diventa realtà. Una vittoria conquistata grazie all'ennesima prova corale (quattro giocatori in doppia cifra: Landry 16, Hunt 15, Michele Vitali 14 e Sacchetti 10) e con la ciliegina della giocata finale del play bolognese, che riscrive anche la sua storia personale, trasformandosi in profeta in patria. Ma ormai nella favolosa stagione della Germani è giusto non stupirsi più di niente.

LA SESTA CONTRO REGGIO EMILIA - Il lunch-match della domenica finisce 79 a 68 per la Germani Brescia sulla Grissin Bon Reggio Emilia. Per festeggiare la sesta vittoria in altrettante gare ai padroni di casa è bastato un primo quarto quasi perfetto, lo score parla di 4/4 dall’arco dei tre punti e dodici punti di margine che sono stati mantenuti fino alla sirena finale. In questo momento è questa la differenza tecnica tra le due compagni, come sono 12 i punti che separano la capolista Germani dal fondo della classifica occupato proprio dagli emiliani.

Un record per gli uomini condotti da Andrea Diana, un coach che il presidente della Federbasket, Gianni Petrucci, ha avuto modo di conoscere venerdì in occasione della sua visita a Brescia e del quale sta seguendo con attenzione la carriera. “Sempre dentro le righe e poi i risultati parlano da soli”, ha commentato. Marcus Landry fresco papà per la quarta volta di Madison Eva (auguri vivissimi anche alla mamma Efueko), in gran spolvero è stato il top scorer del match con 15 punti, con lui non solo Michele Vitali e Dario Hunt per citare i giocatori in doppia cifra, ma tutto il team ha confermato l’ottimo momento di forma. Brescia dispone di nove protagonisti di un copione collaudato e vincente nel quale i giocatori fanno girare con continuità la palla e hanno la pazienza e capacità di trovare l’uomo giusto al posto giusto. I continui cambi difensivi permettono spesso agevoli contropiedi.

La capolista Leonessa può anche disporre di un pala George vero sesto uomo in campo, nonostante il match si sia giocato alle 12 della domenica. Vederlo tutto esaurito è la conferma di quanto detto dal presidente Petrucci: "Vedere la Leonessa in testa alla classifica è una sorpresa, ma è impossibile arrivare al vertice senza aver lavorato bene. Ci sono tutti i presupposti perché la società possa essere considerata un modello e sta raccogliendo ciò che ha investito in tutti questi anni. So che a Brescia l’entusiasmo che c’è per il basket non era mai arrivato a questo livello, ricordo una cosa simile, ma si parla del basket Brescia di trenta anni fa. La mia visita vuole essere un omaggio a questo lavoro ed è motivo di soddisfazione il coinvolgimento di giocatori italiani importanti. Brescia in Serie A pronto a competere ad alti livelli è una grande pubblicità per tutta la pallacanestro italiana”.

RUOLO CHIAVE DI MARKETING E COMUNICAZIONE - La stagione è ripartita con la stessa grinta e con un pizzico di ambizione in più. Non solo in campo, ma anche per quanto rigurda il marketing e la comunicazione, attività illustrata in quattro punti: la parte tecnica, il lato marketing, le istanze della comunicazione e le prospettive del settore giovanile. "Il ringraziamento va a tutte le nostre aziende, a tutte le persone che credono nel progetto del Basket Brescia Leonessa - il messaggio del presidente Graziella Bragaglio -. Abbiamo un progetto importante, che viene sentito e condiviso da tutte le aziende che ci sono vicine. Together è la parola chiave di questa nuova stagione: sin dalla suo primo anno di vita, il Basket Brescia Leonessa è stato sempre una grande famiglia, dove tutti insieme condividono la passione che ci lega a questo sport e a questa squadra, sempre più radicata sul territorio di Brescia e della sua provincia"

A Brescia esistono 80 società di basket che gravitano in città e nella sua provincia. Da quando è nato il Basket Brescia Leonessa, il movimento si è alimentato rispetto al passato, quando ognuno lavorava nel proprio spazio senza avere ambizioni. Nell'ultima stagione, invece, c'è stato un numero elevato di squadre che hanno vinto il proprio campionato, dimostrando che il basket in questo territorio è davvero vivo. "Come società di vertice, il nostro obiettivo finale deve essere quello di creare un coordinamento tra tutte le realtà: anche se ognuno continuerà a lavorare in maniera autonoma e preziosa sul proprio territorio, ci vuole un coordinamento per tirare fuori tutte le eccellenze che questo potrà presentare", conclude Bragaglio.

LE PAROLE IN ESCLUSIVA DI DODICI MESI FA - Disponibile fin dal primo momento, anche grazie all'efficiente e puntualissimo ufficio stampa, la signora Graziella ci aveva raccontato le sue emozioni e il suo mondo all'indomani della storica promozione. Ne riproponiamo alcuni passaggi interessanti, con chiusura dedicata a Brindisi, a Sacchetti e al nostro meraviglioso mare.

 - "Siamo arrivati a questo traguardo programmando con pazienza e senza fretta, la crescita societaria è stata costante anno dopo anno in tutte le sue componenti, al pari della città e dei tifosi che sono cresciuti insieme a noi. Quando abbiamo ritenuto che potesse essere l’anno giusto, abbiamo fatto quello sforzo che poteva essere vincente e così a Brescia a poche giornate dal termine della regular season è arrivato David Moss, la mossa giusta nel momento giusto.

21 Playoff Scafati Gara 3 - "La nostra politica è stata quella di cercare di migliorarci sempre ma senza fare il passo più lungo della gamba ed è così che sono arrivati i risultati: lo storico scudetto di A Dilettanti nella stagione 2010-2011 e la promozione in A1 quest’anno. Ho voluto pensare sempre alla società a 360°: una società sportiva di alto livello è un’azienda a tutti gli effetti quindi bisogna avere grande attenzione per tutto. Non ci sono solo i giocatori, bisogna investire sulla comunicazione, sull’immagine, sul marketing, senza scordare la grande risorsa del settore giovanile. Nella piramide societaria sono all'apice e non voci secondarie. Ogni anno ho riservato una parte importante di budget per queste voci". 

 - "La città di Brescia ha grandi progetti, primo fra tutti il nuovo palazzetto che si chiamerà Pala Leonessa. Siamo sulla linea del traguardo, così come dice il nostro Sindaco. A Brescia l’entusiasmo nei nostri confronti è alle stelle e non vogliamo deludere quella che noi chiamiamo 'l’onda blu', ovvero il numero importante di sostenitori che hanno aspettato così tanti anni per rivivere questo sogno".

 - "Brindisi è una città che amo, ho bei ricordi della sua gente cordiale e gentile, molto competente in tema di pallacanestro. È giusto definirla una piazza importante per il nostro basket perché c’è grande cultura per questo sport, con un grande numero di abbonati. È un traguardo per il quale a Brescia stiamo lavorando, quindi il calore positivo e bello dei brindisini un po' lo invidio!"

 - "Vi ruberei il mare, che è meraviglioso. Credo che una città come Brindisi meriti di avere un palasport degno di tale nome, così come merita la sua gente. Bisogna investire nello sport, perché lo sport è vita, è futuro. Una città senza sport è morta. Per fare un esempio in grande, bisogna rilanciare Roma perché oggi è una città in ginocchio, rilanciamo la città attraverso lo sport! Per questo mi permetto di fare un appello ai politici brindisini: fate una super arena, la vostra gente vi confermerà che avrete fatto al scelta giusta!".

365 giorni dopo, Brescia guarda in alto, molto in alto, Brindisi vive una fase difficile in campo e fuori e di palasport non se ne parla più. Tra quindici giorni la speranza di battere una delle migliori squadre della Lega A

Klaus Krug/ Marino Petrelli

ph: credits Leonessa Brescia (Flickr) e ag Ciam/Cast

 

Esclusiva SM, Mesicek in nazionale. Sognando l'Nba

brindisi brescia 0002E’ stato appena convocato tra i 24 della Slovenia campione d’Europa e si giocherà le proprie possibilità di entrare tra i dodici. Al suo secondo anno a Brindisi dice di trovarsi bene e voler crescere ancora. Obiettivo Nba? Blaze Mesicek non ci pensa, ma in questa intervista esclusiva su Supporter’s Magazine un po’ ci spera

- Partiamo dalla stretta attualità, la convocazione in nazionale. Sei emozionato?
“Ovviamente mi ha fatto molto piacere e ho lavorato duramente proprio per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia essere inseriti nella lista dei 24 non equivale a far parte dei definitivi 12, a maggior ragione visto il grande livello degli altri giocatori. Sono onorato comunque della chiamata e farò il possibile per ritagliarmi la mia chance con la nazionale maggiore”.

- Il neo allenatore della nazionale avrà sicuramente notato il tuo ottimo avvio in maglia Happy Casa. La convocazione è frutto di questo buon momento?
“Si, è frutto delle mie prime prestazioni stagionali ma soprattutto dell’importante lavoro quotidiano svolto quest’estate. Non mi sono mai fermato un attimo per crescere e migliorare e sono contento di essermi fatto trovare subito pronto. Devo continuare così e non fermarmi!”.

- Purtroppo però l’avvio di Brindisi in campionato è stato negativo. Ti aspettavi una partenza così difficile?
“Abbiamo cambiato tanti giocatori rispetto all’anno scorso, incluso l’allenatore ed è normale all’inizio avere un periodo di assestamento. Dobbiamo cercare di conoscerci al meglio nel più breve tempo possibile e i risultati verranno di conseguenza. Abbiamo incontrato inoltre squadre molto forti subito ma nonostante ciò siamo andati davvero vicino a strappare i 2 punti (come contro Venezia)”.

- Rispetto alla squadra dell’anno scorso, quali le differenze e che novità in campo con il cambio di allenatore?
“E’ completamente diverso quindi fare paragoni è difficile. Sia il tipo di basket che i metodi utilizzati in allenamento sono differenti. L’anno scorso arrivando a stagione in corso ho trovato un altro tipo di situazione e il numero massimo di stranieri non mi consentiva di scendere in campo ed esprimere le mie qualità. Quest’anno ho cominciato dall’inizio e sono contento così, mi trovo molto bene all’interno del gruppo con i compagni e tutto lo staff tecnico, dal coach ai medici”.

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