Cantù, futuro a Cucciago. Presente nebuloso

pala Gera

Nelle scorse settimane si è tornato a parlare concretamente del nuovo impianto della Pallacanestro Cantù, che sarà a Cucciago. Più che del futuro, tiene banco però la situazione presente. Due giocatori, a più riprese, si sono lamentati su Instagram e altri social della totale assenza della società nel sostegno logistico e per fare fronte alle prime spese appena arrivati in Italia. Gli Eagles Supporters, storico gruppo della curva canturina, hanno scritto una lettera aperta al "caro Dmitri" (Gerasimenko, ndr) per manifestare tutto il loro dissenso sulla gestione degli abbonamenti e la mancanza di figure appropriate in società, annunciando la loro intenzione di non sottoscrivere l'abbonamento.

Anche il sindaco di Cantù, Edgardo Arosio, espriem preoccupazione in un'intervista su La Provincia di Como. "Nessuno è venuto a dirmi di persona i fatti che si leggono sui giornali, ho chiesto un incontro alla presidentessa, ma è saltato - dice -. Questa situazione mi ricorda per certi versi quella del 1999 quando la squadra stava per scomparire e solo l'intervento della famiglia Corrado ha permesso la continuazione del basket a Cantù. La mia porta è aperta".

Brescia, l'importanza di marketing e comunicazione

05 Brescia - BolognaDodici mesi fa, La Leonessa Brescia era fresca di promozione dalla Legadue alla serie A. Avevamo seguito l'intera serie finale con la nostra inviata Chiara Masiello a spasso tra Montichiari e il Pala Dozza e avevamo vissuto le emozioni intense del ritorno di Brescia nella massima serie dopo 28 anni. Graziella Bragaglio, presidentessa del Basket Brescia, ci aveva raccontato in esclusiva le sue emozioni, quelle di una piazza che ambiva da tempo a tornare tra le grandi, i modelli da seguire, parlando anche di Brindisi, del nostro pubblico e la necessità di un palasport tutto nuovo dove convogliare la passione di una città intera.

Ora a distanza di un anno, e con una stagione ricca di soddisfazioni, la lungimirante numero uno della Leonessa, coadiuvata da un ottimo staff dirigenziale, tecnico e da un gruppo di giocatori ancora più forte, riparte con la stessa grinta e con un pizzico di ambizione in più. Non solo in campo, ma anche per quanto rigurda il marketing e la comunicazione. Palazzo Callas, a Sirmione, è stato il teatro del primo "Marketing Meeting" della stagione 2017-2018, un evento al quale ha partecipato l'intera dirigenza del club, lo staff tecnico e tutti i giocatori della Germani e occasione per illustrate le linee guida dell'azione di marketing e comunicazione della prossima stagione, attività illustrata in quattro punti: la parte tecnica, il lato marketing, le istanze della comunicazione e le prospettive del settore giovanile. A spiegare le linee guida di queste attività sono intervenuti Sandro Santoro, gm della Leonessa, Nicola Tolomei, responsabile area marketing, il coach Andrea Diana, il capitano David Moss, il responsabile dell'area comunicazione, Alessandro Pediconi, Paolo Bertolotti, Amministratore delegato di Ivar spa, e Anna Lazzari, Ceo di L&L, l'azienda che quest'anno ricoprirà il ruolo di title sponsor di tutte le squadre del settore giovanile della Leonessa.

"Il ringraziamento va a tutte le nostre aziende, a tutte le persone che credono nel progetto del Basket Brescia Leonessa - il messaggio del presidente Graziella Bragaglio -. Abbiamo un progetto importante, che viene sentito e condiviso da tutte le aziende che ci sono vicine. Together è la parola chiave di questa nuova stagione: sin dalla suo primo anno di vita, il Basket Brescia Leonessa è stato sempre una grande famiglia, dove tutti insieme condividono la passione che ci lega a questo sport e a questa squadra, sempre più radicata sul territorio di Brescia e della sua provincia.Anche la nostra campagna abbonamenti ha già fatto registrare numeri importanti e contiamo presto di raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati".

"Di fatto l'8 maggio eravamo già al lavoro, come non era mai successo nei 9 anni della nostra storia. Dover affrontare il secondo anno di Serie A ci ha portato a lavorare in maniera molto intensa per arrivare preparati a una stagione che sarà ancora più difficile di quella che è stata lo scorso anno - aggiunge la presidentessa -. Dodici mesi fa eravamo una new entry e certi errori potevano essere giustificati, ma quest'anno siamo tutti consapevoli che dovremo lavorare ancora meglio. Abbiamo inserito due giocatori in più e questo potrebbe permetterci di avere un po' più di energia e magari puntare ai play off".

Venezia riparte. Senza Stone, ma con la voglia di ripetersi

raduno-reyer-1718-mini-2E’ iniziata ufficialmente al Palasport Taliercio la stagione dell’Umana Reyer Venezia, campione d’Italia appena due mesi fa. Dopo un briefing in campo tra giocatori, tecnici, dirigenti e staff, si è tenuto il "media day" con gli organi di informazione, in cui la squadra si è messa a disposizione per le foto di rito e le interviste. Nell’occasione sono stati ufficializzati anche i numeri di maglia che i giocatori hanno scelto per la nuova stagione: 0 Haynes, 2 Peric, 3 Johnson, 6 Bramos, 7 Tonut, 10 De Nicolao, 12 Orelik, 13 Bolpin, 14 Ress, 19 Biligha, 50 Watt.

Si riparte senza Julian Stone che, dopo aver rinnovato il contratto in maglia orogranata per altri due anni, ha chiesto di poter stare vicino al padre malato (ma poi si è scoperto che dietro c'erano le sirene degli Charlotte Hornets che offrivano un biennale ben più corposo, ndr). Dopo un tira e molla fatto di dichiarazioni al veleno, accordo trovato per la rescissione e tutti contenti. Ma si riparte anche da un altro dato che offre solidità alla società lagunare: il Taliercio sempre pieno. Gli spettatori totali sono stati infatti 130.761. Nel dettaglio, l’Umana Reyer maschile ha disputato, tra regular season e playoff, 23 partite interne di serie A, per un totale di 78.761 spettatori, alla ragguardevole media di 3420 a partita. Buona la risposta dei tifosi orogranata anche in occasione dei 10 incontri di Champions league: 25.000 spettatori complessivi, per una media di 2.500 a partita.

Due mesi passati a celebrare lo scudetto, ma anche a farsi trovare pronti per la nuova stagione. Walter De Raffaele, già una ventina di giorni dopo lo storico successo, era già al lavoro. Ecco cosa ci aveva raccontato. Lo raggiungiamo telefonicamente mentre si sta godendo qualche giorno di vacanza in Calabria, ma lui stesso chiarisce subito: "E' una vacanza per modo di dire, mentre parliamo sono al computer a visionare video e giocatori. Il successo è stato bellissimo ma noi vogliamo e dobbiamo farci trovare pronti per la nuova stagione. Stiamo cercando di confermare alcune pedine importanti per ripartire da un gruppo forte". Ammette, però, che "stare in riva al mare non è così brutto"

Pesaro senza main sponsor. Squadra da 400 mila euro

pesaro_caserta_pubblicoIl 20 agosto si riparte. La Victoria Libertas Pesaro, la Vuelle come tutti la conoscono, si raduna in città. Senza il main sponsor e con una squadra tutta nuova e costruita con appena 400 mila euro. Triste realtà di una piazza che appena cnque anni fa raggiungeva la semifinale scudetto e che di tricolori nella sua storia ne ha vinti due. Altri tempi, ora si devono fare i conti al minimo, con un budget ancora più risicato rispetto al passato. Colpa di tanti fattori. Il primo è che, defilatosi Walter Scavolini, per una vita il papà della creatura biancorossa, non c'è stato nessun altro "mecenate" che abbia voluto prendersi in carico la squadra della città, 90 mila abitanti in riva all'Adriatico, considerata una perla del basket italiano. Un pò come Brindisi, la "Stella del Sud" che, dopo stagioni opulente grazie alla ricca copertura offerta da Enel, ora è costretta a fare i conti al ribasso. Senza un main sponsor, con tante difficoltà a trovare risorse sul territorio e con la "grana" palasport (inferiore ai cinque mila richiesti dalla Federazione per la prossima stagione) che rischia di diventare un problema insormontabile.

Pesaro dunque come Brindisi, con le due tifoserie gemellate anche nelle difficoltà (leggi anche: Pesaro, vittoria e fratellanza), con lo sponsor principale, la Consultinvest, azienda leader nella gestione di capitali, che ha deciso di fare "un passo di lato e non indietro", uscendo dal contratto di sponsorizzazione primaria sulla maglia e rimanendo solo come secondo sponsor versando nelle casse societarie 200 mila euro. "Una scelta dettata da una nostra mutata situazione societaria e da analisi di mercato che facevano di Pesaro una realtà inferiore alle nostre aspettative. Forse avremmo dovuto comiunicarlo prima", ha dichiarato pochi giorni fa l'Ad Maurizio Vitolo. Che non chiude la porta, anzi fa capire di essere interessato ad acquisire il 51 per cento della società a patto che il restante 49 vada in mani sicure, con altri sponsor capaci di dare soldi freschi (e tanti).

Sacchetti nuovo ct azzurro. Gli aneddoti più curiosi


Enel Brindisi presentazione coach Meo Sacchetti259Meo Sacchetti sarà ufficialmente il nuovo allenatore della nazionale dopo gli Europei. Sarà presentato il 5 agosto a Cagliari. Una scela rapidissima, legata all'impossibilità di Ettore Messina di continuare con un incarico part time, essendo già impegnato con i San Antonio Spurs. Da Brindisi alla Nazionale, passando per Cremona. Una stagione non certo memorabile quella vissuta in riva all'adriatico, con la sola Final Eight di Coppa Italia raggiunta e giocata alla pari contro milano nei quarti di finale. Ciò nonostante, una figura di ottimo livello per la nazionale che dopo Euro 2017 assumerà una nuova fisionomia.

Quando Sacchetti fu annunciato come nuovo allenatore dell'Enel Basket Brindisi ho subito pensato di chiedere una presentazione a qualcuno che lo conosce bene. Roberto Sanna e Andrea Sini, inviati da anni al seguito della Dinamo Sassari per il quotidiano "La Nuova Sardegna" (così come l'amico Nando Mura dell'Unione Sarda che all'indomani della chiusura del rapporto con Sassari aveva scritto che "Meo non meritava un trattamento del genere e che forse lui e Sardara avrebbero dovuto separarsi prima per il bene di tutti") mi avevano avvertito: Meo non è uguale a tutti gli altri, è un fuoriclasse. Se riuscite a prenderlo bene, lui vi ripagherà con il cuore e con una simpatia infinita. Il primo impatto, il giorno della presentazione al Pala Pentassuglia, sembrò confermarlo. "Era stato detto che la presentazione era per la stampa, qui siete tanti, tutti giornalisti?", aveva esordito. E subito risate e applausi (anche se la frase dovrebbe far riflettere) 

"Ho impiegato un po’ di tempo, diciamo un’intera stagione, per capire che Meo Sacchetti è differente. Anche se mi ero reso conto ben presto, in quell’estate del 2009, che non avevo a che fare con il solito coach col quale avrei condiviso partite, allenamenti, trasferte - spiega subito Roberto Sanna a Supporter's Magazine - Poco propenso a dilungarsi oltre lo stretto necessario nell’analisi degli avversari, nei piani tattici, nel notiziario degli infortuni. Molto felice, invece, di poter scambiare esperienze di vita, discutere di vino e cibo, anche parlare di altri sport"

"La notte della promozione, nel giugno del 2010, quando sono entrato nel ristorante di Tony, praticamente la sua seconda casa, col giornale della vittoria in mano per consegnarglielo, lui non ha detto niente. E’ rimasto defilato dal cuore della festa a fumare il sigaro, a un certo punto, saranno state le due, è scivolato via in silenzio col giornale arrotolato in mano - ricorda Sanna - . Il giorno dopo ha stracciato l’accordo ormai fatto con Varese, praticamente il coronamento di quella che era stata fin lì la sua carriera di allenatore, ha scelto ancora Sassari. Quel giorno ha cambiato il suo destino e quello della Dinamo, forse non era pienamente cosciente ma aveva fiutato l’onda giusta, come fa durante le partite quando prende le decisioni senza un’apparente logica e alla fine ha quasi sempre ragione".

Meo è differente e per questo il giorno dell’esonero l’ho chiamato e gli ho detto soltanto: “Non penserai di liberarti di me?”.

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