Eurolega, piano ambizioso: 2,5 miliardi in tre anni
Il Board degli azionisti di Euroleague Commercial Assets (ECA) ha approvato una roadmap strategica destinata a cambiare il volto dell’EuroLeague nei prossimi tre anni. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: portare la valutazione complessiva della lega a 2,5 miliardi di euro entro tre stagioni, attraverso una combinazione di crescita commerciale, riforme strutturali (1,5 miliardi) e la modernizzazione delle infrastrutture (con un ulteriore miliardo di euro).
Tra i punti chiave del piano c’è la valutazione dell’introduzione di licenze permanenti, l'accelerazione digitale e il potenziamento delle piattaforme direct-to-consumer, l'espansione geografica strategica e l'ottimizzazione della governance e delle performance commerciali.
Il Board ha confermato un momento commerciale positivo: +9 per cento di ricavi annuali a livello di lega, +18% per cento nelle distribuzioni economiche ai club, +40 per cento nei ricavi di mercato dei club negli ultimi tre anni, +85 per cento nei ricavi da gara. I ricavi medi definiti dai club con licenza (ALCDR) per il periodo 2026-27, comprensivi di introiti giornalieri, ricavi commerciali e altri ricavi generati dai club con licenza di EuroLeague in un periodo di tre stagioni, ammontano a 22.298.591 euro. L'ALCDR rappresenta un aumento del 14% rispetto all'indicatore della stagione precedente, pari a 19.489.944 euro, a dimostrazione della crescita aziendale dei club con licenza di EuroLeague nei principali settori commerciali, accelerata dalla crescente forza e maturità dell'ecosistema di EuroLeague.
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PUYADA: "PREMI PARI A QUELLI DEL CALCIO" - L’Eurolega continua a crescere e a consolidare il proprio modello economico. A confermarlo è Xavi Puyada, il direttore finanziario della competizione, che, in un’intervista al canale greco Sport24, ha illustrato come la lega sia entrata in una fase di espansione strutturale, sostenuta da accordi televisivi pluriennali, partnership commerciali selezionate e un aumento costante della presenza nelle aren
Uno dei pilastri della crescita è rappresentato dai diritti televisivi. L’Eurolega ha rinnovato con largo anticipo gli accordi nei mercati chiave, ottenendo incrementi tra il 9% e il 50% a seconda del Paese. Tra i rinnovi più significativi: Movistar Plus in Spagna (fino al 2031), Saran Media Group in Turchia (fino al 2029), Deutsche Telekom in Germania (fino al 2029), Sky Italia (fino al 2028), Sport 5 in Israele (fino al 2031).
Sul fronte commerciale, la lega ha scelto un approccio selettivo: meno sponsor, ma di livello più alto. Il risultato è un aumento del 60% dei ricavi commerciali negli ultimi due cicli, nonostante una riduzione del 45% nel numero totale di partner. La crescita non è solo economica, ma anche di pubblico. Nelle ultime tre stagioni, la presenza nelle arene è aumentata del 21 per cento. L’effetto combinato di qualità del prodotto e miglioramento dell’esperienza live ha portato a un aumento dell’85% dei ricavi da gara generati dai club. Un altro dato interessante è che per la stagione 2026/27, i ricavi medi previsti per i club licenziatari sono già aumentati del 14 per cento.
RECORD PER GLI ABBONATI TV E MONTEPREMI - EuroLeague TV ha registrato un record di abbonati, con un +32 per cento rispetto alla stagione precedente, mentre EuroLeague Fantasy ha raggiunto 310 mila utenti (+67%). La lega ha anche inserito un ex dirigente Amazon per guidare l’innovazione tecnologica e l’evoluzione delle piattaforme digitali.
Il sistema dei premi è stato riformato dopo la pandemia, passando da un modello basato sulle vittorie a uno basato sul piazzamento finale. Il montepremi sportivo è così distribuito: campione: 2.400.000 euro, finalista: 2.100.000 euro, terzo posto: 1.800.000 euro, quarto posto: 1.500.000 euro. Questa quota rappresenta solo il 25% della distribuzione totale. Il restante 75% deriva dal market pool, legato alle attività commerciali dei club.
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il confronto con la UEFA Champions League. Il dirigente afferma che la percentuale di ricavi distribuiti ai club è molto simile a quella del massimo torneo calcistico europeo, considerato il benchmark assoluto in Europa. Un messaggio forte, che punta a rafforzare la credibilità del modello Eurolega.
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