Olimpia, 90 anni di storia e un futuro tutto da scrivere
Era il 9 gennaio 1936 quando l’Olimpia Milano ebbe inizio. Sembra ieri ed invece sono già passati ben 90 anni. Infatti, il 9 gennaio 2026, il club milanese ha festeggiato questo importante compleanno e lo ha fatto nel miglior modo possibile, battendo all’Allianz Cloud, l'ex Pala Lido, l’Efes Istanbul. Per per questa importante ricorrenza, l’EA7 Olimpia Milano ha deciso di aprire una mostra fino al 18 gennaio 2026 presso Scalo Milano. “Oggi sono molto orgoglioso di rappresentare l’Olimpia Milano in questo giorno. Un modo per celebrare momenti, personaggi e vittorie di questo club. 90 anni di Milano e di coach Dan Peterson. Il 22 marzo contro Sassari celebreremo i 90 anni al Forum di Assago e per l’occasione useremo una maglia speciale.” Queste le parole del GM Stavropoulos.
Dino Meneghin e Gigi Datome - "Per Varese, Milano era il nemico pubblico. Era un po’ come Golia contro il gigante. Era l’avversario da battere. Dopo ogni partita chiedevamo sempre al nostro team manager cosa faceva Milano. - racconta Dino Meneghin -. Quando Toni Capellari mi chiamò avevo capito il perchè. Ho scelto Milano per la storia. Se arrivavi in ritardo alla partita o in allentamento non partivi in quintetto. All’inizio avevo paura di non essere all’altezza, ma poi si è rivelata una scelta azzeccata. Devo ringraziare coach Peterson per avermi dato fiducia. Milano negli anni 80’ è diventata una della squadre più forti. La finale con Cantù? Non ho spiegazioni per quella partitaccia. Salonicco? Il peggior campo dove io ho giocato. Dopo il -31 è stato duro. Quella gara rappresenta lo stile Olimpia, crederci sempre anche nei momenti difficile. Franco Casalini è stato molto importante. La serie contro Livorno ? E’ stata una squadra forte. Una serie molto tosta. Bob (McAdoo) ha alzato il livello in allenamento Mike (D’Antoni) la pietra angolare della banda bassotti, era il secondo allenatore in campo”.
“Nel 2015 post NBA c’è stata un’opportunità, ma avevo l’interesse del CSKA e del Fenerbahce Nel 2019 quando arrivò Ettore e poi nel 2020 ho sentito la necessità di cambiare aria. Volevo tornare in Italia e vincere lo scudetto - aggiunge Gigi Datome -. Milano era la situazione perfetta. La sconfitta 0-4 contro Bologna ci ha dato gas per le stagioni seguenti. Siamo arrivati ad un tiro dalla finale di Eurolega, con quello di Higgins che è entrato, mentre quello di Punter no. Per ambire all’Eurolega devi stare bene nei playoff, Volevamo vincere lo scudetto e contro la Virtus non era facile. Sapevo chi erano Chacho, Melli e Hines. Rodriguez trametteva leadeship Kyle una garanzia, un punto di riferimento. Nic dà sicurezza. Sapevo che sarebbe stato l’ultima. Ho sempre lasciato i posti nel momento giusto. Dino è un giocatore che non ho mai visto giocare dal vivo, ovunque ha però grande rispetto".
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Ho individuato i miei momenti più belli della storia dell'Olimpia. Sono situazioni che ho vissuto di persona e che riguardano gli ultimi anni. Innanzitutto lo scudetto del 2014. Erano 18 anni che i milanesi non vincevano il tricolore e farlo in casa contro Siena, dopo tutta la storica rivalità ha sicuramente regalato un momento di gioia ad un popolo che stava aspettando solo quel momento e l’invasione di campo è l’esempio lampante di quella sera. Dalla tripla di Jerrels (The shot) in gara sei alla schiacciata di Gentile, che ha messo la parole fine alla sfida. La Milano allenata da coach Luca Banchi era una squadra con la S maiuscola, costruita per vincere.
LA FINAL FOUR DI EUROLEGA - Nel 2021, il club meneghino è tornato a giocarsi le F4 di Eurolega. Erano 29 anni che il club milanese non raggiungeva questo traguardo. E’ stata una stagione molto particolare, visto che c’era ancora il Covid 19 e c’era poca capienza per quanto riguarda il pubblico. Ettore Messina in quell’Olimpia Milano aveva a propria disposizione Sergio Rodriguez, Micov, Kyle Hines, Gigi Datome, Punter, LeDay, Delaney e Shields. Dopo aver eliminato il Bayern Monaco 3-2, le "scarpette rosse" in semifinale si sono arresi nel finale al Barcellona con il tiro di Punter che non è entrato, mentre quello di Higgins si. Quella squadra avrebbe meritato la finale .
Nel 2004 l’Olimpia Milano viene salvata da Giorgio Armani e nel 2008 diventa il proprietario. In questi anni sono passati tanti campioni: Sasha Djordjevic, Danilo Gallinari, Alessandro Gentile, Langford, Moss, Hackett, Melli, Gigi Datome, Sergio Rodriguez, Kyle Hines, Vlado Micov, Zach LeDay, Kevin Punter, Mike James, Scola, Mirotic, Causeur, Leandro Bolmaro, Shavon Shields, Marko Guduric, Bryant Dunston e Armoni Brooks. A settembre Giorgio Armani è venuto a mancare, ma in questi anni il suo amore per la pallacanestro e per l’Olimpia non è mai mancato.
LA TERZA STELLA - Nella stagione 2022-23, l’Olimpia conquista il 30esimo scudetto e lo fa in finale contro la Virtus Bologna. E’ stata una terza stella “sudata” visto che la serie è arrivata in gara 7. Era esattamente il 23 giugno 2023 quando i milanesi vinsero con la compagine bolognese, con Gigi Datome assoluto protagonista che conquistò il titolo di MVP. Sulla panchina biancorossa c’era Ettore Messina che sicuramente con questa vittoria è entrato nella storia del club milanese.
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Lorenzo Lubrano
ph: Ciamillo/Castoria
