Esclusiva SM, Sacchetti tra basket, mare e buona cucina

Enel Brindisi presentazione coach Meo Sacchetti272Una partita speciale, contro il suo passato e contro il figlio Brian, a cui chiede, se mai dovesse accadere, di non far vincere Sassari con un tiro allo scadere. Petrovic e Dalipagic i miti contro cui ha giocato. E Brindisi come nuova vita, anche per il nostro mare e i vini pugliesi. Ecco Romeo Sacchetti, come sempre ironico e puntuale, in esclusiva per Supporter’s Magazine.

- Mentre preparavamo l'intervista, è uscita la notizia che sarà insignito dalla Federazione degli onori della Hall of Fame per la categoria atleti. E' una gran bella soddisfazione, che ne pensa?

“Certo, mi ricorda il mio periodo della carriera da giocatore. C'è da dire che è un premio che danno solo quando diventi vecchio…”

- Vincere lo scudetto a Sassari, città che in sette anni ha portato dalla Legadue al titolo italiano e alla Coppa Italia, da una soddisfazione particolare?

“Non potrebbe essere diversamente, abbiamo fatto una stagione che rimarrà nella storia non solo di Sassari ma del basket italiano”

- Brindisi vs Sassari, sarà una partita speciale per lei...

“Ovviamente! Sono stato in Sardegna quasi 7 anni e rincontrerò amici, giocatori, massaggiatori che mi hanno affiancato in quel periodo di vita. Sarà abbastanza suggestivo”

- Sfida nella sfida, quella con suo figlio Brian. Cosa le è rimasto nell'averlo allenato per anni e cosa vorrebbe dirgli di NON fare contro l'Enel in partita?

“Non è stato facile sia per me che per lui, ma credo maggiormente per Brian. Mi spiacerebbe che perdessimo per l'ultimo tiro segnato proprio da lui”.

- Arrivato a Brindisi, lei ha detto che un primo bilancio sarebbe stato possibile dopo una decina di partite. Ci siamo, quale è il suo resoconto di questo primo terzo di campionato?

“E' un campionato equilibrato in cui abbiamo perso partite che potevamo portare a casa e vinto match in cui potevamo perdere. Si può guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, io preferisco concentrarmi partita dopo partita”

- Cosa è mancato all'Enel fino adesso e cosa le è piaciuto di più?

“Ci è mancato un pizzico di cattiveria nei momenti decisivi di alcune partite, ma lo avevamo messo in conto per la giovane età dei nostri giocatori. Mi è piaciuta la voglia di migliorarsi del gruppo ma mi aspetto ancora molto sotto questo punto di vista". 

- Milano è imbattuta. Tutto da copione o qualche altra squadra saprà inserirsi per dare filo da torcere?

“Onestamente Milano ha due squadre in una. L'Eurolega a livello mentale costa tanto e in alcuni match hanno rischiato giocandosela fino alla fine. Sembrava quasi facessero come il gatto con il topo per poi portare a casa la vittoria. Sono più completi di tutte le altre squadre”

- Andrea Sini e Roberto Sanna, nostri amici comuni, ci hanno raccontato tantissimi aneddoti. Ce ne racconta qualcuno lei, per esempio di quando giocava? (leggi anche: Meo ti conosco bene. Di Andrea Sini e Roberto Sanna)

“Sicuramente ricordo con grande piacere vari momenti della mia carriera, soprattutto quando ho incontrato avversari del calibro di Drazen Petrovic e Oscar Schmidt, due leggende della pallacanestro mondiale”.

- Fuori dal campo Romeo Sacchetti è...
Brindisi - Trento“Una persona a cui piace viaggiare, stare in giardino e bere vino”

- Il suo piatto preferito, oppure il vino, poichè sappiamo che lei è un ottimo intenditore?

“Gli spaghetti con i ricci mangiati ad Alghero. Ora però devo assaggiare quelli fatti qui in Puglia. Di vini invece ne apprezzo molti, ma devo ancora scegliere il mio preferito pugliese. Sono combattuto, mi occorre altro tempo”

- Cosa apprezza di Brindisi in questi primi mesi di permanenza?

“Mi piace molto il mare e la città nel suo complesso. Da allenatore nel corso di questi anni avevo notato di sfuggita molti luoghi che ora invece ho la possibilità di visitare quotidianamente. E' una città che non è abbastanza valorizzata, i brindisini dovrebbero davvero essere orgogliosi della sua bellezza ma, così come accade per esempio in Sardegna, non riescono a vendere bene ciò che in dote posseggono”.

- Chiudiamo le nostre interviste chiedendo un saluto ai tifosi brindisini. Di solito, sono i giocatori a rivolgersi a loro, lei come allenatore cosa vuole dire?

“Parto dal presupposto che il pubblico è una parte molto importante all'interno di un ambiente cestistico. Spetta però ai giocatori, con l'atteggiamento giusto in campo, trascinare i supporters aldilà delle vittorie e sconfitte, delle partite buone o meno giocate. Tutto parte dall'atteggiamento da vera squadra e il resto è una conseguenza. A maggior ragione se parliamo del pubblico brindisino, intenditore di ottima pallacanestro”

Marino Petrelli 

ph Michele Longo/ Dino Matera - ag. Ciamillo Castoria

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