Esclusiva SM, Pancotto: "A Cremona budget sostenibile"
Al telefono è rilassato, ma non in ferie. Giusto il tempo per eliminare le scorie della stagione appena conclusa prima di lanciarsi sulla nuova. Va fiero delle sue origini, nato a Porto San Giorgio, ("le chiamano le Marche sporche perchè è la parte a sud della regione al confine con l'Abruzzo, ma lì si vive davvero bene") e di battuta in battuta l'intervista si allunga fino a divagare sulla musica, sulle passioni personali e sul futuro della Vanoli e del basket. Lui è Cesare Pancotto, allenatore dell'anno grazie ai risultati eccellenti ottenuti con Cremona in questa stagione, quarta in stagione regolare poi battuta 3 a 1 da Venezia. E Pancotto si racconta in esclusiva a Supporter's Magazine con semplicità e grande competenza.
Cremona, un miracolo? "Tutt'altro. E' un progetto nato con calma e cresciuto anno dopo anno. E' chiaro che siamo partiti per salvarci, ma ci siamo accorti dal precampionato, fatto praticamente senza Cusin e Vitali, che c'era qualcosa in più. La sensazione è rimasta inalterata anche dopo le prime due sconfitte, poi è nato un percorso vincente e abbiamo preso fiducia fino al quarto posto. Peccato per i quarti play off, ma Venezia ne aveva di più e noi abbiamo fatto un campionato meraviglioso".
I valori di Cremona sono chiari: una buona e anticipata salvezza e poi quello che viene è tutto guadagnato. "Il nostro lavoro è costruito sulle idee e sul senso di appartenenza che ognuno ha saputo sviluppare. Il valore è quello che hai detto: la salvezza con un budget piccolo, anzi io lo chiamo sostenibile, e con la voglia delle cose semplici e fatte bene. Siamo una squadra dall'identità molto chiara, siamo cresciuti negli anni e ora raccogliamo i risultati".
DUE ANNI E MEZZO DI LAVORO E PAZIENZA - "Quando sono arrivato a Cremona due anni e mezzo fa eravamo ultimi in classifica ma non ci siamo buttati giù. Ci siamo salvati e da lì èpartito tutto. Abbiamo avuto la forza di costruire - dice con fierezza Pancotto -. Lavoro, pazienza e continuità sono stati i punti di forza. La società ci ha creduto, così come i soci e gli sponsor. Soprattutto abbiamo saputo fare le cose con lungimiranza, senza smantellare tutto. Lo staff tecnico è rimasto inalterato, molti giocatori confermati, i nostri giovani utilizzati ci hanno permesso di vincere il premio per l'utilizzo e di avere altri soldi importanti per investire sulla prima squadra".
Certo, se poi "rubate" Elston Turner a Brindisi tutto diventa più facile (parte una risata, ndr). "Battuta per battuta non vi abbiamo rubato nulla. Abbiamo fatto una proposta a Turner e lui è stato intelligente ad accettare una situazione normale, senza fare troppe pretese e inserendosi alla perfezione nel gruppo. Ripeto, il nostro budget sostenibile non ci permette di fare follie, Turner compreso. Che ha rinnovato, come Gaspardo, Biligha e siamo al rinnovo con Vitali e Mian. Ora cerchiamo di confermare altri giocatori che condividono i tanto citati valori di squadra e società con lo stesso budget. Il gruppo riparte e lo fa su basi solide"
Due parole su Brindisi sono d'obbligo. Una stagione al di sotto delle aspettative. "Brindisi è stata meritoria, da neo promossa, a ritagliarsi uno spazio importante in Italia e lo scorso anno in Eurochallenge, ma come tutte le squadre di provincia deve ricordarsi da dove è partita e conoscere i limiti e accettare ogni anno quello che viene. Quest'anno è stato inferiore alle aspettative, ma sono sicuro saprà riproporsi subito (l'intervista avviene nelle stesse ore dell'annuncio di Sacchetti come nuovo allenatore della New Basket, ndr).
MILANO, SIENA E LE GRANDI - Milano è la favorita per lo scudetto? E Siena allenata da Pancotto dal 1993 al 1997 e che ora riparte dalla Legadue, come Treviso, Fortitudo Bologna, che futuro avranno? "Tutte realtà dal passato glorioso che meritano di risalire. Milano è favorita, ma la forbice conle altre si è ristretta e ci potrebbe essere qualche sorpresa - dice Pancotto -. Quando sono arrivato a Siena la squadra era in A/2 e non c'era ancora il Monte dei Paschi, il budget anche lì era sostenibile, ma vincemmo e poi arrivammo ai play off. Anche lì furono stagioni bellissime, partendo con poco e arrivando in alto. Ora la Legadue è più dura ma Siena e le altre big si riprongono ripartendo in tempi moderni senza dimenticare il passato".
Tre aggettivi per descrivere Cesare Pancotto fuori dal campo. "Discreto, ironico, responsabile"
Finale con hobbies e tempo libero. "A 61 anni comincio a capire qualcosa del basket, quindi non serve passare tanto tempo lontano dai campi. Ora stacco un pò giusto per togliere le parti emotive della vecchia stagione e ripartire e rivedere cosa servirà per la prossima stagione. Sarà un campionato diverso, tutti ci aspetteranno e dovremo confermarci, ma senza drammi - conclude il coach -. Amo la musica perchè mi da grande carica e vengo da una famiglia di musicisti, quindi fa parte di me. Se devo dire un nome, Pino Daniele. Poi la lettura e un'altra cosa che faccio ogni anno è partire in due coppie di amici, prendere la macchina e girare. Facciamo molti chilometri all'anno e non è escluso che questa estate possa fare un giro dalle vostre parti, posti bellissimi dove si mangia altrettanto bene".
Marino Petrelli
Foto: Maura Tonghini (ufficio stampa Vanoli Cremona)
