Coppa Italia 2020, Venezia è la regina, applausi per Brindisi. Il dispiacere di Stone
Vince Venezia, la Coppa Italia dei grandi e la Next Gen Cup, quella dedicata alle formazioni Under 18. Brindisi si prende gli applausi, ma ancora una volta la finale è indigesta come lo scorso anno a Firenze. Una giornata indimenticabile dunque per la società lagunare che conquista per la prima volta il torneo, partendo addirittura dall'ottavo posto nel tabellone. Un'impresa targata Walter De Raffaele che in cinque anni ha vinto due scudetti, una Fiba Europe Cup e ora anche la Coppa Italia, prima volta nella storia del club.
A chi diceva che l'Umana fosse "bollita" la risposta sul campo è stata da campioni. Con tre giorni perfetti a cominciare dai quarti di finale contro una Virtus Bologna arrivata da numero uno, ma subito evaporata. Merito di una grande difesa e un Austin Daye, meritatamente Mvp del torneo, che nel supplementare regala la vittoria a meno di quattro secondi con un tiro in post basso di rara eleganza e dolcezza. Il figlio di Darren, che a Pesaro ha vinto due scudetti a fine anni 80, si prende la scena anche in semifinale, quando la Reyer annichilisce Milano ancora con una super difesa, un terzo quarto da ricordare, qualche libero di troppo sbagliato, prima di quello di Austin a chiudere la partita. Il capolavoro contro Brindisi in finale, squadra che segna ben oltre gli 80 punti a partita e che gli orogranata tengono ad appena 67. Il primo quarto da 18-8 indirizza la partita, la difesa asfissiante manda in tilt i ragazzi di Vitucci, il resto lo fanno Watt, Daye e Tonut, solisti di un'orchestra che intona una sinfonia perfetta, un'altra negli ultimi cinque anni. Dirige, con successo, Walter De Raffaele. Che non produrrà un gioco spettacolare, con grandi schiacciate o transizioni mirabolanti, o non farà segnare 100 punti alle sue squadre ad ogni partita, ma vince E alla fine, come si dice spesso, "gli attacchi fanno staccare i biglietti, le difese fanno vincere le partite". Onore e merito all'allenatore "ancora campione d'Italia in carica", come ha sottolineato ai nostri microfoni a fine partita, quasi a voler ricordare che la Reyer è stata troppo presto esclusa dalla corsa e invece è sempre lì, a lottare e vincere.
Le sue parole, come quelle di altri protagonisti, le ascolterete prestissimo nel nostro speciale video che racconterà, anche con tante foto esclusive, la quattro giorni alla Vitifrigo Arena, che ha portato quasi 32 mila spettatori in tutte le partite, e superato i 9 settatori il giorni della finale, giorno dell'esodo dei tifosi brindisini. Un successo che fa di Pesaro una delle sedi dove l'evento è stato meglio riuscito e candida per il 2021 la città adriatica, che il prossimo anno paradossalmente non avrà più una squadra in Serie A, a meno di clamorosi recuperi in classifica. Anche Roma ha timidamente detto che vorrebbe ospitarla al pala Eur, Brindisi lancia la sua proposta per il 2023 quando dovrebbe essere pronto il nuovo palasport. Certo è che, dopo Pesaro, l'asticella si è alzata e gli oltre otto mila di media dicono che servono strutture grandi e con importanti infrastrutture intorno. Sarebbe importante portare un grande evento come questo in una città del sud, come Brindisi, che tanto bene sta facendo sul campo. Giovedì la Nazionale arriva a Napoli, sarà una festa, la speranza è che sia apripista per altre partite nel Mezzogiorno.
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APPLAUSI E RISPETTO PER LA HAPPY CASA - Se Venezia vince, Brindisi non perde. O meglio, lo fa sul campo raddoppiando la delusione della passata edizione di Coppa Italia quando la sconfitta arrivò in finale contro Cremona, ma il cammino compiuto da questa squadra è da applausi. Per come è arrivata alla Final Eight e per come ha raggiunto la finale, battendo con grande bravura prima la Dinamo Sassari nei quarti e poi la Fortitudo Bologna al termine di una semifinale perfetta. Due finali in due anni non sono facili da raggiungere. Certo, vincere sarebbe stato meglio, ma a questa squadra non si poteva chiedere di più dopo le grandi fatiche dei due giorni precedenti e con un roster comunque meno profondo di quello della Reyer e forse anche un'attitudine mentale diversa davanti alle finali e alle vittorie.
Alla fine resta la delusione dei quasi 4 mila tifosi brindisini arrivati da ogni parte d'Italia, un'altra migrazione come spesso avvenuto negli anni. Restano le lacrime di Adrian Banks, capitano vero anche nei momenti di difficoltà, che ha chiuso la Coppa Italia con 75 punti segnati, di cui 37 contro Sassari, che lo portano al primo posto della classifica marcatori da quando esiste la formula della Final Eight. resta il dispiacere, profondo, sentito, spontaneo di Tyler Stone, 0/9 dal campo in finale e complassivamente al di sotto delle sue possibilità in tutta la competizione. “Ho deluso la mia squadra, ho deluso Brindisi. Queste sono partite in cui non posso permettermi di non presentarmi. Sono stato male l’intero weekend e questo ha avuto effetti sul mio gioco. Non ho fatto una singola cosa per aiutarci a vincere. Prometto che che farò bene. Sono così deluso di me stesso. So che molte persone mi danno la colpa, ma sono a posto. Lo accetto - ha scritto sui social -. Loro ti amano, poi ti odiano, poi ti amano, poi ti odiano! Ma mettete la stessa energia quando mi scrollerò tutto di dosso. Sono stato messo in dubbio per tutta la mia vita ma me ne sono sempre tirato fuori. Questo non farà altro che svegliare un diverso mostro. Torno presto”.
Lo aspettiamo, così come tutta la squadra. Che dal primo marzo avrà in testa solo il campionato. La stagione è ancora lunga, altri traguradi sono possibili. Così come la Reyer che, vinta la sua prima Coppa Italia e sfatato il tabù di essere sempre uscita ai quarti di finale, dimostra come tutto sia possibile, anche vincere un trofeo da ottava classifica. Basta crederci. Sempre!
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Marino Petrelli
ph: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)
