Il sud perde Trapani, conservi Brindisi
Come una meteora, Trapani ha attraversato fin troppo velocemente il firmamento della Serie A per poi estinguersi nel tardo pomeriggio di un freddo lunedì negli uffici degli organi di giustizia federali. Niente più punti di penalizzazione, ma un’ultima super ammenda e soprattutto l'esclusione dal campionato dopo le ultime penose esibizioni: la rinuncia alla trasferta a Bologna, la sceneggiata in Bulgaria contro l'Hapoel in Fiba Champions League, l’ultimo atto con un manipolo di ragazzini in campo pro forma contro Trento. Troppo. Considerata alla stregua di una nuova rinuncia, l’ultima farsa è costata l’addio al basket di una piazza appassionata, che lo scorso anno si era accorta di poter pensare in grande e quest'anno - nonostante l'incidente di percorso dei quattro punti di penalizzazione - aveva cominciato a sognare la grande impresa, alla pari con le big tradizionali.
Il sogno si è spento, soprattutto il basket del centro sud si è visto costretto a vivere un'altra esperienza amara e traumatica, perdendo e nel peggiore dei modi un club che sembrava essersi consolidato a livelli di tutta sicurezza. E invece no. Ciclicamente la storia torna a ripetersi. Stavolta è toccata a Trapani, ma è letteralmente mezza Italia che una volta di più si risveglia umiliata da vicende che di sportivo hanno davvero ben poco.
L’addio di Trapani consegna a Brindisi una responsabilità ancora maggiore, rimasta, con Napoli e Sassari, l’unica squadra del sud a promuovere ad alto livello il basket in una larghissima fascia del Paese in cui sembra così difficile realizzare progetti a lunga scadenza. Brindisi - e va ringraziata la famiglia Marino e i dirigenti che l’hanno preceduta in quest'impegno - ci sta riuscendo da molti anni. È stata a lungo ai vertici del basket nazionale, il recente ridimensionamento è servito per ricaricare le pile e provare quest’anno a risalire nel campionato maggiore. I risultati, al netto della battuta di arresto di domenica scorsa, un incidente di percorso che sarebbe stato meglio evitare, sembrano dare ragione a Piero Bucchi e ai suoi ragazzi e contro l’Urania Milano c'è ora la possibilità di tornare subito sulla giusta corsia nel cammino verso la Serie A.
L’ambizione c'è, la possibilità tecnica di raggiungere l’obiettivo è robusta: a questi due fattori va ora aggiunta la responsabilità morale che il disastro sportivo del Trapani Shark ha trasferito sulle maglie di Brindisi e che sarà possibile sostenere non tradendo i principi di sostenibilità e di rispetto per i tifosi osservati finora.
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Mario Arceri
