Il "calore" ritrovato per le azzurre

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

1788628948586Nel 1977 David Bowie componeva "Heroes" a Berlino. Si può essere eroi, anche solo per un solo giorno dice il famosissimo ritornello. L'Italia è andata vicina dall'essere l'eroe di giornata, ma il ferro del canestro della Uber Arena ha rifiutato il sottomano di Francesca Pasa che sarebbe valso il pareggio contro l'Australia e il tempo supplementare. Una beffa incredibile dopo una rimonta forsennata, dal 38-64 al 77-77 e la palla del vantaggio poi vanificata. Il Mondiale dell'Italia, dopo 32 anni di assenza, finisce qui, anche se le giornate a Berlino sono ancora molto lunghe perchè la competizione non è ancora finita. 

"Se guardiamo all'azione finale, è stata una beffa. Ma nei minuti precedenti questa squadra ha fatto qualcosa di incredibile, quello che ha nelle corde e che purtroppo nei primi tre periodi non era riuscito - dice Andrea Capobianco a Il Messaggero -. Dobbiamo imparare da questi dettagli, negli ultimi due anni abbiamo perso partite per due o tre punti contro le più forti al mondo, che significa che ci siamo avvicinati molto alle squadre più forti, ma anche che manca ancora qualche dettaglio per vincere".

qui il boxscore e le statistiche ufficiali sul sito della Fiba

EMOZIONI INTENSE FUORI DAL CAMPO - Numericamente, il Mondiale dell'Italia si è chiuso con una vittoria con la Cechia e tre sconfitte, maturate con tre squadre nei primi quattro posti del ranking mondiale, ovvero Stati Uniti (1) di appena tre punti 55-52 dopo una partita bellissima condizionata da un arbitraggio di bassissimo livello, Cina (4) e Australia (3). A distanza di 32 anni dall’ultima apparizione nella competizione iridata, l’Italia è comunque tornata nelle prime 12 squadre del mondo. E lo ha fatto con onore, al netto del passaggio a vuoto contro la Cina che è costato il secondo posto del girone D e un accoppiamento sulla carta più facile contro Porto Rico nello spareggio per l'accesso ai quarti di finale. 

L’emozione più forte è però avvenuta fuori dal campo, quando, ad esempio, le ragazze sono uscite dall’albergo e hanno trovato ad aspettarle centinaia di persone. Giovanissime, bambine con le famiglie, tifosi e tifose di ogni età, da ogni parte d’Italia, le ultime due arrivate, una mamma con la figlia di 14 anni, da Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, ieri e rimaste a Berlino appena 24 ore solo per la partita contro l'Australia. Ha scritto la Federbasket in un bellissimo articolo: "Spesso, negli anni, queste ragazze hanno conosciuto il silenzio più del rumore. Oggi che quel rumore è finalmente arrivato, a due passi da Alexander Platz, aveva un suono indimenticabile".

"Il tifo è stato incredibile, qui a Berlino e dall'Italia, e mi auguro che tutti possano prendere questo entusiasmo e non lasciarlo andare via - aggiunge Capobianco -. Spero che ognuno capisca che questo è un momento da sfruttare per riempire le palestre di ragazzine e giovani che vogliano fare pallacanestro. Da parte nostra, noi dobbiamo crescere e allenare tutte le giovani, oltre che naturalmente rendere le ragazze senior ancora più in grado di migliorare. Quanto abbiamo vissuto qui a Berlino in termini di affetto bellissimo e inatteso". Anche commovente ed emozionante aggungiamo noi. E sarà bellissimo ricordarselo.

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Marino Petrelli

credits photo: Italbasket

 

 

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