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Nba Foundation: 300 milioni per la Black Community


1210903564Nonostante il Covid abbia ancora numeri altissimi negli Stati Uniti, e la Florida in particolare sembra avere un focolaio molto grave, la Nba è ripartita. Tutti negativi i vari test effettuati a Orlando dal 30 giugno, giorno in cui tutte le squadre sono arrivate nella "bolla", fino a ieri. I Los Angeles Lakers si sono già assicurati il primo posto a Ovest (anche se il rendimento offensivo è calato di molto dalla ripresa). Non accadeva dal 2010, anno del titolo vinto 4-3 nella storica finale contro Boston. Sarà così anche quest'anno? I Milwaukee Bucks non la pensano allo stesso modo e si sono accaparrati il primato in stagione regolare a Est.

Per molti, è la finale annunciata, ma la strada è ancora lunga. Lo dice lo stesso Lebron, secondo il quale "non ci sarebbe tranquillità all'interno dei Lakers". Non solo per il rendimento nella metà campo offensiva, 95 punti segnati su 100 possessi è il peggiore delle 2 squadre presenti a Orlando così come la percentuale da tre punti, appena il 23,4 per cento, ma anche perchè "ci sono cose che non si possono controllare fuori dal campo delle quali non voglio parlare. La bolla è un'epserienza strana per tutti, per me in particolare".

I play off scatteranno il 17 agosto, c'è ancora qualche incertezza per gli ultimi due posti. Dal 31 agosto  al 13 settembre le semifinali di Conference, dal 15 al 28 settembre: le finali di Conference. Chiusura con le “Nba Finals” dal 30 settembre al 13 ottobre. Poi Draft e inizio della nuova stagione entro Natale. Tutto posticipato, sarà difficile vedere un nuovo Dream Team alle Olimpiadi di Tokyo 2021, così come molti giocatori, italiani compresi, rischiano di saltare i tornei pre olimpici a giugno 2021.

 UN FONDO DA 300 MILIONI DI DOLLARI - L'NBA Board of Governors ha annunciato intanto che contribuirà con 300 milioni di dollari in finanziamenti alla creazione della prima "Fondazione NBA" dedicata alla realizzazione di un maggiore sviluppo economico della Black Community. La Fondazione è stata lanciata in collaborazione con la National Basketball Players Association.

Nei prossimi 10 anni, le 30 squadre NBA contribuiranno collettivamente con 30 milioni di dollari all'anno per costituire una nuova fondazione benefica legata al campionato. Con l'obiettivo di promuovere l'empowerment economico delle Black Community attraverso il lavoro e l'avanzamento di carriera, la Nba Foundation cercherà di aumentare le opportunità e il sostegno per uomini e donne neri di diverse età e di supportare le organizzazioni nazionali e locali che forniscono formazione, mentorship, coaching e sviluppo di competenze nei paesi e nelle comunità Nba in tutti gli Stati Uniti e in Canada. La Fondazione si concentrerà su tre punti critici di transizione occupazionale: ottenere un primo lavoro, assicurarsi un impiego dopo la scuola superiore o l'università e l'avanzamento di carriera una volta assunti.

Attraverso i contributi, la "Nba Foundation" potenzierà e farà crescere il ruolo delle organizzazioni nazionali e locali dedicate all'istruzione e all'occupazione, anche attraverso investimenti nell'occupazione giovanile e nei programmi di tirocinio, nei campi STEM, nei job shadows e negli apprendistati, nei percorsi di sviluppo al di fuori dell'istruzione superiore tradizionale, nel collocamento professionale, nel tutoring professionale, nel networking e nelle partnership specifiche con i College e le Università storicamente alla Black Community.

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 QUALE FUTURO DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO? - Come ha scritto Lorenzo Cipriani su Superbasket.it, questa ripresa, atipica e surreale quanto si vuole, rappresenta una boccata d’ossigeno indispensabile per la tenuta economico-finanziario del sistema. Una valutazione dell’impatto dello stop seguito al COVID-19 parla di una perdita di oltre 500 milioni di dollari solo per i mancati incassi al botteghino. A questo, non va dimenticato, si sommano le perdite legate alla querelle con la Cina innescata dalle parole di Daryl Morey (altri 400 milioni circa). 

"La situazione è così instabile che possiamo solo cercare d’indovinare cosa accadrà la prossima stagione. La realtà è che nessuna squadra chiuderà in attivo. La domanda a cui rispondere è a quanto ammonterà la perdita". Questa la confessione anonima di un alto dirigente di una delle trenta franchigie NBA. Ecco spiegato il perché la Lega statunitense, e Adam Silver in testa, stia già valutando alcuni strumenti per permettere alle franchigie di allineare i “payroll” alle minori entrate, così da assicurare una parvenza di sostenibilità alle franchigie investite da questo cataclisma.

Le prime indiscrezioni riportano due principali interventi. Il primo riguarderebbe la possibilità concessa alle franchigie di non dover obbligatoriamente raggiungere la soglia minima del Salary Cap. La seconda ipotesi al vaglio, invece, fa tornare indietro di qualche anno. Sembra che allo studio ci sia la possibilità di replicare l’esperimento della “Amnesty Clause”, la possibilità cioè di tagliare un giocatore e vedere il suo stipendio eliminato dal computo del Cap. Una misura che non andrebbe a ledere il diritto alla retribuzione del giocatore, ma che potrebbe far risparmiare i tanti dollari della luxury tax.

leggi qui l'articolo completo su Superbasket.it 

 MICROSOFT DISEGNA IL FUTURO  - La NBA ha recentemente annunciato di aver intrapreso una partnership con Microsoft che ha annunciato che metterà a disposizione la sua piattaforma cloud, Azure, sviluppata ora in sinergia con NBA Digital. Questa piattaforma migliorerà e personalizzerà l’approccio di ogni singolo fan, in base a diversi fattori. Verranno valorizzate maggiormente le preferenze dell’utente, fornendo più insights e analisi che mai. Inoltre Microsoft esplorerà anche possibilità di migliorare la tecnologia a disposizione della NBA, sia in fatto di business che di basket giocato. Secondo Sportbusiness.com, l’accordo sarà di 25 milioni di dollari a stagione per i prossimi cinque anni, a partire dalla prossima. Che faranno di Microsoft il quinto sponsor più ricco dell’Nba. 

Microsoft e NBA Digital useranno l'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale per migliorare il servizio. "L'esperienza dei fan di prossima generazione della NBA, che conta 1,8 miliardi di follower su tutte le piattaforme di campionato, squadra e giocatore, presenterà contenuti ottimizzati nel tempo. Vogliamo rendere più facile per i fan rimanere in contatto con l'NBA attraverso le funzionalità "catch me up" che offrono ai fan l'opportunità di vedere playlist intelligenti degli sviluppi più importanti e recenti delle loro squadre e giocatori preferiti, nonché le opzioni per fare acquisti per merce e impegnarsi sui social media su un'unica piattaforma”.

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Marino Petrelli 

credits photo: Getty Images 

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