Brescia riparte da Poeta. Quale futuro per la Leonessa?

BurnellCon la sconfitta per 3-0 in semifinale contro l'Olimpia Milano, poi diventata campione d'Italia, è calato il sipario sulla stagione 2023/24 della Germani Brescia. Le regole di questo gioco diabolico e allo stesso tempo avvincente e appassionante sono note: puoi dominare la stagione regolare, vincere e convincere per otto mesi, ma per poter conquistare il premio più importante e incollare lo scudetto sulla maglietta devi essere forte e determinato nell’ultimo periodo, quando si gioca per vincere e Milano è stata brava proprio in questo, la sua guida Ettore Messina lo sa e perfettamente e da tre anni a questa parte sale sul primo gradino del podio. 

La Pallacanestro Brescia ha disputato una delle stagioni più belle della sua storia, ha giocato un buon basket che gli ha permesso di restare in vetta alla classifica per tante settimane e ha perso il primato solo nelle ultime giornate, quando le due big Bologna e Milano sono uscite dall’Eurolega e si sono concentrate sul campionato, per cercare il piazzamento più favorevole nelle sfide della post season. Coach Alessandro Magro ha fatto un ottimo lavoro e alla fine uscire dai playoff contro un’Armani molto più forte e meritevole è stato il giusto epilogo.

Con queste premesse, sarebbe starto logico pensare ad una conferma di buona parte del roster con qualche ritocco e visto anche il contratto in essere ancora per un anno la conferma del coach toscano alla guida della Germani anche per la prossima stagione; invece, le cose stanno andando molto diversamente e le sensazioni sul futuro del basket bresciano sono tutt’altro che rosee. Con un comunicato di poche righe Alessandro Magro viene congedato, il nuovo allenatore sarà Peppe Poeta che conosciamo tutti come giocatore e per due stagioni vice di Messina ll'Olimpia Milano, ma alla sua prima esperienza come capo coach. Alla presentazione presso la sede della Germani, il presidente Mauro Ferrari ha espresso la speranza di poter ripetere l’intuizione avuta in precedenza con Alessandro Magro, ma soprattutto ha parlato di rinuncia alla competizione europea e dopo anni di investimenti è giunto il momento di un ridimensionamento, il suo è uno svago sociale che ha bisogno di essere rivisto per quello per lui rappresenta.

Poi ha precisato su Teletutto, emittente locale di Brescia: "Magro credo che difficilmente avrebbe potuto fare meglio, ha compiuto un percorso incredibile. Non ho mai parlato di ridimensionamento, con Poeta voglio portare avanti l'idea di far rutare 8-9 giocatori. Il primo obiettivo resta la salvezza, ma pensando a fare un buon campionato. Oggi la società non è pronta anche per una competizione europea, vedremo in futuro". 

SENZA GERMANI, IL FUTURO E' INCERTO - Parole che lasciano perplessi e forse anche un po' amareggiati, soprattutto dopo che fino all’anno scorso si sono sentite parole come scudetto e conquista dell’Eurocup. Ci si domanda dove sia finito quell’entusiasmo che l’ha visto protagonista più volte nell’andare sugli spalti al fianco dei tifosi a cantare e tifare insieme a tutto il palazzetto. Siamo tutti pienamente consapevoli che senza la Germani autotrasporti il basket a Brescia rischia di sparire. Bonetti e Bragaglio, gli artefici del ritorno in serie A, hanno avuto bisogno di un importante sostegno economico trovato prima nella Centrale del Latte e ora con il marchio Germani, ma hanno insegnato che la loro passione è andata ben oltre, disposti a rimetterci anche di tasca propria per continuare a cullare il sogno di tanti appassionati.

Adesso cosa è disposto a fare il presidente Ferrari? Vero è che, se si pensa di gestire una società sportiva come una ditta di produzione, dove contano i risultati e a fine anno se non c’è un utile si cambia tutto è sicuramente un approccio sbagliato, si sa perfettamente che per far funzionare questo giochino servono tanti soldi e il ritorno è più di immagine che in termini di guadagno, ma non si pensava ad una rivoluzione e nemmeno ad un ridimensionamento. Quest’anno il popolo bresciano è tornato a riempire il palazzetto proprio come ai tempi quando la squadra si chiamava EIB.

L'amore per questa squadra e per questa città, la passione per raggiungere un sogno appartiene a noi tutti e non è corretto nei confronti di chi ci crede e ci ha creduto fino ad ora parlare in modo così poco chiaro e con tante incertezze. Dal passare all’essere abituati a lottare per i primi posti alla lotta per non retrocedere c’è una bella differenza, anche a livello di entusiasmo e voglia di andare al palazzetto, questo non se lo deve dimenticare la dirigenza di questa squadra.

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Klaus Krug

foto: Valentino Vitali

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