Silver: "Una nuova franchigia non è una priorità Nba"

"Penso che sia un vantaggio per la Lega quando ci sono giocatori che vogliono diventare proprietari una volta conclusa la carriera. Apprezzo questa richiesta per una franchigia a Las Vegas, ma non è una priorità della NBA". Così Adam Silver, commissione Nba, in risposta all’interessamento di LeBron James di diventare proprietario di una nuova franchigia quando non sarà più in campo. Lebron, a caccia del record assoluto di punti segnati in Nba e primo nella Top 10 dei giocatori più ricchi dell’anno in Nba con 124 milioni di dollari, dovrà quindi attendere, almeno fino a quando non sarà firmato il nuovo contratto collettivo e ci saranno i nuovi accordi con le televisioni.

Silver ha anche parlato dell’’attuale sistema della lottery del draft NBA, ritenuto sufficiente a impedire alle squadre interessate, di esagerare con il tanking nel tentativo di aumentare le proprie chance di avere la prima scelta assoluta al draft 2023, quello di Victor Wembanyama. “Oggi il sistema garantisce al massimo un 14% di possibilità di avere la prima scelta assoluta - Così Silver a NBA Today - So che alla fine le analisi sono ciò che sono e non si tratta di superstizione. Una probabilità del 14% è migliore di una probabilità dell’1% o di una probabilità zero. Ma anche in termini di quote semplici, non giova a una squadra essere la squadra peggiore in assoluto del campionato, e anche se sei una delle squadre peggiori, hai comunque a che fare con una probabilità del 14 per cento.”

La scorsa settimana, Silver aveva paventato come extrema ratio per limitare la corsa a perdere di alcune squadre, con ripercussioni sulla qualità dello spettacolo e quindi del prodotto, a un sistema simile a quello delle retrocessioni e promozioni, da e verso la G-League, per le ultime due squadre classificate. Durante l’intervista, il commissioner si è spiegato meglio sul suo concetto: “Non posso dire che fossi serio al 100 per cento quando ho parlato di retrocessioni, perché noi non abbiamo lo stesso sistema del calcio europeo - dice il Commissioner -. Ovviamente è così che le altre leghe affrontano situazioni come questa in cui costringono le squadre a rimanere competitive perché le conseguenze di finire in fondo alla classifica sono drammaticamente dannose per la squadra. E’ qualcosa che teniamo d’occhio“.

UNA LEGA SEMPRE PIU' INTERNAZIONALE - La National Basketball Association ha annunciato che 120 giocatori internazionali provenienti da 40 paesi e sei continenti sono presenti nei roster di apertura della stagione 2022-23, incluso un numero record di giocatori dal Canada (22) e Australia (10) e un record di cinque giocatori dalla Nigeria.  Ci sono un totale di 58 giocatori europei nei roster della serata di apertura, inclusi tre membri della Kia All-NBA First Team 2021-22: Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks; Grecia), Luka Dončić (Dallas Mavericks; Slovenia) e il Kia MVP della stagione 2021-22 Nikola Jokić (Denver Nuggets; Serbia).

I Toronto Raptors schierano otto giocatori internazionali, segnando la seconda stagione consecutiva in cui la franchigia guida questa speciale classifica, seguiti da Mavericks, Indiana Pacers e Sacramento Kings con sette giocatori internazionali ciascuno. Gli Oklahoma City Thunder e gli Utah Jazz ne hanno sei ciascuno. Ci sono tre gruppi di fratelli internazionali nella NBA: Giannis, Thanasis e Kostas Antetokounmpo (Grecia; legami con la Nigeria; rispettivamente Bucks, Bucks e Chicago Bulls); Juancho e Willy Hernangómez (Spagna; Raptors e Pelicans, rispettivamente); e Franz e Moritz Wagner (Germania; Magic).

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PROSPETTIVA DI RICAVI A 10 MILIARDI DI DOLLARI - Le entrate della Nba sarebbero diminuite di circa un terzo la scorsa stagione anziché del 40 per cento precedentemente previsto. La lega avrebbe comunque subito perdite significative negli ultimi due anni a causa della più ampia incapacità delle squadre di assicurarsi entrate per la giornata di gioco durante la crisi sanitaria in corso. "Nel 2021 abbiamo ripristinato una quasi totale normalità, con gli impianti a piena capienza. Ma la pandemia ci aveva costretto a rivedere il modo di operare: la flessibilità e la capacità di adattarci agli scenari rimangono un'esperienza e una lezione - aggiunge Silver -. Le opportunità di crescita sono enormi, in particolare al di fuori degli Usa. L'obiettivo è puntare su un business rivolto al consumatore e coinvolgere in modo diretto i tifosi tramite la "tecnologia aumentata", renderemo questa esperienza più personale e interattiva". E aggiunge: "Grazie al ritorno dell'operatività pre­pandemica, abbiamo la prospettiva di ricavi record: 10 miliardi di dollari. Ma ovviamente la condizione chiave per centrare l'obiettivo è legata all'evoluzione del Covid. Studio il calcio e ne sono un appassionato. Con le squadre e con i giocatori discusso spesso della creazione di un torneo "in season" come accade nel calcio. Abbiamo imparato tanto dal soccer e le sue esperienze potrebbero essere applicate alla Nba".

In questa ottica di sviluppo, anche di carattere internazionale, la Nba sta finalizzando i piani per l'apertura di sei nuovi punti vendita in Brasile entro la fine del 2022. In questo modo, il Brasile diventerà il terzo mercato al dettaglio fisico della NBA al di fuori degli Stati Uniti e porterà il numero totale di negozi fisici a marchio NBA in quel paese a 18.

Al termine, la rete di negozi NBA coprirà sette stati del Brasile: Minas Gerais, Paraná, Ceara, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul, Santa Catarina e São Paulo, e lo sforzo sarà aiutato dai partner di vendita al dettaglio locali Nike, Centauro e Netshoes, la più grande azienda di e-commerce sportivo del Brasile. Nel complesso, nel 2022 si prevede che oltre due milioni di fan visiteranno gli NBA Store in Brasile.

I PIANI DI LAKERS E CLIPPERS - Dopo 22 anni di collaborazione con l’azienda Staples, partner dell’arena fin dalla sua inaugurazione nel 1999, la casa di Lakers, Clippers (seppur ancora per poco), Sparks di WNBA e Kings di NHL ha cambiato nome. Ora si chiama Crypto.com Arena. L’accordo per i "naming rights" dell'arena situata a downtown Los Angeles, secondo quanto riportato da più fonti, sarà il più remunerativo nella storia dello sport americano: 700 milioni di dollari per 20 anni. I Los Angeles Clippers resteranno nell'attuale struttura ancora per poco. Hanno presentato il progetto definitivo riguardante l’arena che ospiterà le partite casalinghe della franchigia californiana a partire dalla stagione 2024-2025: la “Intuit Dome”. Si tratta di una struttura che sorgerà ad Inglewood, di fianco al noto Forum che per oltre trent’anni ha ospitato lo spettacolo offerto dai Los Angeles Lakers, e che costerà circa 2 miliardi di dollari. Un investimento non particolarmente pesante se consideriamo che il proprietario dei Clippers, dal 2014, è Steve Ballmer, considerato da Forbes l'11° uomo più ricco al mondo con un patrimonio di 82.5 miliardi di dollari

Il palazzetto, che prende nome dallo sponsor “Intuit”, azienda californiana che sviluppa software, con cui ci sarebbe un accordo valido per 23 anni e pari a circa 500 milioni di dollari complessivi, diventando la cifra più alta di naming sportivo in Nba. Golden State, ad esempio, ha un contratto con Chase per una cifra intorno ai 400 milioni di dollari. Ospiterà 18.000 posti a sedere – in linea con l’attuale media delle arene delle altre franchigie – e la bellezza di 1.500 bagni. L’idea è quella di avere il massimo impatto possibile da parte dei tifosi, riducendo il più possibile i vari tempi d’attesa.

L'Intuit Dome includerà funzionalità incentrate sui fan come "The Wall", che comprende 51 file ininterrotte di sedili che includono una sezione dedicata ai tifosi; un tabellone segnapunti a doppia faccia che circonda la ciotola con un acro di illuminazione a LED; e una piazza all'aperto di 80.000 metri quadrati, che circonda un campo all'aperto a grandezza naturale.

guarda il video di presentazione dell'Intuit Dome

Marino Petrelli

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