Garbajosa: "Eurobasket da record. Dialogo con Nba"

1757777089816È molto chiaro che Eurobasket sia diventato un evento mondiale come mai prima d’ora. Non esiste nessun altro sport, a parte il calcio, il cui Campionato europeo abbia un pubblico così vasto anche fuori dall’Europa. I numeri sono stati evidenziati da Jorge Garbajosa, presidente di Fiba Europe, nella conferenza stampa a Riga alla vigilia della finale tra Germania e Turchia. ""Gli Stati Uniti sono tra i primi tre paesi per interazioni con i nostri canali digitali ufficiali. I numeri sui social media, le audience televisive e l’interesse mediatico hanno già superato i record del 2022 e manca ancora la finale del torneo. Saremo in grado di fornire dati esatti al termine della competizione - ha detto Garbajosa ai giornalisti intervenuti -. La seconda semifinale è stata seguita in Turchia da oltre 10 milioni di spettatori, il pubblico più ampio nella storia recente del Paese".

Poi aggiunge: "In questo torneo abbiamo visto nuovamente l’importanza dell’impatto delle finestre di qualificazione introdotte nel 2017. Le finestre sono acceleratrici dello sviluppo delle squadre nazionali in ogni aspetto, come l’inserimento di nuovi giocatori nei roster. La Finlandia è forse l’esempio migliore, avendo raggiunto per la prima volta la semifinale nella sua storia. Ma anche Georgia, Polonia, Svezia o persino il Portogallo ne sono esempi. Da lunedì inizieremo già a lavorare per EuroBasket 2029 in Grecia, Spagna, Slovenia ed Estonia". 

“I migliori giocatori e le migliori squadre sono qui. Sono certo che questo avvenga anche perché EuroBasket si gioca ogni quattro anni. Giocarlo ogni anno sarebbe logorante per i giocatori. Una volta si giocava tre giorni di fila, un giorno di riposo, altri tre giorni, e così via fino a semifinali e finale (come nel 2009). Io lo so bene - spiega Garbajosa -. Ora c’è solo un back-to-back. È stata la nostra prima decisione: aggiungere un giorno di pausa, con grande sforzo di FIBA Europe e dei co-organizzatori, per ridurre i back-to-back. Dal 2029 non ci saranno più back-to-back, per tutelare salute e rendimento dei giocatori". 

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"Monitoriamo da vicino la situazione in Israele, che non riguarda solo il basket. La sicurezza di giocatori, staff e arbitri è la nostra priorità. Quando sarà sicuro giocare partite ufficiali o non ufficiali in Israele, porteremo la proposta al consiglio. Per ora le raccomandazioni di sicurezza ci dicono di aspettare - sottolinea il numero uno del basket europeo -. A Katowice abbiamo visto episodi spiacevoli, come i fischi durante l’inno, ma sono stati affrontati e migliorati. Nel complesso, Israele ha disputato un EuroBasket di successo, con tanti tifosi presenti e senza incidenti". 

NBA EUROPE, RAPPORTI CON EUROLEGA, QUANDO AVVERRÀ

Secondo Garbajosa, l’impatto sarà solo positivo. Il basket, dice, è forse l’unico sport che ha, nello stesso ecosistema, un partner e al tempo stesso un “competitor” come l’NBA. "L’NBA è lo strumento migliore per promuovere il basket nel mondo. Adam Silver ha spiegato molto bene il progetto pochi giorni fa. Da quando sono presidente di FIBA Europe, parlo con l’Eurolega ogni due o tre settimane. La comunicazione è aperta, i rapporti personali sono buoni. A volte gli obiettivi sono diversi, ma il dialogo è costante. Siamo ottimisti. L’Eurolega è una grande competizione, nessuno lo nega. Creare una nuova grande competizione insieme all’NBA non è facile, richiederà tempo. Alcuni parlano del 2027 come anno possibile. Noi vogliamo essere partner, perché crediamo che questa competizione sarà positiva per l’ecosistema europeo".

Si rischia di intaccare o peggio comprimere i calendari e il futuro delle nazionali? "Bisogna crescere insieme e trovare i giusti punti d’incontro. I campionati nazionali devono continuare a esistere. Rappresentano la base: senza i campionati, non ci sono le Nazionali, le coppe, le competizioni internazionali e così via. Sono come il pranzo e la cena di tutti i giorni a casa. Al ristorante uno ci può andare a mangiare ogni tanto, ma non tutte i giorni. I rapporti tra Fiba Europe e Uleb, l’unione delle leghe europee, e tra me e il presidente Thomas Van Den Spiegel, ex giocatore della Fortitudo, sono solidi e stretti".

EUROBASKET ORGANIZZATO SU PAESI DIFFERENTI

Interviene in conferenza anche Kamil Novak, direttore esecutivo di Fiba Europe, secondo il quale servono sempre uno o due grandi Paesi, grandi federazioni, grandi nazioni di basket. Non solo nelle dimensioni territoriali, ma del peso cestistico. Tuttavia, c’è sempre l’opportunità per federazioni più piccole che da sole non potrebbero mai organizzare o partecipare all’organizzazione di un EuroBasket. "Credo che uno dei punti di forza del modello multi-paese sia proprio questo. Ci sono diversi Paesi che non avrebbero mai potuto ospitare un evento simile da sole. A partire dal mio, la Repubblica Ceca, fino a Romania, Israele, Cipro, e nel 2029 l’Estonia - spiega Novak -. Crediamo che questo sia anche un contributo alla crescita dei paesi più piccoli. Ora vediamo cosa farà Cipro con questa esperienza: hanno una struttura moderna di altissimo livello, e non solo per il basket. Magari sarà utilizzata anche per altri eventi sportivi". 

PARTITA INAUGURALE AL SANTIAGO BERNABÉU

La Spagna ha vinto l’assegnazione e la partita inaugurale al Santiago Bernabéu faceva parte della candidatura. Non è un’idea nuova. "Già in passato eravamo vicini a disputare partite inaugurali in stadi di calcio, ma non fu possibile per problemi di disponibilità. Da anni puntiamo a questo obiettivo: giocare almeno la partita inaugurale in uno stadio. Ora abbiamo quattro anni per organizzarci, un tempo maggiore rispetto al triennio di preparazione di EuroBasket 2022 - conclude Novak -. È una sfida entusiasmante, un’occasione unica per dare visibilità al nostro sport. Lavoreremo con la Federazione spagnola per offrire ai tifosi e ai media un’esperienza straordinaria". 

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Foto servizio: Marino Petrelli 

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