Pau is back. I Gasol continuano a dominare

phpimmg185141Sembrava uno scherzo, è diventato realtà: Pau torna al Barcellona, l'amore di una vita. Ci sono giocatori che hanno scritto pagine bellissime di pallacanestro e tra questi c’è indubbiamente anche Gasol. Nato il 6 luglio 1980 a Barcellona da papà Augustì e mamma Marisa si avvicina al basket fin da bambino. Cresce nelle giovanili del Cornelllà, per poi approdare nel 1997 nel settore giovanile del Barcellona e da quel momento la pallacanestro e Gasol sono diventati una cosa sola. La sua avventura con la prima squadra del club catalano comincia ufficialmente il 17 gennaio 1999 contro Il Cáceres (squadra che nel 2005 è fallita) all’eta di soli 18 anni.

Dopo essersi fatto le “ossa”, è nella stagione 2000-2001 che lo spagnolo diventa un vero e proprio punto di riferimento per la squadra. A testimonianza di tutto ciò ci sono le statistiche che lo dimostrano con 12.4 punti a partita in ACB ed addirittura 18.5 in Eurolega. Nello stesso anno vince il titolo di MVP di Coppa del Rey e delle finale di Liga ACB.

Il nome di Gasol comincia a girare sui taccuini di diversi scout Nba e al termine della stagione lo spagnolo approda oltre oceano, ma della sua avventura in NBA ve ne parleremo più avanti. Ora, a distanza di esattamente vent’anni Pau vestirà nuovamente la canotta blaugrana. Dopo una prima smentita da parte del giocatore, il 23 febbraio 2021 sul suo profilo twitter lui stesso annuncia ufficialmente il suo ritorno a casa: “Sono molto contento di informarvi che torno a casa ed a breve mi unirò al Barça. Voglio mettere a disposizione della squadra le mie capacità e la mia esperienza in un momento così importante della stagione. Mi sento molto felice di tornare dove ho iniziato con la voglia di dare il mio contributo appena possibile. Infine, voglio ringraziare la società e lo staff tecnico che hanno reso possibile quest’accordo”. Decisivo nella scelta è stata indubbiamente coach Jasikevicius, che era uno dei compagni di squadra di Pau nella sua prima esperienza coi blaugrana.

Sul giocatore c’è stato l’interesse anche da parte di altri club europei, ma come canta Antonello Venditti in una sua celebre canzone “Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano…”. Dopo aver superato le visite mediche ora bisognerà capire quando Gasol sarà a disposizione visto che è fermo da ben due anni (qualcuno immaginava a Milano nella super sfida in Eurolega del 19 marzo, ma la condizione fisica è ancora precaria, ndr), ma il campione spagnolo vuole ancora regalare qualche giocata spettacolare ai propri tifosi con un solo obiettivo: disputare le Olimpiadi di Tokyo 2021 con la Spagna.

leggi il comunicato ufficiale del Barcellona

L'AVVENTURA OLTRE OCEANO - Giocare in Nba è il sogno di ogni giocatore di pallacanestro. Ci sono giocatori europei che approdano oltreoceano, ma che non lasciano il segno ed altri invece che riescono a rendersi protagonisti. Tra questi c’è Pau, visto che è considerato uno dei giocatori europei più forti ad aver militato nella lega statunitense. Il 27 giugno 2001 durante il Draft di New York è stata la 3°scelta assoluta, il secondo giocatore non americano scelto più in alto in un Draft dopo Yao Ming (1° scelta) l’anno successivo. Dopo essere stato scelto dagli Atlanta Hawks, viene coinvolto in uno scambio che lo porta a vestire la maglia dei Memphis Grizzlies. Il suo impatto con il mondo Nba si rivela molto positivo e dopo la prima stagione conquista il "Rookie of the year Award", entrando anche a far parte dell’All Rookie First Team con 17.6 punti ed 8.9 rimbalzi di media su 82 partite disputate. Nella sua avventura a Memphis durata sei anni e mezzo, Pau Gasol ha realizzato 8.966 punti, conquistato 4096 rimbalzi e fornito 1473 assist.

Nel febbraio del 2008 approda in una delle squadre più gloriose della Nba: i Los Angeles Lakers. Con il club gialloviola conquisterà 2 anelli consecutivi 2009-2010 con Phil Jackson in panchina e Kobe Bryant come capitano e compagno di squadra. Come sottolineato dallo stesso Bryant in questi due prestigiosi successi Gasol ha giocato un ruolo fondamentale e ricevere degli apprezzamenti da una leggenda come Kobe non è così scontato. Dopo queste due vittorie, per i Lakers le cose cominciarono a cambiare: Phil Jackson dopo la pesante eliminazione subita (4-0) contro i Dallas Mavericks decise di dire addio. Al suo posto arrivò prima Mike Brown e poi Mike D’Antoni con i quali il catalano non riuscirà ad entrare in sintonia dal punto di vista tattico.

Dopo sei stagioni disputate in California decide di cambiare aria e va nell’Illinois per giocare con i Chicago Bulls. Nei primi mesi del 2015 si toglie alcune soddisfazioni personali: a gennaio mette a referto 46 punti nella vittoria contro i Bucks stabilendo così il suo career high e a marzo diventa il giocatore ispanico ad aver realizzato più punti in Nba, superando un grande campione come Rolando Blackman, ammirato in Italia con la maglia dell’Olimpia Milano nell’annata 95-96. Nel 2016 termina la sua avventura con i Bulls e comincia quella con i San Antonio Spurs. Sotto la guida di coach Popovich assume in numerose occasioni il ruolo di sesto uomo, partendo dalla panchina e venendo utilizzato come tiratore dall’arco dei 6.75. con una percentuale piuttosto alta (53.8 %). Nelle seguenti due stagioni con i texani le cose non vanno benissimo. In primis la media punti si abbassò notevolmente (10.1) e poi a complicare il tutto ci fu l’infortunio al piede che obbligò lo spagnolo a saltare diverse gare.

Nel marzo del 2019 si conclude anche il capitolo Spurs ed inizia quello con i Milwaukee Bucks, che però non si rivela certo fortunato visto che esattamente 22 giorni dopo il suo arrivo subisce un grave infortunio alla caviglia ed è costretto a rimanere fino al termine della stagione. Firma poi con i Portland Trail Blazers, ma con questi colori non disputerà neanche una partita a causa del prolungamento della riabilitazione per l’infortunio subito, ma resta a Portland come assistente allenatore.

LA NAZIONALE, TITOLI E GLORIA - Come solo i grandi campioni sanno fare, Pau Gasol è riuscito a scrivere pagine importanti della sua carriera anche con la canotta delle furie rosse. 11 medaglie conquistate (4 oro, 4 argento e 3 bronzo) e 3 titoli di MVP (Fiba World Cup 2006, Fiba EuroBasket 2009 e 2015), già con questi dati si capisce la grandezza e l’importanza di Gasol anche con la maglietta della Nazionale. Tra i ricordi più prestigiosi troviamo anche l’Olimpiade del 2004 ad Atene dove nonostante l’eliminazione della Spagna ai quarti di finale contro l’USA, risultò il miglior realizzatore della manifestazione con 22.4 punti di media e quella di Londra (2012) dove venne scelto come portabandiera della squadra spagnola in sostituzione del tennista Rafa Nadal che dovette rinunciare a causa di un infortunio. E chissà se anche a Tokyo riuscirà ancora a dire la sua, chiudendo la sua carriera cestista nel miglior modo possibile, magari anche con una vittoria che sarebbe la perfetta chiusura per un campione così grande.

KOBE BRYANT, UN FRATELLO FUORI DAL CAMPO - Indubbiamente se si parla di Gasol non si può non parlare del "Black Mamba". Tra i due si è creato un legame fortissimo, lo stesso che solitamente si crea tra fratelli. Ed infatti ad un anno dalla scomparsa improvvisa di Kobe Bryant, lo spagnolo ha voluto scrivere una lunga lettera per ricordarlo: “Mi manchi fratello. Non c’è un solo giorno che non penso a ciò che hai fatto. Il tuo spirito, la tua determinazione, la tua dolcezza continui a brillare nella mia vita e in quella di molti altri. Foto, video e momenti speciali condivisi con tantissime persone che ti hanno ammirato, ricordandomi quanto sono stato fortunato ad essere stato vicino a te in certi momenti”. Questo è un estratto di ciò che ha scritto Gasol. Inoltre, a settembre è nata la primogenita del due volte campione NBA ed insieme alla moglie Cat hanno scelto come nome Elisabet Gianna, chiaro riferimento a Gigi, figlia di Kobe deceduta insieme a lui in quel tragico incidente. Kobe e Pau hanno condiviso le vittorie di due titoli NBA, ma ciò che resterà per sempre sarà la profonda amicizia che si è creata tra i due non solo sul parquet.phpimmg111740

MARC, IL VERO FRATELLO DI SANGUE - Dopo essere cresciuto nel Barcellona B, approda in prima squadra e poi passa al Girona. E’ nel 2007 che la carriera di Marc cambia radicalmente perché viene scelto dai Los Angeles Lakers, ma i suoi diritti vengono ceduti ai Mephis Grizzlies e nel 2008 è coinvolto nello scambio che porta suo fratello Pau proprio nel club gialloviola. Per undici lunghi anni veste la stessa canotta che ha indossato suo fratello (quella dei Grizzlies), riuscendo a togliersi l’etichetta di essere fratello di… ed infatti nel 2013 mette in mostra tutte le sue qualità difensive, vincendo il premio come miglior difensore NBA. Nel 2019 viene ceduto ai Raptors, squadra con la quale vincerà il titolo NBA nella serie contro i Golden State Warriors. Grazie alla conquista dell’anello Marc e Pau sono la prima coppia di fratelli ad aver vinto entrambi un titolo Nba. Come nel caso di Pau, anche Marc con la nazionale spagnola è riuscito a togliersi diverse soddisfazioni.

Oltre ad essere campioni in campo i “Gasol Brothers” sono protagonisti concretamente anche fuori dal campo con iniziative che riguardano la sfera sociale. Pau dal 2003 è ambasciatore di buona volontà dell’Unicef Spagna e si è sempre impegnato sulla protezione, la nutrizione e l’istruzione dei bambini e sul lavoro umanitario, realizzando diverse missioni per incontrare i bambini in Iraq, Libano, Ciad, Etiopia, Sud Africa, Angola e Bangladesh. Invece, Marc ai tempi di Memphis insieme al suo compagno Zach Randolph aveva aderito al progetto "Nba Cares", in cui i giocatori danno un aiuto concreto in situazioni davvero complesse. Oltre a questo, Marc come volontario ha deciso di sposare il progetto della Fondazione di Open Arms, aiutando a salvare le persone in pericolo di vita in mare aperto. Nel luglio 2018 ha testimoniato il tutto con una significativa foto sul suo profilo Twitter, che ha fatto il giro del mondo. Paul e Marc hanno poi fondato nel 2013 la Gasol Foundation per aiutare a ridurre i tassi di obesità infantile attraverso la promozione di sport e attività fisiche, corretta alimentazione, qualità del sonno e il benessere emotivo di bambini, adolescenti e delle loro famiglie negli Stati Uniti e in Spagna. Campioni nella vita e in campo, Pau è pronto a dimostrarlo ancora con la camiseta blaugrana.

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Lorenzo Lubrano

ph: Ciamillo/Castoria

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