Serie A, definiti tutti i diritti tv. Il valore degli sponsor

A pochi giorni dall'inizio del campionato di Serie A, il capitolo diritti televisivi è stato finalmente definito. Di certo, si sapeva che Eleven Sports, la piattaforma streaming con base in Olanda, ma ormai ben radicata anche in Italia, ha acquisito l'esclusiva per i diritti pay. Che frutteranno ad ogni società quasi 200 mila euro a stagione, più o meno lo stipendio del miglior giocatore per buona parte delle partecipanti. L'accordo durerà fino al 2024-2025, il prezzo è di 9,99 euro al mese, oppure 79,99 euro per tutta la stagione. 

La piattaforma streaming si era accordata con Eurosport 2 (canale 211 del boquet Sky, e in streaming su Eurosport Player e Discovery+) per la trasmissione ogni settimana di due partite del calendario settimanale della Serie A, a cui aggiungere: tutte le partite della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana, una selezione di partite per ciascuna serie di quarti di finale, tutte le semifinali e anche tutte le finali tricolori

Ora è arrivata la scelta per le partite in chiaro, come ha detto Umberto Gandini durante la presentazione del nuovo campionato in cui è stata anche annunciata Torino come sede per la Final Eight di Coppa Italia dal 15 al 19 febbraio. Una partita per turno verrà trasmessa su Dmax, canale 52 del digitale terrestre. Il secondo canale in chiaro su cui fare affidamento è Nove (al tasto nove del telecomando e 149 di SKY e in streaming su Discovery+), che trasmetterà una partita al mese di campionato (quella delle 18:15 circa la domenica), proponendo poi in chiaro semifinali e finali di Coppa Italia nonché tutte le partite dei playoff scudetto.

leggi il comunicato integrale della Lega Basket

IL VALORE DELLE SPONSORIZZAZIONI - Le sponsorizzazioni di maglia della Serie A UnipoolSai 2021/20022, sono valse complessivamente 46.44 milioni di euro, ripartito in 41.9 milioni (90%) derivanti dalle sponsorizzazioni commerciali (main sponsor e altri sponsor di maglia), e 4.54 milioni (10%) derivanti dalle sponsorizzazioni tecniche al netto del valore delle forniture in abbigliamento e attrezzature che questi partner garantiscono ai club.

I dati emergono dal report “Analisi economica delle sponsorizzazioni - Club di Basket di Serie A 2021/2022”, realizzato da ChainOn, il marketplace digitale per vendere e comprare sponsorizzazioni nello sport attraverso l’utilizzo di algoritmi proprietari, blockchain e intelligenza artificiale, in collaborazione con StageUp, tra le aziende di riferimento a capitale italiano nella ricerca e consulenza nello sport business. Il rapporto segue quello pubblicato lo scorso aprile sulle sponsorship di maglia del calcio di Serie A, ed è il secondo di una serie che approfondisce gli investimenti in sponsorizzazione nei campionati italiani.

Gli investimenti dei jersey sponsor della Serie A sono in crescita del 3 per cento rispetto alla stagione 2021/2022 in cui si erano assestati a 40.7 milioni. Il valore medio per club è pari a 2.62 milioni di euro. Il settore merceologico leader per investimenti, pari al 34 per cento è l’“abbigliamento”, il secondo posto in termini di quota, il 20 per cento, è occupato dal comparto “food and beverage, al terzo posto, 19 per cento si collocano le “agenzie per il lavoro”. Le main sponsorship raggiungono 23,22 milioni. La media per club è di 1.45 milioni. Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia detengono una quota del 53 per cento. Gli sponsor tecnici, al netto delle forniture di materiale tecnico, investono 4.54 milioni con una media per club di 0,28 milioni.

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VALORE DEI MARCHI E PERDITE DA COVID - Lo scorso settembre, presentando la nuova stagione, Umberto Gandini, presidente di Lega Basket, aveva annunciato che il valore complessivo dei marchi dei 15 club che hanno partecipato alla Serie A 2020-21 (la Virtus Roma esclusa a metà campionato) sul mercato Italia aveva raggiunto quota 23,3 milioni di euro con un valore medio per club di 1,55 milioni. Il valore è pari al 21 per cento del fatturato complessivo del sistema Serie A quantificato da Deloitte, nella stagione agonistica 2019/20, in 110 milioni. Emerge da uno studio realizzato da StageUp srl e il partner FiBo spa, società con cui la Lega Basket Serie A ha raggiunto un accordo per permettere alle sue associate di accedere a condizioni preferenziali al servizio di valutazione del proprio marchio cogliendo le opportunità offerte dall’art. 110 del “Decreto Legislativo Agosto” (DL 104/2020)

Lo studio è stato realizzato sulla base dei cosiddetti “multipli di mercato” secondo cui il valore di ciascun marchio è determinato in base ai cosiddetti “comparables”, in questo caso il “brand value” di aziende sportive assimilabili, correlati attraverso un modello gravitazionale basato su numerosità e engagement dei bacini di tifosi/clienti. E’ infatti il bacino di tifo, a prescindere dalla disciplina sportiva, la principale fonte intorno alla quale è possibile costruire, sulla base di una fidelizzazione non paragonabile a quella conseguibile in altri settori, un sistema di ricavi legato sia al consumo diretto di prodotti e servizi (come abbonamenti e biglietti per le gare, prodotti di merchandising, membership card, ecc.), sia al consumo indiretto di comunicazione e beni materiali e immateriali offerti ai partner mediatici e commerciali.

Uno studio della Deloitte aveva però sancito che l’impatto della pandemia sul basket italiano è stato circa di 80 milioni di euro di mancati ricavi. In particolare, la chiusura anticipata della stagione 2019-20 ha avuto un peso negativo per 37 milioni, mentre per questa stagione la stima iniziale di 45 milioni ha dovuto essere rivista al rialzo, dato che i palasport sono stati chiusi per tutta la stagione e non solo fino a dicembre, come si ipotizzava prima. In miglioramento invece i dati dell’audience, tra tv e internet. Questo nel primo anno della partnership triennale tra LNA e Infront, che ha portato a una crescita del 30 per cento dei ricavi da sponsorizzazione.

pubblico-virtus-9000-1260x1260Le più penalizzate, secondo un'analisi di Superbasket, sarebbero le due bolognesi: a metà della stagione passata la Virtus capeggiava la classifica dei ricavi da botteghino con 1,532 milioni lordi, frutto anche delle 5 gare disputate alla Virtus Segafredo Arena per una media di 7695 spettatori (tra paganti e quota abbonati). Ogni partita fruttava alla Segafredo un ricavo di 191.504 euro, davanti alla Fortitudo Bologna con 117.960 per un totale di 943 mila euro lordi complessivi. Voci che nella concreta possibilità di una partenza a capienze ridotte potrebbero ridursi anche del 75 per cento con innegabili ricadute sull’equilibrio dei conti: un esempio pratico ipotizzando capienze per due mesi al 25% e due mesi al 50% fino alla fine del girone d’andata, i ricavi della Virtus (calcolati su 8 partite) calcolando il tutto esaurito in ogni circostanza si aggirerebbero attorno ai 570 mila euro, quasi un milione in meno rispetto alla cifra lorda incassata nella stagione passata.

Nel rateo dei ricavi a partita al terzo posto c’era Sassari con 80.861 euro di media, al quarto Milano con 72.087, poi Reggio Emilia con 71.013, Trieste (68.803), Varese (60.008), Brescia (55.173), Brindisi (51.150) e Treviso (50.003). Sotto quota 50 mila euro a partita invece Pesaro (39.362), Venezia (37.690), Trento (34.462), Cantù (31.136), Roma (29.329) e Cremona (29.152).

IL BASKET PIACE, MA BISOGNA MONETIZZARE -  A sostegno della Lega Basket, è arrivato un interessante studio di Sponsor Value di StageUp e Ipsos certifica come gli interessati alla serie A di basket siano cresciuti costantemente nel corso decennio, persino all’epoca del Covid. Su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 14 e i 64 anni, gli interessati alla pallacanestro italiana sarebbero attualmente 11 milioni e 579 mila, con un incremento del 4,7% negli ultimi 10 mesi. Il merito sarebbe proprio attribuibile al lockdown. 

La pallacanestro è uno sport affascinante in termini di eleganza del gesto di spettacolarità e muove interessi crescenti in termini di comunicazione, ma non si è ancora riusciti a monetizzare, dice la ricerca. In pratica, si deve "aumentare la fidelizzazione del pubblico e muoversi in una direzione più glamour. Inoltre si può pensare a nuove forme di business che possano portare ricavi a distanza per fronteggiare il divieto di pubblico nei palazzetti". L’esempio, manco a dirlo, è quello di Bologna e le interazioni dei social network alla presentazione di Marco Belinelli, nonché la spasmodica attesa per l’esordio di un campione che conta, da solo, 1 milione e 350 mila followers. Quindi, “la Lega Basket e i club devono cercare di passare di più attraverso gli atleti, che sono grandi produttori di contenuti e la quintessenza dell’emozione”. 

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Marino Petrelli

 

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