Niente soldi e prestiti. Anche Draghi dimentica lo sport

 "Abbiamo sostenuto dei passaggi fondamentali per mettere in sicurezza il campionato, in particolare a livello di tutela delle sponsorizzazioni. Ora la sfida si gioca su altri tavoli. Viviamo un momento storico nel quale per le società è impossibile ottenere dei ricavi dal botteghino: per questo, l’obiettivo è rendere la stagione sostenibile ed è possibile farlo attraverso l’apporto degli spon­sor. Abbiamo lavorato per ottenere dei crediti d’imposta, ora stiamo lavorando sui risto­ri, sperando che siano tra i primi atti del nuovo Governo". Umberto Gandini, presidente di Lega Basket, era stato chiaro qualche giorno fa al Digital Marketing Meeting della Pallacanestro Brescia, un momento che si ripete ogni anno come confronto tra il club e i propri partner, all’interno di una stagione molto particolare. 

Ma cambia il nome, non cambia la sostanza dei fatti. Se nei "decreti ristori" del governo Conte le società sportive professionistiche erano rimaste a becco asciutto in relazione ad eventuali aiuti economici da parte dello Stato, anche il "decreto sostegni" del governo Draghi le ha cassate completamente. Era stata ventilata la possibilità di una ipotesi per un prestito a tasso agevolato garantito al 90% dallo Stato, tramite il Credito Sportivo, da restituire nel giro di 5-6 anni che avrebbe dovuto garantire le coperture dei mancati ricavi da botteghino, ma non è pervenuta nel testo finale approvato.

Le uniche misure per le società sportive sono legate ad un credito d’imposta sulle spese sanitarie per tamponi (alla fine della stagione 2020/21 un club medio di serie A potrebbe superare i 100 mila euro, specie se partecipa alle coppe che prevedono tampone pre e post partita oltre a quelli per il campionato), e all’estensione a tutto l’anno solare 2021 del credito d’imposta per le sponsorizzazioni sportive, istituito nel "Decreto agosto" dello scorso anno, il cui decreto attuativo è stato però stilato solo al 30 dicembre. Nei fatti, quindi, le società dovranno affrontare le perdite accumulate da marzo 2020 con l'interruzione e soppressione del campionato 2019-20, e di quelle dell'attuale stagione, finora giocata completamente a porte chiuse.

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Molto deluso il Comitato 4.0.  “Siamo molto amareggiati, le proposte che abbiamo avanzato e che erano contenute nel vecchio decreto ristori 5 sono state sfilate dal Decreto sostegni. E' ora che la politica capisca che lo sport non ha solo valore agonistico, ma anche economico e come tale va trattato”, dichiarano Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro, Umberto Gandini, presidente Lega Basket Seria A (nella foto), Pietro Basciano, presidente Lega Nazionale Pallacanestro, Massimo Righi, presidente Lega Pallavolo Serie A, Mauro Fabris, presidente Lega Pallavolo Serie A Femminile, Massimo Protani, presidente Lega Basket Femminile.

"Il presidente Draghi ha anticipato la necessità di un ulteriore scostamento di bilancio perché si possa fare un ulteriore decreto. Abbiamo bisogno che le misure da noi proposte vengano recuperate in quel testo, pensiamo alle misure di liquidità, al credito di imposta, al ristoro per le spese sanitarie - proseguono i presidenti - C’è bisogno di un impegno in prima linea del Sottosegretario Vezzali che sappiamo essersi data da fare, ma non basta, ci vogliono i risultati e il più presto possibile”.

Il "Decreto sostegni", come riporta Superbasket, garantisce invece coperture per i lavoratori sportivi già beneficiati dai ristori nel periodo marzo-maggio 2020 e novembre-dicembre 2020: non ci sarà più il contributo una tantum con importo uguale per tutti, che ra di 600 euro in primavera poi saliti ad 800 in autunno, ma uno schema che garantirà 3 mensilità in funzione del reddito dichiarato nel 2019 (400 euro al mese per chi era sotto i 4 mila euro; 800 al mese per chi era nella fascia 4-10 mila; 1200 al mese per chi superava i 10 mila), sfruttando il database già in mano a Sport e Salute per un totale di circa 200 mila beneficiari e pagamenti entro il 15 aprile.

IL CREDITO DI IMPOSTA, FINALMENTE... -  Dopo mesi di attesa, è arrivata a dicembre 2020 la firma del decreto attuativo sul credito d’imposta per gli sponsor delle società sportive che assicura un bonus fiscale del 50% a chi sponsorizza squadre e atleti. Come ricorda l’AGI, la nuova misura era stata approvata in estate ma mancava l’indicazione delle modalità e dei criteri di attuazione per ottenere il beneficio fiscale con investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche. Come funziona lo spiega bene Gabriele Sepio in un articolo su Il Sole 24 Ore. Il beneficio consiste in un credito d'imposta pari al 50% dell'investimento effettuato a partire dal 1° luglio fino alla fine del 2020 da parte di imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali.

Si accede al credito, come detto, se l'investimento supera la misura minima di 10 mila euro e il pagamento è effettuato con sistemi di pagamento tracciabili. La particolarità è che, a differenza di altri crediti di imposta, non è previsto alcun limite per l'erogante, il quale potrà, dunque, beneficiare del bonus senza un importo minimo rapportato al proprio reddito complessivo dichiarato.

Unico limite posto dalla norma è legato all'ipotesi di insufficienza delle risorse, pari a 9 milioni di euro, rispetto alle richieste presentate. Solo in tal caso il limite individuale sarà pari al 5 per cento del totale delle risorse (4,5 milioni di euro). Altro profilo da considerare è che il credito d'imposta è astrattamente cumulabile con qualsiasi altro incentivo o beneficio fiscale. Si tratta di una condizione piuttosto anomala rispetto ai bonus concessi per sostenere determinate iniziative e settori: si pensi, solo per fare un esempio, all'art.o allo sport bonus.

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Marino Petrelli

 

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