Fortitudo, tutti i dubbi legati al roster e all'allenatore

maglia Fortitudo CoppaLa stracittadina di Basket City è la partita per eccellenza. Per anni non si è giocata a causa della partecipazione delle due squadre a campionati diversi, ma la storia ci insegna che nel derby nulla è scontato, neanche se la solita Virtus è ai vertici della classifica e la Fortitudo arranca per la salvezza. Sono trascorsi 54 anni da quel 15 dicembre 1966 che ha dato vita alle due fazioni: fortitudini e virtussini. Si sono giocati i derby in tutte le situazioni in questi anni: playoff, competizioni europee, precampionato, campionato e via dicendo, ma un derby senza pubblico mancava a Basket City. In questo periodo bisogna adeguarsi e prendere ciò che viene, ritenendosi comunque fortunati a poter giocare, considerate le tante discipline ferme a causa delle restrizioni, ma un derby senza tifosi, senza cori, senza sfottó e senza tutta l'atmosfera che caratterizza questo tipo di partita probabilmente non è degno di essere chiamato tale.

Ed è proprio questo l'aspetto che più non convinceva i tifosi di ambedue le sponde. Tra il popolo fortitudino aleggiava poi un senso di rassegnazione e malumore dovuti al corso di una stagione che tarda a regalare soddisfazioni. Tra l'arrendevolezza degli uni e la voglia di vedere una reazione sul campo degli altri ha inizio il derby n. 109 della storia di Basket City. Aradori e Fantinelli gli assenti dichiarati della partita dopo il rientro in settimana di Happ, in teoria solo per qualche minuto, ma in pratica in campo per 26 minuti e con 17 punti a referto, e del capitano. Primi tre quarti che scorrono veloci sul cronometro, con la Virtus che cerca di prendere il largo, ma la Fortitudo che rimane sempre in scia. Non che tutte le difficoltà delle scorse settimane siano svanite di punto in bianco, anzi, sono sempre più evidenti confrontate con un roster del calibro di quello della Virtus, ma i primi 30 minuti di gioco danno quasi l'impressione di una squadra non intenzionata ad arrendersi all'ennesima brutta figura, ma disposta a supplire sul campo alle risapute mancanze di fondo.

Proprio l'assenza del tipico "spirito fortitudino", l'atteggiamento che tutti i tifosi biancoblu rimproverano alla squadra da inizio campionato. Bastano i primi due minuti dell'ultimo quarto con un parziale di 13 a 2 e una serie di triple consecutive a far affondare la Fortitudo però. La Virtus ha letteralmente preso le redini della partita e ora il vantaggio raggiunge anche il +25, punteggio che nel caso ricorderebbe molto il derby di Natale dell'anno scorso. Minuti e minuti passati a cercare di ricucire per quanto possibile lo svantaggio, rosicando punti fino al punteggio finale: 71 a 91. "Beh dai, solo 20 punti... Poteva andare peggio" e "Almeno non hanno segnato anche loro 100 punti" i commenti più diffusi per cercare di sdrammatizzare la quinta sconfitta consecutiva. Peccato comunque.

Il post derby è un fine settimana di pausa dal campionato per via della Nazionale e, salvo rinvii, si tornerà in campo sabato 5 dicembre a Brescia. Gli infortuni ci stanno sicuramente frenando dal punto di vista della preparazione delle partite per i continui stop, ma è chiaro che bisogna intervenire al più presto per interrompere una scia di sconfitte che non sembra avere una fine. In questi giorni è arrivata la notizia della conferma di Cusin fino a fine stagione. Considerato che Happ ormai è rientrato a pieno regime nella squadra, potrebbe essere realmente considerata l'ipotesi di prestare Totè a una squadra di serie A2 perché diciamocelo, Totè è uno dei tanti giocatori da cui ci si aspettava di più e che al momento non sta rendendo al 100%. Riuscirebbe Cusin a sostenere il minutaggio che gli verrebbe richiesto nel caso in cui Totè scendesse davvero di categoria?

L'ala Tre' Shaun Fletcher, il giovane Mattia Palumbo, l'acciaccato Stefano Mancinelli e addirittura l'MVP della scorsa stagione Adrian Banks rientrano nella lista dei giocatori, insieme a Leonardo Totè, da cui ci si aspetta molto di più. Prestazioni discontinue, invece, per Pietro Aradori e Todd Withers che alternano grandi giocate a momenti di blackout. Stesso discorso anche per Gherardo Sabatini, il cui punto forte sicuramente non è il tiro da tre, ma che comunque sa farsi perdonare le palle perse con altrettanti recuperi dalle mani degli avversari. Rimane sempre un mistero Nicolò Dellosto: perché continuano a non farlo giocare?

Eestano confermate le perplessità su Meo Sacchetti, in questi giorni impegnato con la Nazionale e non avrà modo di lavorare direttamente sugli aspetti citati nel post partita. Vista l'incertezza di questa stagione, cambiare allenatore in questo periodo comunque potrebbe non essere la decisione migliore. Quello che è sicuro però è che la partita contro Brescia potrebbe proprio essere l'ultima chance per Sacchetti di dimostrare all'ambiente di essere l'allenatore giusto per questa squadra.

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Silvia Cavalli 

credits photo: www.bolognabasket.org 

 

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