Varese, tra presente e futuro. Masnago si rifarà il look

In un anno già di per sé particolare, la stagione della Pallacanestro Varese ha avuto un andamento ancor più inconsueto di altre società. Tre gli eventi, soprattutto, che hanno reso così originale questo (cattivo) 2020, episodi di segno differente sparsi lungo i dodici mesi con cui società e tifosi hanno dovuto fare i conti. Il primo è la pandemia, nel senso che la Openjobmetis ha dovuto spegnere i motori molto prima delle altre squadre: la mancata qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia (per differenza canestri...), il rinvio della partita con la Virtus Bologna, l'esplosione dell'epidemia in Lombardia hanno fatto sì che Ferrero e compagni abbiano smesso di giocare addirittura il 26 gennaio, era la trasferta sul campo della Fortitudo, nonostante l'acquisto di ben due uomini – Carter e Douglas, poi mai utilizzati - per far fronte alle necessità dell'organico. Douglas, in particolare, venne preso perché proprio Varese si ritrovò per prima a fare i conti con una “fuga per Covid”, quella di Jason Clark (oggi a Torino) rientrato negli States per la paura del contagio.

L'estate, poi, è stata ricca di colpi di scena: i due principali riguardano le personalità più “forti” del mondo biancorosso. Cominciamo dal sogno avverato, quello di portare a Masnago una superstar del basket mondiale come Luis Scola: corteggiato, contattato, ospitato, l'argentino è rimasto sorpreso dell'attenzione che società e città gli hanno riservato tanto da scegliere di vivere – e non solo di giocare – all'ombra del Sacro Monte (in una località meravigliosa, Mustonate) con tutta la famiglia.

La presenza di Scola, però, dopo poche settimane ha cozzato con quella di Attilio Caja: l'uomo che ha salvato due volte Varese dai bassifondi ha finito per farsi cacciare da Toto Bulgheroni (ufficialmente consigliere addetto al mercato, ma in pratica personaggio fondamentale da 50 anni per il basket varesino...) a causa di alcuni comportamenti sopportati a lungo dall'ambiente fino allo scoppio del bubbone. Scola, a quanto pare, ha messo anche la propria parola ma sarebbe sbagliato ricondurre la decisione del divorzio dal coach solo per il rapporto con “el General”. Nel mezzo è accaduto altro: il caso-Rich, ad esempio, con l'ex MVP della Serie A ingaggiato a giugno, e sarebbe stato il tipo di giocatore perfetto per le necessità della OJM, ma poi ritiratosi a sorpresa con argomentazioni riconducibili alla pandemia.

leggi anche: Firmato il decreto attuativo, il credito di imposta è realtà 

Varese, spiazzata, si è gettata di nuovo su Toney Douglas – anche su pressing di Caja – che però non è una guardia-bomber ma piuttosto una “combo guard” tiratrice senza troppe alternative in attacco. L'arrivo in panchina di Massimo Bulleri ha completato il processo di trasformazione ma, al di là di alcuni accorgimenti tecnici che sulle prime sono piaciuti, la scelta di affidare la squadra all'ex play azzurro non è confortata dai risultati. Varese si affaccia sul 2021 da ultima in classifica con tanti timori per l'anno venturo, con pure il colpo di sfortuna che ha tolto di mezzo il rinforzo Jalen Jones. L'americano, preso per sostituire l'evanescente svedese Andersson (tra gli episodi assurdi dell'anno, anche le critiche arrivate a Bulleri dalla madre di quest'ultimo, via social dalla Scandinavia...), si è rotto il tendine d'Achille dopo soli 31” di gioco in una partita poi rivelatasi inutile, quella con Roma, che da lì a poco si è ritirata dal campionato.

IL PALAZZETTO SI RIFA' IL LOOK -  La direzione in cui Varese sta guardando con attenzione e ottimismo è invece quella del palasport di Masnago (nome proprio “Lino Oldrini”, oggi “Enerxenia Arena”). Proprio a dicembre è infatti arrivata da Milano la conferma di un pesante finanziamento da parte di Regione Lombardia per ristrutturare l'impianto che ha un “secondo anello” incompiuto da trent'anni. Erano i tempi di Tangentopoli e i lavori vennero fermati di colpo: si portò così a termine solo metà anello (gli attuali settori “galleria” e “ospiti”), l'altro rimase sottoforma di scheletro di cemento. Un progetto rimasto a lungo in un cassetto – e tornato in auge anche grazie a “Il basket siamo noi”, l'associazione di tifosi che possiede il 5 per cento del club – prevede per quell'area la costruzione di sky box, ristorante, uffici, museo del basket (lombardo) e zone commerciali: aggiunte che Pallacanestro Varese potrà sfruttare sul piano dei ricavi. I soldi della Regione sono frutto di un lungo lavoro bipartisan (anzi, tripartisan) che ha coinvolto sia il Pirellone (a guida centro-destra) sia il Comune (di centro-sinistra) sia ovviamente il club biancorosso.

leggi anche: New Arena, ecco la commissione di verifica

CONSORZIO E ORGOGLIO, IL FUTURO VARESINO - Dopo aver già citato il trust, che tra l'altro ha organizzato una lotteria natalizia per sostenere con soldi freschi le casse sociali, è necessario spiegare che a Varese operano altre realtà vicine alla Pallacanestro. Si tratta del Consorzio “Varese nel Cuore”, che coinvolge una sessantina di imprese, presieduto da Alberto Castelli e proprietario della società (95% di quote) e di “Orgoglio Varese”. Quest'ultima è un'ulteriore associazione di aziende – oggi sono 18 – avvicinate direttamente da Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis Spa, con l'intento di sostenere più in generale lo sport della provincia. Il basket resta il “bersaglio” privilegiato – poche settimane fa ha ricevuto 100 mila euro da “Orgoglio” - ma questa struttura ha concesso donazioni anche a una serie di piccole società locali (e disabili) per rendere possibili alcuni progetti di questi club. Insomma, a Varese continuano a muoversi diverse cose attorno ai colori biancorossi, anche interessanti in chiave futura. Però, in questo cambio di anno, tiene banco tutt'altro: una situazione di classifica che lascia ben poco ottimismo sul prosieguo del campionato.

leggi anche: XIX edizione di "Basket: una scuola di vita"

Damiano Franzetti 

ph credits: www.varesenews.it

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione.