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Varese, Bulleri si presenta: "Non farò stravolgimenti"

Bulleri VaresePresentare un nuovo allenatore non era più una consuetudine per la Pallacanestro Varese, e nessuno si sarebbe immaginato che a settembre la sala conferenze della Enerxenia Arena avrebbe aperto i battenti per un appuntamento del genere. Da tre anni e mezzo, infatti, la Openjobmetis aveva un coach titolare che era addirittura stato blindato fino al giugno 2022 da un prolungamento di contratto inconsueto.

Invece Attilio Caja ha ricevuto il benservito sabato 6 settembre, poche ore dopo un derby vinto su Cantù, tra la sopresa generale. Troppo logoro, ormai, il rapporto tra il 59enne tecnico di Pavia e l'ambiente circostante: non parliamo dei tifosi, che infatti si sono divisi nelle opinioni su questo divorzio, quanto di giocatori, staff e dirigenti. E proprio il dirigente più significativo, Toto Bulgheroni (industriale con un passato da giocatore, proprietario e presidente: oggi è consigliere delegato all'area tecnica) ha deciso di dire basta, con l'appoggio della società. "Mi è spiaciuto per una sola ragione: non essere stato capace in questi anni di incidere minimamente nei comportamenti di una persona. Credo di essere sempre stato corretto, onesto e di cercare di dare l'esempio. Per rispetto di tutti è stata presa una decisione che non è piacevole per nessuno", ha ribadito Bulgheroni nel corso della presentazione di Massimo Bulleri, chiamato ora al suo esordio in panchina.

Il “Bullo” aveva terminato la sua carriera da giocatore proprio con la maglia della Openjobmetis alla fine della stagione 2016-17, allenato proprio da Caja del quale poi era stato assistente per due campionati. Poi l'esperienza a Ravenna, da vice di Cancellieri. "Quando si è spenta la fiammella del giocatore, si era già accesa quella del coach", ha confermato l'ex azzurro che ora guiderà dalla panca Luis Scola, suo avversario nell'Eurolega dei primi anni Duemila e nella finale olimpica di Atene 2004. "Non farò stravolgimenti, voglio mantenere l'aggressività che aveva la squadra e poi, aggiungere qualche mia idea. Più di tutto, garantisco il rispetto verso i giocatori e pretendo di riceverne altrettanto".

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VARESE "MANGIA ALLENATORI" - Come dicevamo, in questi anni era diventato inconsueto il cambio di allenatore a Varese. Lo stesso non si può dire nelle stagioni precedenti all'arrivo di Caja. Gli ultimi due coach a portare a termine due stagioni consecutive in biancorosso sono stati infatti Stefano Pillastrini (2008-2010, con promozione dalla A2 il primo anno) e il totem Carlo Recalcati, tornato a Masnago dopo il celebre scudetto del 1999 per guidare la squadra sino ai playoff tra il 2010 e il 2012. Poi toccò a Frank Vitucci, allenatore dei cosiddetti “Indimenticabili” che nel 2013 vinsero la regular season e sfiorarono la Coppa Italia (battuti da una Siena poi cancellata da ogni almanacco per le ben note irregolarità).

L'attuale allenatore di Brindisi però, al termine della stagione, uscì dal contratto in essere e firmò per Avellino con stipendi ben superiori di quelli lombardi. Varese allora ingaggiò Fabrizio Frates, contando sulla sua esperienza per provare a fare strada in Europa: missione fallita e allora la stagione si concluse con il vice, Stefano Bizzozi in panchina. Nel 2015 il ritorno più atteso, quello di Gianmarco Pozzecco ma anche in quel caso le cose durarono solo alcuni mesi: Attilio Caja rinvigorì una squadra a rischio retrocessione con una bella salvezza ma non venne riconfermato perché, intanto, da Pistoia arrivò Paolo Moretti. L'ex azzurro partì abbastanza bene, con una finale europea in cui venne sfiorato il titolo (era la Fiba Europe Cup) dopo un'annata ricca di cambi nell'organico ma le cose andarono a rotoli fin dalla prima parte dell'annata successiva.

E così Caja – con cui era stato risolto anche un contenzioso monetario – accettò di tornare, portando quella Openjobmetis dal fondo della classifica sino a sfiorare i playoff. Centrati l'anno successivo con un'altra grande rimonta. Nel 2019 Varese arrivò alle Final Eight di Coppa Italia e si fermarono al 9° posto in campionato, stessa sorte per l'anno passato troncato dal Covid-19. Nei mesi scorsi Caja ha collaborato con il gm Conti e lo stesso Bulgheroni a costruire la nuova squadra, ma dopo sole tre partite di Supercoppa ecco il divorzio. Inatteso, roboante e divisivo.

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foto servizio: Damiano Franzetti

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