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Virtus Roma, 20 anni di Toti. Ora quale sarà il futuro?

Claudio-Toti-Virtus-RomaDefinirlo fulmine a ciel sereno è esagerato, viste le ristrettezze finanziarie di quest’ultima stagione e i ripetuti appelli ad eventuali nuovi soci fatti nel corso degli anni: tuttavia, l’annuncio di domenica di Claudio Toti non è un evento che lascia indifferenti. Il presidente della Virtus Roma ha infatti dichiarato ufficialmente di voler lasciare il posto di comando e di aver messo in vendita la società, il cui futuro ora è tutto da scrivere.

L’emergenza legata al Covid-19 e i conseguenti impatti sull’economia presente e futura hanno rappresentato il colpo finale per il rapporto fra Toti e la Virtus. “Dopo venti anni di impegno nel basket nazionale sono costretto, mio malgrado, ad annunciare il mio disimpegno dalla Pallacanestro Virtus Roma. È una decisione importante e sofferta, ma non me la sento più di andare avanti.” (...) Io mi fermo qui, ma mi auguro che la Virtus possa, invece, continuare per raggiungere importanti risultati sportivi e per regalare ancora gioie ed emozioni”. Con questi due passaggi, inizia e finisce il comunicato con cui è stata data la notizia, dal presidente stesso

Un presidente che nella sua gestione ha attraversato alti e bassi, così come l’umore nei suoi confronti dei tifosi, impazienti di rivivere giorni di gloria come quelli dell’epoca di Larry Wright; tuttavia, una figura dal lascito imponente nei suoi 20 anni di interregno, del quale ricordare i momenti salienti.

2000 : l’inizio

Nell’estate del 2000 inizia il passaggio della proprietà delle mani di Toti; nel frattempo che le pratiche si completino, il presidente reggente è Giovanni Malagò. Le gerarchie in campo invece sono chiarissime: arriva subito la Supercoppa italiana, il primo trofeo degli ultimi 8 anni. Con coach Attilio Caja alla guida, Juan Espil, Alex Righetti, Federico Antinori, Gianluca Lulli, Giancarlo Marcaccini, Massimo Minto, Massimiliano Monti, Rod Sellers, Alessandro Tonolli e Jerome Allen si laureano campioni, battendo in finale la Kinder Bologna. E' proprio Allen a segnare il libero decisivo che chiude il match. Con Toti diventato ufficialmente presidente nel 2001, inizia l’arrivo di nomi di spicco del panorama cestistico italiano, come Carlton Myers in campo e Roberto Brunamonti dietro una scrivania.

rivedi il finale della vittoria in Supercoppa italiana 

2002 - 2012 : i grandi campioni e i successi sfiorati

Le ambizioni romane aumentano e indossano la canotta Virtus alcuni dei migliori giocatori mai visti in Europa. Anthony Parker, (qui i suoi canestri in semifinale 2003) Dejan Bodiroga e Gregor Fucka si susseguono nel difendere i colori giallorossi, accompagnati da gente come Santiago o Bonora prima e Hawkins o Lorbek poi, trascinano Roma a campionati di successo e ad arrivare spesso vicino al bersaglio grosso.

Con coach Bucchi arriva la semifinale scudetto nel 2003, con coach Pesic quella nel 2005 (con annessa eliminazione dei campioni d’Italia della Montepaschi Siena) e nel 2006, oltre ad una finale di Coppa Italia sempre in quest’ultimo anno, e infine con coach Repesa la semifinale nel 2007. In tutte queste occasioni però Roma sfiora solamente il successo. Il momento forse più sentito resta allora l’addio di Dejan Bodiroga, accompagnato da un’atmosfera da brividi in occasione dell’ultima uscita da un parquet prima del ritiro.

Perse questa occasioni, segue una stagione ancora migliore: arriva infatti la seconda qualificazione consecutiva alle Top16 di Eurolega, impreziosita da perle come le vittorie con Panathinaikos, Real Madrid e Barcellona (direttamente in Spagna), ma soprattutto la sospirata finale scudetto. Anche in questo caso, però, i sogni di Roma si spengono sul più bello: la Montepaschi Siena si impone, dando il via a 3 stagioni con poche luci e tante ombre per la Virtus.

2013 - 2014 : è quasi impresa

Per tentare una risalita nell’elite del basket italiano, patron Toti mette mano al portafoglio. Arriva l’investimento sulla certezza Phil Goss e sulle scommesse Lawal, Taylor, Jones. Dopo 3 edizioni di mancata partecipazione alla Coppa Italia, la squadra di coach Calvani arriva di nuovo in semifinale; ma non è che un punto di partenza, in una stagione che vede il coronamento del talento di capitan Gigi Datome, eletto MVP del campionato.

il video dedicato a Datome mvp del campionato

I playoffs del team capitolino infatti sono elettrizzanti: ai quarti serve gara 7 per avere ragione di Reggio Emilia, in semifinale una nuova gara 7 si rende necessaria per superare Cantù. E’ finale, nuovamente contro la Montepaschi Siena. Nonostante il valore dei toscani, Roma si fa valere: la serie vive tanti momenti concitati, che fanno trattenere più volte il respiro ai sostenitori virtussini, pur non conducendo al trionfo finale. La semifinale conquistata nella stagione successiva, arrivata dopo un avvio a razzo e una successiva flessione, rappresenta l’ultimo risultato di rilievo ottenuto nella massima serie per la compagine capitolina.

2015 - 2018 : serie A2

Nel luglio del 2015, la doccia fredda: la Virtus non trova le risorse necessarie per proseguire in Serie A e per la prima volta nella storia del basket italiano procede con un’autoretrocessione in A2. E si rischia anche di scendere di un altro gradino: da coach Saibene si passa a coach Caja, ma la squadra scongiura un’altra retrocessione, stavolta sul campo, solo ai playout con coach Esposito alla guida. La successiva stagione con Corbani vede i virtussini qualificarsi per i playoffs, ma il lampo viene seguito da altro buio: nel 2017/18 i romani affrontano un altro playout, ottenendo con le unghie e coi denti la salvezza superando Roseto.

Legnano - Roma2018 - 2020 : il ritorno in A

La stagione 2018/19 è quella giusta per tentare la risalita. Vengono messi a segno due colpi di rilievo per la categoria: sull’asse play/pivot arrivano l’altalenante Nic Moore ma soprattutto l’imponente Henry Sims. La squadra è fatta per arrivare fino in fondo, coach Bucchi lo sa e le triple di Alibegovic e Landi a Legnano concretizzano la risalita: dopo un campionato al vertice, Roma torna nella massima serie.

Si arriva così a quest’ultima stagione, in cui la Virtus deve mediare fra l’entusiasmo della piazza e le risorse a disposizione: la squadra riflette appieno queste due anime. La Virtus parte forte con Alibegovic, Kyzlink e Baldasso a dimostrare di poter contribuire nella massima serie di fianco agli affermati Jefferson e Dyson, per poi infilarsi in un vicolo cieco di sconfitte in serie, con la panchina corta e le poche risorse a disposizione a palesarsi. Finchè non sopraggiunge un problema ben più grosso, e non solo per la pallacanestro virtussina: con il triste arrivo del coronavirus, l’intero sport è costretto a fermarsi. E così fa anche Claudio Toti: in attesa di vedere se il tentativo di salvezza da parte dell’assessore dello sport andrà a buon fine, questo resta l’ultimo atto della storia virtussina, con la speranza del popolo virtussino che non sia l’ultimo in assoluto.

leggi anche: Presidenti e tifosi, binomio vincente

Marco A. Munno

credits photo: pistoiasport.com e corrieregiallorosso.com

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