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Sport italiano, a rischio tra le 40 e le 50 mila società

Unknown

Nello sport italiano ci sono tra le 40 e le 50 mila società a rischio bancarotta, secondo l’analisi de Il Sole 24 Ore. La depressione economica che seguirà l’emergenza sanitaria colpirà tra il 15 e il 20 per cento delle società sportive italiane. Questo perchè verranno a mancare i ricavi delle sponsorizzazioni, dato che molte aziende saranno in difficoltà economica, e gli impianti sportivi dovranno restare vuoti (o a capienza ridotta) per un tempo indefinito. Tra gli sport che rischiano di più c’è il basket. Il presidente di Lega Umberto Gandini ha spiegato: "Lo sport italiano si regge ancora in larga parte sul mecenatismo e sulle sponsorizzazioni. Queste ultime rappresentano l’80 per cento dei ricavi delle società della Serie A di basket, e per la continuità del settore è necessario intervenire con norme specifiche che incentivino l’investimento nella comunicazione sportiva".

Da qui la richiesta al governo, da parte dei vertici dello sport italiano, di sbloccare specifiche risorse finanziarie, in particolare in materia di sponsorizzazioni. L’idea è di introdurre un incentivo fiscale per le aziende che sponsorizzeranno società sportive dilettantistiche e professionistiche. L’idea dell’incentivo, mutuata da quella in uso nel comparto dell’editoria, sarebbe riconosciuto mediante il credito d’imposta in modo da portarlo in compensazione. 

La crisi imprevista indurrà a livellare al ribasso? “Lo diranno club e imprenditori - aggiunge Gandini -. Ma se non interverrà il governo per aiutare chi investe, avremo un enorme problema. Chiediamo che sia riconosciuto un credito d’imposta alle aziende sponsor e che si aiutino le società ad assorbire un danno di decine di milioni. I provvedimenti sono stati fin qui utili anche per lo sport, ma non sono costruiti per lo sport”.

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IN GIOCO 40/45 MILIONI DI EURO - Passando dal campo alle scrivanie, poi, ci sarebbe il problema economico. Si stima che, in caso di chiusura anticipata, la perdita complessiva delle diverse compagini potrebbe essere conteggiata in decine di milioni di euro, fino a 40/45 milioni di euro, come lo stesso presidente di Lega basket aveva dichiarato qualche giorno fa. La situazione delle varie squadre non sarebbe poi la medesima: quelle con alto numero di abbonati (come Sassari, Cantù o Varese) avrebbero un impatto minore dai mancati incassi rispetto ad altre che contano considerevolmente sugli introiti derivanti dalla presenza degli spettatori ai match.

Inoltre, team che realisticamente potrebbero andare molto avanti in stagione, come la Virtus Bologna, pagherebbero anche un superiore numero di partite non giocate (i mancati ricavi dei bolognesi sono stati stimati in 2/3 milioni di euro). Un 40 per cento circa del budget non più disponibile renderebbe arduo onorare per intero i contratti, che con ogni probabilità dovrebbero essere ridiscussi. Il tutto senza considerare il piacere dei tifosi nell’assistere alle gare, o quantomeno il rimborso parziale degli abbonamenti sottoscritti. La risoluzione attuale, come lo stesso numero uno di Lega basket ha oggi confermato in una domanda rivolta nella video conferenza sembra essere quella di una ripresa entro il 16 maggio, per chiuderla il 30 giugno, con peggiori  ricadute sulla stagione successiva. E in quel caso, una nuova era più volte auspicata per la pallacanestro italiana non potrà che aprirsi, non proprio con le premesse immaginate e con le conseguenze tutte da valutare.

"Come situazione economica, il basket italiano è paragonabile alla serie C del calcio, una cifra del genere non sarebbe sostenibile. Da ieri siamo affiancati da Deloitte in qualità di advisor per capire meglio come muoverci in questo campo molto delicato - ha spiegato Gandini a Il Messaggero-. Sicuramente qualcosa il Governo dovrà concedere al basket italiano, che secondo la Legge Melandri, è l'unico sport professionistico, insieme al calcio. Vediamo sotto quale formula: agevolazioni o sgravi fiscali, concessioni di crediti di imposta, assunzione di una mutialità di sistema. Al 30 giugno dobbiamo anche ridiscutere i diritti televisivi e vogliamo ottenere il massimo possibile. Non ho al momento la percezione di squadre in difficoltà, al 29 febbraio la Com.Te.C ha certificato la regolarità di tutte e 17, la prossima scadenza sarà aprile. Capiremo se ci sono novità. Certamente, chiudere anticipatamente la stagione potrebbe avere ripercussioni sui bilanci di diverse squadre e sul basket nel suo complesso".

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