Pubblico negli stadi, segnale di speranza per lo sport

unnamedStadi e palasport restano chiusi. E lo sport resta al palo, in attesa di capire cosa succedeà a maggio. La notizia che la partita inaugurale degli Europei di calcio allo Stadio Olimpico di Roma (nella foto) potrebbe avere una presenza del 25 per cento di spettatori sugli spalti, ha riacceso il dibattito e oggi scendono in campo anche Gianni Petrucci e Giuseppe Maifredi, rispettivamente presidente della Federbasket e della Federvolley, disponibili a incontrare il Governo per affrontare la questione. I due dirigenti, in una nota congiunta delle due federazioni, esprimono "la propria soddisfazione per la notizia apparsa sugli organi di informazione nelsegnale di speranza per tutto lo sport pomeriggio di ieri riguardante il via libera del Governo sulla presenza del pubblico, seppur in numero ridotto, durante le gare dei Campionati Europei di calcio in programma allo stadio Olimpico. La Fipav e la Fip ritengono che l’autorizzazione ricevuta dalla Figc rappresenti un segnale di speranza per l’intero movimento sportivo nazionale, ma allo stesso tempo chiedono con altrettanta serenità ma chiarezza, analogo provvedimento per le due discipline che rappresentano tra gli sport di squadra le piu’ importanti realta’ dopo il calcio e che nel 2021 hanno importanti eventi dal vivo che meritano di avere il pubblico sugli spalti”. 

E se il Comitato tecnico scientifico (Cts) aveva aperto poche settimane fa alla possibilità di una riapertura di stadi e palasport, e cinema, teatri e luoghi di aggregazione come chiede a gran voce il ministro Franceschini, ora arriva la spinta dal calcio. Molto dipenderà anche dal ritorno di molte regioni in zona arancione e dall'incidenza dei contagi e della presenza degli studenti nelle scuole. Si potrebbe tornare a quella soglia minima che era stata toccata all'inizio dei campionati grazie ad alcune ordinanze regionali a macchia di leopardo riguardanti la pallacanestro. E con il progressivo successo della campagna di vaccinazione, si potrebbe via via aumentare i posti in platea. 

PORTE CHIUSE, MOLTE PIU' VITTORIE ESTERNE - Le porte chiuse hanno fatto registrare un aumento superiore all’8 per cento dell’incidenza delle vittorie esterne nelle prime 13 giornate della stagione 2020/21. Su 90 partite disputate dal 27 settembre al 30 dicembre i successi delle squadre viaggianti sono stati 42, pari al 46,7%. Un dato in netta ascesa rispetto alla stagione 2019/20, pari al 38,3 per cento. Dal 1 al 24 gennaio altre 13 vittorie esterne su 24 partite giocate. Si arriva così a 55 su 114, quasi il 50%. Dopo la Coppa Italia il trend si è leggermente invertito, ma le vittorie interne sono vicine al 52 per cento quando la passata stagione (fino a marzo quando il campionato fu sospeso, poi annullato) la percentuale era vicina al 64.

L’assenza di tifosi si è fatta sentire maggiormente per quei club dove il fattore campo aveva un peso maggiore per numero di presenze ed indice di riempimento. In particolar, la Virtus Bologna, che nel 2019/20 era imbattuta tra PalaDozza e Segafredo Arena e nel 2020/21 ha incassato ben 5 sconfitte interne consecutive, ma anche la Fortitudo Bologna, battuta solo 2 volte in 11 gare della stagione scorsa al PalaDozza e quest’anno al 50% (4 vinte su 8 gare) all’Unipol Arena. Dopo 13 giornate di campionato nessun campo è più imbattuto, ultimo a saltare il Pala Pentassuglia di Brindisi contro Pesaro. E con le sconfitte di Virtus Bologna e Milano sul campo di Brindisi nessuna squadra è imbattuta in trasferta. 

IL BASKET PIACE, MA BISOGNA MONETIZZARE -  A sostegno della Lega, è arrivato un interessante studio di Sponsor Value di StageUp e Ipsos certifica come gli interessati alla serie A di basket siano cresciuti costantemente nel corso decennio, persino all’epoca del Covid. Su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 14 e i 64 anni, gli interessati alla pallacanestro italiana sarebbero attualmente 11 milioni e 579 mila, con un incremento del 4,7% negli ultimi 10 mesi. Il merito sarebbe proprio attribuibile al lockdown.

“La maggior permanenza tra le mura domestiche così come la mancata fruizione live hanno portato a un rafforzamento mediativo dell’evento. Aumenta la notiziabilità diffusa su notiziari, radio, smartphone, tablet, social network in genere” afferma Giovanni Palazzi, amministratore delegato di StageUp. E prosegue: “La serie A di basket è percepita come un prodotto in crescita, con possibilità economiche maggiori rispetto a quanto ricavato finora. La pallacanestro è uno sport affascinante in termini di eleganza del gesto, di spettacolarità e muove interessi crescenti in termini di comunicazione, non si è ancora riusciti a monetizzare".

"Bisogna aumentare la fidelizzazione del pubblico e muoversi in una direzione più glamour. Inoltre si può pensare a nuove forme di business che possano portare ricavi a distanza per fronteggiare il divieto di pubblico nei palazzetti”. L’esempio, manco a dirlo, è quello di Bologna e le interazioni dei social network alla presentazione di Marco Belinelli, nonché la spasmodica attesa per l’esordio di un campione che conta, da solo, 1 milione e 350 mila followers. Quindi, conclude Palazzi, “la Lega Basket e i club devono cercare di passare di più attraverso gli atleti, che sono grandi produttori di contenuti e la quintessenza dell’emozione”. 

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QUANTO SI PERDE SENZA PUBBLICO - Facendo riferimento ai dati della stagione 2019/20, l’incasso medio lordo (comprensivo di Iva e diritti SIAE) calcolato sui dati emessi da Lega Basket per le 17 giornate del girone d’andata (ma comunque sempre su 8 partite come quest’anno a 16 squadre) è di 494.764 euro a domenica. Calcolando una capienza ridotta al 25% come base di partenza, ci sarebbe una perdita complessiva stimabile attorno ai 370 mila euro a giornata, che potrebbe raggiungere i 5,57 milioni di euro se la riduzione degli ingressi dovesse essere mantenuta per tutte le 15 giornate del girone d’andata. 

Le più penalizzate, secondo un'analisi di Superbasket, sarebbero le due bolognesi: a metà della stagione passata la Virtus capeggiava la classifica dei ricavi da botteghino con 1,532 milioni lordi, frutto anche delle 5 gare disputate alla Virtus Segafredo Arena per una media di 7695 spettatori (tra paganti e quota abbonati). Ogni partita fruttava alla Segafredo un ricavo di 191.504 euro, davanti alla Fortitudo Bologna con 117.960 per un totale di 943 mila euro lordi complessivi. Voci che nella concreta possibilità di una partenza a capienze ridotte potrebbero ridursi anche del 75 per cento con innegabili ricadute sull’equilibrio dei conti: un esempio pratico ipotizzando capienze per due mesi al 25% e due mesi al 50% fino alla fine del girone d’andata, i ricavi della Virtus (calcolati su 8 partite) calcolando il tutto esaurito in ogni circostanza si aggirerebbero attorno ai 570 mila euro, quasi un milione in meno rispetto alla cifra lorda incassata nella stagione passata.

Nel rateo dei ricavi a partita al terzo posto c’era Sassari con 80.861 euro di media, al quarto Milano con 72.087, poi Reggio Emilia con 71.013, Trieste (68.803), Varese (60.008), Brescia (55.173), Brindisi (51.150) e Treviso (50.003). Sotto quota 50 mila euro a partita invece Pesaro (39.362), Venezia (37.690), Trento (34.462), Cantù (31.136), Roma (29.329) e Cremona (29.152).

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 Marino Petrelli  

photo: Stadio Olimpico Roma/Reuters

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