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Coronavirus, quali garanzie per il futuro del basket?

476433472Tutto chiuso per Coronavirus. Mentre scriviamo il numero di persone colpite, vittime e guariti compresi, superano i 60 mila in Italia. Forse, però, c'è qualche spiraglio: per due giorni consecutivi ci sono meno postivi e meno decessi. La strada è ancora lunga, dobbiamo resistere, soprattutto al sud dove la curva è ancora relativamente bassa. STANDO RIGOROSAMENTE A CASA per prima cosa, poi seguendo le regole basilari di igiene e accettando le decisioni assunte dal Governo italiano. Andrà tutto bene, ma dobbiamo volerlo noi stessi. 

Dopo vari tentennamenti, si è fermato anche lo sport. Tutto e senza distinzioni. Forse tardivamente, ma almeno adesso in Italia siamo tutti fermi e si potrà valutare in maniera unitaria se e quando ripartire. Certo, non è stato facile contrastare le resistenze di quanti volevano andare avanti, come accaduto in maniera alquanto scellerata fino a sabato scorso in Francia e Gran Bretagna, ma alla fine il secondo decreto governativo ha bloccato tutto. E, almeno fino al 3 aprile non si vedranno scene come quelle viste a Lecce due settimane fa quando circa 200 tifosi dell'Atalanta (Bergamo è ancora oggi il territorio maggiormente colpito dal virus nato a Wuhan e poi diffusosi in tutto il mondo, nda) sono entrati allo stadio solo dopo essersi sottoposti al temoscanner. Non farli partire, sarebbe stata una soluzione forse più oppurtuna, così come sarebbe stato preferibile rinviare tutta la giornata di campionato, come ha fatto la pallacanestro italiana. Ma in Italia, si sa, siamo bravi a complicarci la vita su tutto. 

leggi anche il diario da Wuhan realizzato da SM a settembre 2019

La pallacanestro nostrana vorrebbe ripartire, non tutta in realtà. Sono di oggi le parole dell'ad della Germani Brescia, Matteo Ferrari, che dice chiaramente che "oggi dobbiamo piangere i. nostri morti e i nostri malati. Ripartire non è la nostra priorità". Non possiamo dargli torto, vista la drammatica situazione nella città della Leonessa e in una provincia che vanta ancora oggi il maggior numero di contagi e morti. 49 giocatori stranieri hanno lasciato l'Italia, molti di questi non torneranno. Bologna, sponda Virtus, ha sanificato la palestra Porelli e ha chiesto ai propri atleti di tornare ad allenarsi, due per volta. Non sappiamo quanto sia giusta questa decisione, sicuramente potrebbe spingere altre squadre a intraprendere questa strada che, in un momento ancora così delicato, appare fuori luogo e anche pericoloso. 

PETRUCCI E GANDINI CHIEDONO GARANZIE - Prima di ripartire, iintanto, il basket nostrano chiede tutele, al pari di altri settori dell'economia italiana. "Come presidente della federazione io ho il dovere di tutelare le società. I nostri imprenditori non sono secondi a quelli del calcio ma oggi nessuno può permettersi di perdere soldi - aveva dichiarato Gianni Petrucci a Il Messaggero -. Per questo io ho chiesto, come intervento necessario e urgente, la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari, in particolar modo i versamenti delle imposte, le ritenute e gli adempimenti fiscali, perlomeno fin quando l’emergenza non si sarà attenuata". Poi, in una nuova intervista a Il Corriere della Sera, ha aggiunto: "Mi preoccupa il fatto che la comunicazione riguardi soltanto il calcio e non tutti gli altri sport. So che non tutto lo sport è uguale, ma bisognerà valutare anche gli investimenti che vengono fatti all'interno di una determinata disciplina. Quando si parla di aiuti per il calcio, lo stesso deve valere per gli altri sport"

leggi anche l'intervista di Gianni Petrucci su Il Messaggero

Proprio oggi, il numero della Federbasket ha rinforzato il concetto a Gr Parlamento. “Di fronte a questa emergenza saranno le Federazioni sportive a perdere più soldi, soprattutto quelle che, come la nostra, puntano molto sulle sponsorizzazioni. Gli imprenditori che investono nel basket, qualora fossero costretti a tagliare, lo faranno nello sport, non certo nelle proprie aziende. Ho inviato una lettera a tutti i nostri tecnici – ha detto Petrucci -. La Federbasket ha 19 Nazionali fra maschili e femminili, nella quale parlo di riduzione degli stipendi. E’ giusto che anche il calcio s’interroghi sulla riduzione degli stipendi. Come si può pensare che oggi, con la sospensione degli allenamenti e i giocatori a casa, senza le partite, senza gli incassi dei club, e penso anche ai diritti tv, a non intervenire. Fa bene Gravina, con le Leghe, a rispettare quello che la legge può prevedere in casi drammatici come questi. Anche noi subiremo tanto. E’ una situazione che, con le dovute proporzioni, calciatori e giocatori di basket dovranno affrontare”.

Ben vengano, ha aggiunto Umberto Gandini, neo presidente della Lega Baskket, aiuti immediati anche dal punto di vista economico, rinvii di scadenze, supporto alla liquidità delle società, ma poi "ci dovrà essere un momento in cui dovremo capire l'entità dei danni ricevuti, dai mancati incassi alla questione dei contratti. E' evidente che un provvedimento più ampio a sostegno dello sport italiano dovrà essere fatto, ad esempio pensare ad una revisione della Legge Melandri anche a favore del basket e una possibile copertura dei danni subiti con i fondi di Sport e Salute".

Contratti, aggiungiamo noi, che al momento dovrebbero essere onorati per intero fino al 30 giugno. Questo perchè il contratto tipo con gli atleti, approvato dal Fip e Legabasket, non prevede clausole rescissorie in caso di forza maggiore come quelle contenute negli accordi collettivi della Nba, che gestisce direttamente i pagamenti ai giocatori. Oltre oceano, se la massima lega statunitense dovesse fermarsi definitivamente ogni giocatore rischia di perdere una riduzione salariale tra il 22 e il 27 per cento del proprio salario. Oltre a mancati incassi, solo da botteghino, di circa 500 milioni di dollari in caso di play off a porte chiuse. 

Da noi, i club sono sottoposti al regime tributario ordinario, ma non possono accedere agli amortizzatori sociali. Una misura potrebbe essere la ridiscussione dell'Irap sui contratti nell'ottica di una deducibilità dei costi, ma potrebbe non bastare. Serviranno forse, come da molti auspicato, nuovi accordi tra le società e i singoli giocatori con la speranza di far comprendere loro che la situazione è grave per tutti e che forse prendere una parte dei soldi rimasti fino al 30 giugno piuttosto che zero potrebbe andare bene a tutti. Pochi, maledetti e subito oppure andare con estenuanti lodi, Bat e controversie giudiziarie. I giocatori per ora, ovviamente, nicchiano, se ne riparlerà se e quando il campionato riprenderà.

 leggi anche: "Coronavirus, il fuggi fuggi dei giocatori. Torneranno? Molto difficile"

EUROPA FERMA, IL CSKA GIOCA IN PALESTRA - Eurolega e Eurocup si sono fermate, anch'esse fino a data da destinarsi. Ciò nonostante, hanno fatto il giro del mondo le immagini del Cska Mosca che un paio di giorni fa ha mandato tutti i suoi giocatori in palestra facendo disputare una partitella tra "squadra blu" e "squadra rossa" con tanto di arbitri, addetti al tavolo, operatori tv e qualche spettatore. L'ex Olimpia MIlano Mike James,, che ufficialmente dovrebbe rimanere in quarantena fiduciaria per aver incontrato un giocatore di un'altra squadra con sintomi da Covid19,  ha segnato 21 punti. Daniel Hackett 16. Intanto in Russia, ci raccontano che i positivi sono soltanto 350 e appena due morti. Sarà vero? 

L'amministratore delegato della Virtus Bologna, Luca Baraldi, ha proposto, in caso di ripresa della stagione, una Final Eight in Eurocup. "Abbiamo l'ok di sette squadre, manca soltanto quella del Monaco", ha detto Baraldi. I giocatori torneranno ad allenarsi, nel rispetto delle norme igieniche e di contatti interpersonali vietati, tra qualche giorno. C'è vogliadi ripartire, ma di farlo con il pubblico in ogni palasport. Senza, il danno sarebbe tra i 70 e i 300 mila euro di mancati incassi per le singole società.

La Turchia, come ha fatto American Airlines dagli Stati Uniti e molti altri stati, ha chiuso i voli da e per l'Italia, creando un grave problema per la Virtus Bologna che alla fine si è giocata la partita da dentro o fuori contro il Darussafaka, vinta 96-106 con conseguente passggio ai quarti di finale in Eurocup, alla Stark Arena di Belgrado. La federazione turca, sotto l'attenta osservazione del dispotico governo, ha continuato a giocare a giocare il proprio campionato (come in Russia) fino a pochi giorni fa, anche se a porte chiuse, incurante dei rischi, poi si è dovuta arrendere. Molti giocatori si sono lamentati, da Larkin, fresco "turco" per passaporto, all'ex Treviso e Brindisi Bobby Dixon. Emblematica la fotografia che ha ritratto James Nunnaly, ex MIlano, distribuire amuchina ai propri compagni di squadra prima di una partita del Fenerbahce. 

Con le ultime due, Slovenia e Olanda, sale a 19 il numero di campionati in paesi europei che hanno decretato finita la stagione agonistica, e non tutti hanno proclamato la squadra in testa alla classifica come vincitrice del torneo. Ucraina, Lituania, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca, Irlanda, Bosnia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Islanda, Belgio, Norvegia, Polonia, Austria, Lussemburgo e Danimarca lo avevano fatto prima di loro. Cosa accadrà in Italia lo capiremo presto.

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Marino Petrelli 

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