banner sito COL 950x350

x

Porte (semi) aperte. Dal Governo segnali più concreti

immagini.quotidiano.netLa prima partita con pubblico in un palasoprt italiano dopo sei mesi dall'ultima volta è stata alla Unipol Arena. C'erano "appena" 590 spettatori ad assistere a UnaHotels Reggio Emilia contro Foritudo Bologna. Come si vede nella foto de Il Resto del Carlino, tutti con mascherina, distanziati all'interno del palasport e impossibilitati a lasciare il proprio seggiolino. Si poteva andare in bagno uno alla volta e rigorosamente con la mascherina indossata, mentre per avere da bere si è docuto chiamare gli addetti alle vendite che giravano sugli splati dal momento che i bar fissi erano chiusi. Nessun problema particolare (un termoscanner all'ingresso si è inceppato, ma è stato sostitutio in pochi minuti), il basket ricomincia così. La replica  al Taliercio per l'esordio in Supercoppa della Reyer Venezia contro la De Longhi Treviso e all'Allianz Arena per la partita tra Trieste e Trento. Poi sono arrivati i 1600 spettatori delle semifinali di Supercoppa e i poco più di 2000 per la finale vinta dall'Olimpia Milano sulla Segafredo Bologna. 

La strada è tracciata, nonostante ufficialmente fino al 7 ottobre il Dpcm governativo chiuda tutte le possibilità di stadi e palasport aperti. Come riporta bolognabasket.org, sia l’AD della Virtus, Luca Baraldi, sia il presidente della Fortitudo, Christian Pavani, hanno parlato, rispettivamente in radio e all’assemblea con i tifosi, e hanno annunciato che cosa faranno le società in caso di capienza ammessa del 25 per cento, cifra su cui Governo e Regioni stanno convergendo.

Domani è in programma la Conferenza delle Regioni, in cui si esaminerà: a) proposta di documento recante: “Linee guida per la ripresa degli sport di contatto”; b) Proposta di documento recante “Linee guida per la partecipazione del pubblico agli eventi sportivi”. Le linee guida saranno molto simii a quelle già usate in Supercoppa per le regioni che hanno fatto ordinanze di apertura biglietti solo online o in prevendita, divieto di introdurre striscioni o altro materiale, distanziamento interno, salvo congiunti, e obbligo di indossare sempre la mascherina. Verrà misurata la temperatura all’ingresso e gli organizzatori dovranno conservare l’elenco degli spettatori per 14 giorni. Le nuove regole dovrebbero valere da inizio ottobre, ed estendersi a impianti all’aperto (stadi) e al chiuso, dove però inizialmente potrebbe essere imposto un limite massimo di 200 spettatori a livello nazionale. Nel caso, serviranno provvedimenti regionali ad hoc per arrivare al 25 per cento

LE LEGHE CHIEDONO DI ESSERE COINVOLTE - Il Comitato 4.0, formato dalla Lega Pro, Lega Basket, Lega Pallavolo, Lega Nazionale Pallacanestro, Lega Pallavolo femminile, Lega Basket femminile e Fidal Runcard fa appello al Governo affinché sia coinvolto nel processo di riapertura degli eventi sportivi al pubblico. "Il punto non è quando riaprire, seppur importante. Il punto è come riaprire, che tipo di azioni programmare perché i tifosi possano tornare in sicurezza negli stadi e nei palazzetti per rivivere un rituale sportivo che in questi mesi è andato perduto" sostiene il Comitato 4.0.

“Abbiamo necessità di avere una road map con le prossime azioni, nella consapevolezza che tutto avverrà gradualmente, anche sulla base dell'evoluzione sanitaria del Paese" aggiunge il Comitato -. Lo sport è ripartito, seppur parzialmente e su base regionale e in piena sicurezza. La strada è quella giusta. Dobbiamo programmare modalità di apertura il più possibili eterogenee nelle diverse regioni, magari partendo dagli abbonati"

Al momento, il pubblico negli stadi e nei palasport non è una priorità rispetto alla scuola e altre attività.  Ma "l basket non è come il calcio che può vivere di ingenti diritti tv. Possibile che allo sport non si spieghi mai il “perché no”? - si chiede Gianni Petrucci -. Noi chiediamo un percentuale di spettatori rispetto alla capienza degli impianti, con le dovute garanzie dal punto di vista sanitario". 

leggi anche: Petrucci su SM. "Brindisi merita il nuovo palasport"

QUANTO SI PERDE SENZA PUBBLICO - Facendo riferimento ai dati della stagione 2019/20, l’incasso medio lordo (comprensivo di Iva e diritti SIAE) calcolato sui dati emessi da Lega Basket per le 17 giornate del girone d’andata (ma comunque sempre su 8 partite come quest’anno a 16 squadre) è di 494.764 euro a domenica. Calcolando una capienza ridotta al 25% come base di partenza, ci sarebbe una perdita complessiva stimabile attorno ai 370 mila euro a giornata, che potrebbe raggiungere i 5,57 milioni di euro se la riduzione degli ingressi dovesse essere mantenuta per tutte le 15 giornate del girone d’andata. 

Le più penalizzate, secondo un'analisi di Superbasket, sarebbero le due bolognesi: a metà della stagione passata la Virtus capeggiava la classifica dei ricavi da botteghino con 1,532 milioni lordi, frutto anche delle 5 gare disputate alla Virtus Segafredo Arena per una media di 7695 spettatori (tra paganti e quota abbonati). Ogni partita fruttava alla Segafredo un ricavo di 191.504 euro, davanti alla Fortitudo Bologna con 117.960 per un totale di 943 mila euro lordi complessivi. Voci che nella concreta possibilità di una partenza a capienze ridotte potrebbero ridursi anche del 75 per cento con innegabili ricadute sull’equilibrio dei conti: un esempio pratico ipotizzando capienze per due mesi al 25% e due mesi al 50% fino alla fine del girone d’andata, i ricavi della Virtus (calcolati su 8 partite) calcolando il tutto esaurito in ogni circostanza si aggirerebbero attorno ai 570 mila euro, quasi un milione in meno rispetto alla cifra lorda incassata nella stagione passata

Nel rateo dei ricavi a partita al terzo posto c’era Sassari con 80.861 euro di media, al quarto Milano con 72.087, poi Reggio Emilia con 71.013, Trieste (68.803), Varese (60.008), Brescia (55.173), Brindisi (51.150) e Treviso (50.003). Sotto quota 50mila euro a partita invece Pesaro (39.362), Venezia (37.690), Trento (34.462), Cantù (31.136), Roma (29.329) e Cremona (29.152).

Se a questo aggiungiamo che, da protocollo sanitario validato dalla Fip e accettato dal Cts, ogni attività sanitaria e sanificatoria (tamponi ogni tre, quattro giorni per giocatori e staff, sanificazione quotidiana di tutti gli ambienti comuni, mascherine e altri dispositivi di protezione personale) per ogni squadra potrebbe costare tra i 10 e i 15 mila euro al mese, ecco che i costi rischiano di travolgere il basket italiano, e lo sport in generale, soprattutto se continuerà a non esserci pubblico. 

LE VOCI DEI PRESIDENTI - Luciano Amadori, presidente del Consorzio che sostiene la VL Pesaro, era stato molto chiaro al Corriere Adriatico: "E' chiaro che vorremmo fare la campagna abbonamenti, ma devo garantire il posto alla gente. Abbiamo già speso 600 mila euro che dobbiamo recuperare, era la mia preoccupazione quando dicevo che fosse più indicato e sicuro andare in A2. Se non si decidono ad aprire il Palas al pubblico noi mettiamo in atto un distanziamento sociale uguale o maggiore a quello delle scuole. Avere 2500 persone sarebbe un bell'aiuto. Ora abbiamo un buco da colmare". 

"Se si ripartirà, con 2100 posti disponibii non ci stiamo tutti dentro. L’idea é di permettere l’ingresso, per la prima partita, a chi si é abbonato dal 1/7 al 22/7. E siamo anche disposti a valutare un rimborso per chi é fuori da questo gruppo - dice Christian Pavani   all'assemblea dei tifosi della Fortitudo -. Siamo fiduciosi e la Regione ha capito il problema. E parlerò con le aziende e gli sponsor che hanno i loro, di abbonamenti, perché per primo viene il pubblico.
 Per la seconda partita entreranno sempre gli stessi, e vedremo chi di questi saranno veramente presenti dato che staccheremo biglietti.
 I posti per ora non sono assegnati dato che non ci sarebbero per tutti, e speriamo di farlo nel girone di ritorno. Per le assegnazioni serve arrivare al 40 per cento così da dislocare nel modo migliore, ma siamo nelle mani del destino. Stiamo facendo i salti mortali ma portare avanti così una azienda é un disastro".

 leggi anche: Tax Credit, come funziona. Lo sport di base escluso

 Marino Petrelli 

photo: Schicchi/ Quotidiano.net

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione.