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Gli italiani segnano appena il 28% dei punti in Serie A

Porto Rico - ItaliaPesaro e Brindisi hanno chiuso ieri gli ultimi tre minuti con dieci italiani in campo, cinque per parte. Forse pochi se ne saranno accorti, ma è un momento che andrebbe celebrato, al netto di tutte le considerazioni a margine. Il risultato già acquisito con Brindisi avanti di oltre 20 punti, alcuni giocatori messi in campo per dare loro un giusto premio (Cattapan e Serra per gli ospiti), la partita che aveva una posta in palio relativamente bassa. Ma sono pur sempre dieci italiani in campo, in un momento in cui, numeri alla mano, minuti e punti sono marginali rispetto al parco stranieri per i giocatori di passaporto e formazione italiana militanti in serie A.

Ce lo dice chiaramente un dossier di Superbasket, pubblicato qualche giorno attraverso i canali social della storica rivista italiana. Dopo le prime 21 giornate i 112 atleti andati a referto nelle 17 società professionistiche hanno totalizzato il 35,7 per cento dei minuti giocati ma solo il 28,1 per cento dei punti messi a referto. In questo dato sono compresi anche i numeri degli equiparati, ovvero i passaportati Forray, Fernandez e Cerella e i formati per la Nazionale Wheatle, Alibegovic, Strautins e Nikolic, che per le regole FIP fanno parte del parco tricolore ma non sono eleggibili per la Nazionale né sono conteggiati nel computo dell'assegnazione del premio italiani, aperto in ogni caso solo agli Under 28, nati cioè dall'1/1/1992 e seguenti, o chi ha giocato partite ufficiali in azzurro nelle ultime 3 stagioni sportive. Di contro i 121 stranieri utilizzati finora dalle società professionistiche hanno contribuito in termini di punti per il 71,9 per cento.

In totale, prosegue Superbasket, sono 25 i giocatori con formazione italiana che giocano oltre 20 minuti di media: il più utilizzato è Pietro Aradori che viaggia a 31,6 minuti in maglia Fortitudo Bologna, davanti ai 27,2 di Awudu Abass a Brescia ed ai 26,4 di Michele Ruzzier a Cremona. I primi due sono capocannonieri nelle rispettive squadre, aggiungendo Alessandro Gentile a Trento sono solo tre le formazioni di serie A con un top scorer italiano. Il club a schierare il maggior numero di italiani oltre i 20 minuti di media è Pesaro con Zanotti, Mussini, Eboua e Totè; ce ne sono tre a Brescia (Abass, Luca Vitali e Brian Sacchetti), due a Milano (Brooks e Moraschini), Roma (Alibegovic e Baldasso), Cremona (Ruzzier e Diener), Fortitudo Bologna (Aradori e Fantinelli), Trieste (Fernandez e Cavaliero), Sassari (Michele Vitali e Spissu) e uno a Treviso (Uglietti), Cantù (Pecchia), Reggio Emilia (Fontecchio), Virtus Bologna (Ricci), Venezia (De Nicolao); nessuno sopra quota 20 minuti invece per Brindisi, Varese e Pistoia.

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SOLO BRESCIA SOPRA IL 50% DI UTILIZZO - E' la Germani Brescia l'unica squadra tra le diciassette squadre di serie A che schiera gli italiani più degli stranieri. La formazione di Enzo Esposito, che già nel 2018/19 aveva vinto il premio messo in palio dalla federazione per l'apposita voce, utilizza i giocatori di formazione per il 50,9 per cento dei minuti disputati nelle prime 20 partite della stagione. Dietro la Leonessa c'è la Fortitudo Bologna che utilizza gli italiani per il 45,7 per cento, a seguire Trento col 44,1 per cento poi vengono Pesaro (40,9%) e Treviso (40,1%). Sono, in pratica, le cinque squadre che utilizzano la formula 5+5.

La prima nella percentuale di utilizzo tra i club che hanno scelto il 6+6 è Milano col 39,6 per cento, di un soffio davanti a Cremona col 39,5 per cento. Quattro squadre sono sotto il 30 per cento: Reggio Emilia con il 28,4 per cento, Brindisi, 27,6 per cento, Cantù (23,4 per cento e Varese con appena il 23,1 per cento.

Brescia, conclude il dossier, è regina anche in termini di produzione offensiva del suo parco tricolore: il 48,3 dei punti messi a referto dalla Germani batte bandiera italiana. Così come nella classifica dei minuti la Leonessa comanda davanti a Fortitudo Bologna (44,1 per cento) e Trento (41,9 per cento). Solo sei le società sopra il 30 per cento di produzione italiana. Soltanto undicesima Milano col 26,7 per cento, Brindisi è al 21 per cento. Tre squadre infine sono sotto il 20 per cento: Varese ha il 19,4 per cento, 19 per ento per Cantù mentre l'ultima è Pistoia col 18,9 per cento, facendo registrare lo scarto più ampio tra minuti giocati e punti prodotti dal club toscano dove gli stranieri pesano per oltre l'80 per cento del fatturato offensivo.

Il capocannoniere italiano della serie A è sempre Pietro Aradori, quarto assoluto a quota 16,3; top scorer dei rispettivi club sono anche Alessandro Gentile, tredicesimo, e Awudu Abass, ventunesimo. Solo cinque in totale gli italiani in doppia cifra: oltre ai tre top scorer solo Michele Vitali a Sassari (11,0 punti) e Simone Fontecchio a Reggio Emilia (10,7 punti) superano lo scoglio dei 10 punti di media.

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Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)

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