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Virtus Roma, Toti: "Senza pubblico rischio fallimento"

Prima la Coppa Italia, poi la Nazionale, poi l’emergenza legata al Coronavirus con il presidente della Virtus Roma, Claudio Toti, che proprio oggi lancia un grido di allarme: "Il problema è molto serio. Ci riserviamo di aprire un tavolo tecnico. Perché non possono pensare che il campionato vada avanti con partite a porte chiuse. Ho paura che possano nascere dei problemi con giocatori che non vogliono disputare incontri in alcune località. Se domani un americano dovesse dirmi “Io non parto, perché in quella città ho paura di ammalarmi”, come dovrei comportarmi. Obbligarlo? E se lui non volesse partire, dovrei cacciarlo?".

Il periodo precedente alla ripresa (finalmente) contro Sassari, non ha visto pallacanestro ufficiale giocata dalla Virtus per molto tempo. Nonostante lo stop di calendario, però, le acque si sono smosse parecchio per i capitolini. La striscia di 8 sconfitte consecutive non poteva lasciare indifferenti i vertici societari. A livello di quadro societario, è stato valutato il successo riscosso del progetto di Equity Crowdfunding: le risposte sono state negative, il modello di partecipazione alla vita del club non è stato abbracciato dal numero sufficiente di contributori.

CIAO DYSON, ECCO BARFORD E WEBSTER -  Gli interventi allora si sono concentrati sulle questioni relative al campo. Inutile girarci attorno: come ammesso dallo stesso giocatore, il sodalizio fra Jerome Dyson e Roma era giunto al capolinea. Dopo i primi successi marchiati a fuoco dalle giocate dell’ex Brindisi, Sassari e Torino, nelle ultime uscite (complici piccoli problemi fisici) non aveva reso come era lecito attendersi da uno dei due perni del roster per la conquista della salvezza. Mentre i suoi talenti sono passati alla Fortitudo Bologna, che ha deciso di scommettere su di lui nonostante il trascinarsi degli infortuni, i capitolini hanno messo sotto contratto non un solo rimpiazzo, ma due.

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Per primo, Jaylen Barford: quinto miglior cannoniere del campionato con 16.3 punti a gara, ha lasciato la situazione salvezza di Pesaro ormai gravemente compromessa per immergersi in quella speranzosa romana. Realizzatore puro, provvederà a portare punti alla causa della Virtus, sperando di migliorare in una selezione di tiri non idilliaca. Con una curiosità: proprio contro Roma il suo massimo numero di tiri tentati in un match di Serie A.

Non si tratta però di un giocatore dalle grandi doti di playmaking; con un profilo più simile a Dyson è arrivato allora il neozelandese Corey Webster. Figlio d’arte, fratello di Tai con cui fa coppia in nazionale, ha maturato limitate esperienze da giocatore senior fuori dalla Nuova Zelanda, non in campionati d’elite come quello slavo, quello cinese e quello israeliano. Tuttavia, ai recenti Mondiali è risultato una delle principali sorprese, chiudendo da capocannoniere con 22.4 punti a gara e mostrando di saper trascinare una squadra apportando canestri decisivi. Insomma, ciò che gli chiederà coach Bucchi, a cui facciamo tanti auguri di buon compleanno.

Il calendario non è certo favorevole nella prossima uscita contro Sassari, che di suo ha cambiato “The Shot” Curtis Jerrells con un Jaime Smith di ritorno dopo l’anno scorso; le varie mosse societarie per mantenere la squadra nella massima serie ora però andranno tradotte coi risultati sul campo. Giocando a porte chiuse mancherà sicuramente qualcosa. 

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Marco A. Munno

foto: credits Virtus Roma

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