La Virtus Roma chiude. Nel silenzio e nell'indifferenza

"Impossibile non sottolineare il gravissimo danno di immagine arrecato non solo al campionato ma anche e soprattutto all'intero movimento, che in questo difficile momento vive dei sacrifici e della serietà di centinaia di società su tutto il territorio". E' un estratto del comunicato con il quale la Federazione italiana pallacanestro rende noto l’addio della Virtus Roma al campionato italiano di Serie A. La Pallacanestro Virtus Roma non esiste più. Nel silenzio più totale e senza un comunicato ufficiale, arrivato in realtà nella tarda mattinata del 10 dicembre e al momento anche impossibile leggerlo sul sito internet. "Tale sofferta decisione è stata presa dopo aver constatato l’assoluta e oggettiva impossibilità di sostenere i costi necessari per portare a termine la stagione", si legge tramite email. E si aggiunge: "Il tentativo di trovare soggetti disposti ad acquisire o sostenere in qualunque modo la società è staton svolto in ogni direzione, in Italia e oltre oceano, ma nessuno di questi, nonostante le vantaggiose condizioni proposte, ha dato esito positivo, probabilmenmte constatando l'impossibilità di generare ricavi".

Troppo poco e troppo tardi... Un addio annunciato, una barca in avaria che affonda nel peggiore dei modi. Il triste epilogo della Virtus Roma, 60 anni di storia, ultimi 20 affidati alla famiglia Toti, che tra alti e bassi in questi ultimi mesi si sono chiusi nel silenzio, un silenzio di quelli che fanno male alla Virtus e ai suoi tifosi.

Nessuna nota alla stampa, nessuna nota per i tifosi, coloro che, chi più chi meno, ci sono sempre stati e di certo non si sono risparmiati. Aggiungiamo la gestione degli sponsor di questi ultimi anni che non si avvicina minimamente alla sufficienza. Il silenzio di questa proprietà nel non provare a parlare almeno a ‘cuore aperto’, spiegando per filo e per segno che cosa stava accadendo. Si attendeva una mail dagli americani, che sono (magicamente) spariti nel nulla.

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Dall’impresa scudetto sfiorata nel 2013 ai titoli non riassegnati dopo il caso Montepaschi Siena, passando per l’autoretrocessione in A2, il rischio di andare in Serie B dal playout. Poi la risalita, prima stagione in A che non si è conclusa causa pandemia, quel Covid-19 che sicuramente ha influito anche in una minima percentuale al futuro di alcune società e realtà sportive. Gli ultimi mesi sono stati solo un grido di allarme, al quale però nessuno ha risposto.

ONORE A PIERO BUCCHI

Chi è arrivato a ricostruire le macerie di questa squadra è stato Piero Bucchi, che con grande professionalità, con lavoro, umiltà, realtà e serietà ha provato ad andare avanti, anche con tutti gli ostacoli che mese dopo mese ha dovuto incontrare. Un allenatore che non è mai andato sopra le righe, gestendo come solo lui ha saputo fare situazioni anche complicate. Non so quanti al suo posto sarebbero rimasti lì.

ADESSO COSA SUCCEDERA’?

Gli ultimi gorni sono noti a tutti, scaduta il 25 novembre la data per pagare la rata Fip, i giorni successivi non sono serviti a trovare la voglia giusta di saldare 38 mila euro e andare avanti, anche se con una penalizzazione in classifica. Ora la squadra è stata esclusa, il campionato sarà a 15 squadre fino al termine. Per mantenere l’affiliazione alla Fip e non sparire definitivamente, Roma sarà costretta a pagare 600 mila euro di multa più i 38 mila dell’ultima rata per potersi iscrivere l’anno prossimo al primo campionato a libera partecipazione, che nel Lazio è la Promozione. Ma siamo solamente nel campo delle ipotesi.

I TRIONFI

Rimangono le vittorie, i trionfi quelli importanti, quelli che i tifosi della Virtus Roma non si dimenticheranno mai: lo scudetto (1982-1983), la Coppa Campioni (1984), la Coppa Intercontinentale (1984), due Coppe Korac (1986 e 1992) e una Supercoppa Italiana (2000), l’ultimo trofeo di questi 60 anni chiusi il 9 dicembre 2020. La capitale, e il basket italiano, perdono oggi un pezzo di storia.

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Michele Spuri

foto: credits Virtus Roma

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