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Teodosic incanta. Bologna (e non solo) è già pazza di lui

Durante i giorni che hanno preceduto il posticipo tra Virtus Bologna e Reyer Venezia, alcune indiscrezioni riportavano che Milos Teodosic avrebbe fatto il suo esordio in campionato con la maglia delle V Nere. Infortunatosi il 10 di agosto durante un’amichevole con la nazionale serba in preparazione dei mondiali, che poi salterà, Teodosic è costretto a fermarsi senza conoscere i tempi di recupero. L’infortunio sembra subito preoccupare lo staff medico, sia serbo che bolognese: si tratta ancora di fascite plantare, quella che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco a lungo interrompendo la sua carriera in Nba con i Los Angeles Clippers. La mattina della partita c’è ancora tanta incertezza: Milos sì, Milos no, Milos forse; nel pomeriggio la conferma: Milos ci sarà! L’esordio di Teodosic in Serie A non è un evento che emoziona solo il popolo bolognese di sponda bianconera ma tutti gli appassionati di basket. Un evento che ha sicuramente attirato al palazzo di Piazza Azzarita tanta gente solo per ammirare il campione serbo.

Eurolega vinta col Cska di Mosca, argento ai mondiali del 2014, Mvp di Eurolega con l’Olympiacos, giusto per citare una parte del suo palmarès. Chi conosce l’ambiente cestistico sa già che quello virtussino è un pubblico presente e caloroso ma domenica sera si respirava un’aria strana, un’emozione diversa, un’insolita curiosità. Una serata speciale: i festeggiamenti per l’anniversario di un gruppo storico virtussino, la sfida ai campioni d’Italia per raggiungere la vetta della classifica, l’attesa per ammirare un campione vero. L’ingresso in campo per il riscaldamento viene accompagnato da un boato pazzesco, ancora più forte alla vista del ragazzo di Valjevo. Il debutto in maglia Virtus con il numero 44 avviene verso la fine del primo quarto; la partita sembra favorevole ai lagunari che trovano facilmente la via del canestro ma quando Milos mette piede sul parquet la musica cambia. Prima palla toccata e subito tripla, 7-0 di parziale bianconero e si chiude il primo quarto. Il palasport è una bolgia, l’impatto di Teodosic è incredibile.

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Trascinatore in campo e sugli spalti anche se non si direbbe: un ragazzo tranquillo, pacato che fulmina con gli occhi e incanta con le mani. Un vero leader, insomma. Ha ancora pochi minuti nelle gambe ma la sua assenza in campo si fa sentire e quando ha bisogno di lui coach Djordjevic lo butta in campo e lui si fa trovare sempre pronto. Ogni tentativo di avvicinamento e di sorpasso della Virtus porta la sua firma. Segna, smista assist, difende. Insieme a Markovic, suo connazionale, cambia il volto della gara: con la loro visione di gioco mettono in ritmo due tasselli importanti per la squadra del coach serbo, Hunter e Weems. Saranno loro a regalare la vittoria alla Virtus. Sugli spalti è un mormorio continuo tra chi resta incredulo e tra quelli a cui affiorano vecchi ricordi.

In tanti infatti ammettono di non ricordare un giocatore così esplosivo e decisivo da tanti anni, dai tempi di un Danilovic forse, così tanto determinante, per essere una partita di esordio dopo tanto tempo di inattività e per non essere più di primo pelo, più di un giovane Ginobili, a detta di qualcuno. Tra i più giovani invece regna la meraviglia e lo stupore: tanti ragazzi e bambini sono increduli e festanti. E’ grazie a giocatori di questo calibro che ci si avvicina e ci si innamora di questo meraviglioso sport. A fine gara il tabellino segnerà 22 punti e un impetuoso 27 di valutazione, la più alta della virtus in queste prime tre giornate. Il passaggio sotto al tunnel viene accompagnato da un assordante urlo dei tifosi: “Milos, Milos”.  

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 Chiara Masiello

ph: Massimo Ceretti (Ciamillo/Castoria)

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