Virtus padrona a "Basket City". Ma l'Europa è un tabù

Bologna è ancora una volta bianconera. Ma alla vittoria nel derby numero 110, nel quale la Fortitudo non demerita, fa da contraltare la cocente eliminazione in Eurocup. Diciannove vittorie consecutive, poi due sconfitte, le ultime due che estromettono i bianconeri dalla finale di Eurocup e da un posto sicuro nella Eurolega della prossima stagione. 

Come scrive Bruno Trebbi su Bolognabasket.org, "I bianconeri non avevano Tessitori (Covid, si saprà in tarda serata dalle parole di Djordjevic), ma i russi hanno perso Morgan in corso d’opera, quindi almeno teoricamente la battaglia sotto canestro avrebbe dovuto essere equilibrata. Invece John Brown ha letteralmente dominato contro un Gamble mai così spaurito, e ha chiuso la sua serata trionfale con la dedica a Brindisi. Oltre a Gamble il grande assente è stato Weems, mentre gli esterni russi hanno piazzato 14 triple letali". 

"Non si può non parlare della guida tecnica - aggiunge in nostro amico e collega sul suo editoriale -. Da inizio anno questa squadra ha avuto problemi difensivi e grossi passaggi a vuoto, e dopo quattro sconfitte in casa (poi diventate sei) in fila c’era stato anche l’esonero lampo di Djordjevic, poi reintegrato dopo 24 ore. Anche questo, di sicuro, non ha contribuito a rasserenare l’ambiente. Ricucito lo strappo, e inserito Belinelli, le cose sono migliorate, almeno dal punto di vista dei risultati, ma parecchie partite decisive (Venezia in Coppa Italia, Brindisi, ieri) sono state sbagliate. Nello sport i risultati difficilmente mentono: quello di ieri è inequivocabile, e ricorda la sconfitta del Bayern di Djordjevic contro il Darussafaka nel 2018, che costò l’esonero immediato al tecnico serbo".

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IL DERBY, UNICA GIOIA BIANCONERA - Nonostante la situazione pandemica e la forzata assenza di pubblico (la foto di copertina vuole essere l'augurio di ritrovare le due grandi tifoserie a confronto a palazzo), il derby di Bologna non sarà mai una partita come tutte le altre ma rappresenterà sempre la sfida delle sfide nel panorama cestistico italiano e attirerà sempre su di sé l’attenzione dei media e degli appassionati di basket.

“L’obiettivo è di far capire cosa significhi il derby e cosa significhi giocare con la maglia della Fortitudo. C’è un aspetto tecnico e tattico ma soprattutto c’è un aspetto emotivo”. Erano state queste le parole pronunciate da coach Dalmonte alla vigilia del derby ed è questo che più voleva che i suoi giocatori capissero, soprattutto gli americani. Trascinata dalle giocate di Banks, la Effe aveva sfiortato l’impresa approfittando anche della stanchezza nella gambe dei giocatori in maglia bianconera dovuta al doppio impegno infrasettimanale. “Le grandi partite vengono decise dai grandi giocatori con grandi giocate” ciò che coach Djordjevic aveva dichiarato è stato effettivamente dimostrato. Nei momenti di grandi difficoltà infatti la Virtus si è aggrappata al talento del solito Teodosic e dell’ormai consolidato Alessandro Pajola che ha contribuito in modo fondamentale al successo bianconero. Cose che nelle due partite decisive contro Kazan sono mancate, eccezion fatta per l'apporto di Teodosic e Belinelli, uomo del derby e che ha tenuto a galla da solo la Virtus in gara due in Russia. 

L’ex San Antonio Spurs era stato autore di ben 23 punti nel derby , massimo stagionale per lui da quando è tornato in Italia, inarrestabile nel primo quarto e decisivo negli ultimi possessi del match. Una storia complessa quella del Beli che nella stagione 2002-2003 aveva fatto il suo esordio nella massima serie indossando la maglia della Virtus e giocando il suo primo derby per poi passare l’anno successivo tra gli acerrimi nemici della Fortitudo, fatto che non fu preso bene dai tifosi bianconeri. A novembre 2020 torna in Italia nella sua Bologna ma tra le fila delle VuNere scatenando le ire dei fortitudini accusandolo di non aver mantenuto la promessa stretta 13 anni prima, quando decise di lasciare l’aquila per volare oltreoceano, e in cui dichiarò che se fosse tornato in Italia lo avrebbe fatto solo indossando la maglia della Fortirudo. Se ci fosse stato il pubblico Belinelli sarebbe stato sicuramente bersaglio di insulti e sfottò da parte della Fossa, l’accesa tifoseria fortitudina.

La stagione non è finita. C’è ancora il campionato da giocare, cercando di finire nel modo migliore possibile la regular season e poi di fare strada ai playoff, non dimenticando che la Virtus non si qualificava alla post-season dal 2015. Certo è che una delusione come quella in Eurocup sarà difficile da smaltire. 

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Chiara Masiello

 

 

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