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Sassari alza la Supercoppa. Pubblico in crescita del 14%

E' stata una due giorni intensa, come spesso accade quando si concentrano più partite in poco più di 24 ore. La Dinamo Sassari alza un altro trofeo, il quinto in sei anni, dopo aver domato Cremona e Venezia entrambe le partite dopo un tempo supplementare. Si è detto e scritto: è la rivincita di Pozzecco contro Venezia che tre mesi fa lo ha battuto in finale scudetto. E' invece, secondo noi, la vittoria di Sassari come collettivo contro una Reyer forte, ma con qualche limite. E favorita nella semifinale contro Brindisi da alcune decisioni nel finale che per molti gridano vendetta. In realtà, l'atteggiamento degli arbitri in finale è sembrato più permissivo verso Sassari, quindi purtroppo molti episodi si rincorrono. "Gli arbitri conoscono le regole, ma non il gioco", ci ha detto Frank Vitucci, allenatore della Happy Casa Brindisi, poco prima della finale per il terzo posto, vinta da Brindisi su Cremona con una grande rimonta. E ha aggiunto: "E' come un vigile urbano che conosce il codice della strada, ma lo applica senza conoscere le situazioni contingenti che si verificano".

Per il resto, nessun rimpianto per l'allenatore veneziano, sconfitto proprio dalla squadra della sua città. Semmai, dispiacere per quel terzo quarto (e in generale dal 17esimo al 30esimo aggiungiamo noi, dal 6-28 al 54-42) giocato "male e con tanti errori. Se fossimo rimasti di più in partita, il finale forse sarebbe stato diverso. Abbiamo onorato la finale per il terzo posto, vincendola con una grande rimonta e voglia di chiudere bene. Ho chiesto ad alcuni giocatori che hanno avuto minore spazio fino adesso di darmi delle risposte e in linea generale sono soddisfatto. Ora, testa e cuore al campionato, che rimane e rimarrà il nostro obiettivo principale, al netto di tutto il resto che sarà una bella vetrina", dice il tecnico bianco azzurro. 

Il popolo brindisino è rimasto a bocca asciutta e immaginiamo cosa sarebbe potuto accadere se la squadra avesse raggiunto la finale. Rimasta con meno spettatori del previsto, anche se la Lega Basket ha subito diffuso il dato ufficiale della due giorni pochi minuti dopo il sipario. In due giorni, dice la nota, si sono registrati 8.370 spettatori complessivi con un aumento del 14 per cento rispetto all'edizione dello scorso anno giocata a Brescia. Nel dettaglio: 4150 tifosi per la giornata di sabato, 4.220 invece domenica. Giornata che, a dire il vero, ci semnbrava più vuota rispetto alla prima. Evidentemente finito l'effetto traino di Brindisi, molti tifosi "neutrali", e li abbiamo visti da taranto, Matera, Foggia, sono rimasti per godersi comunque un bello spettacolo. Dopo i brindisini, tantissimi da Sassari, agevolati an he dal volo diretto Cagliari Bari che, ci raccontano, essere pieno il giorno dell'esordio in Supercoppa. Pochi da Cremona, pochissimi da Venezia, ai quali va in ogni caso caso un plauso per essersi sobbarcati la lunga trasferta a pochi giorni dall'inizio del campionato.

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Lo ha fatto coach de Raffaele in sala stampa al termine della finale, così come Pozzecco ha dedicato la vittoria all'intero popolo sardo che sostiene in un solo coro la Dinamo in Italia e in Europa. Brindisi ha provato (e sta provando da qualche anno) a fare un'operazione "simpatia" verso la Puglia intera. i risultati sono incoraggianti, anche se non siamo allo stello livello di appartenenza comunitaria che suscita la Dinamo in Sardegna. "La Puglia è ormai una realtà consolidata nel basket italiano, non solo Brindisi, ma anche San Severo e altre squadre che spingono in B per salire - dice a Supporters Magazine, Margaret Gonnella presidente del comitato regionale Fip Puglia -. E' chiaro che la Happy Casa debba fare da trai o a tutto il movimento, dobbiamo creare sinergie ancora più importanti su tutto il territorio pugliese".

SASSARI E IL SUO COLLETTIVO - Game over dunque. Sassari vince con merito, e forse avrebbe vinto anche con Brindisi in finale. In questo momento la "spinta" che coach Pozzecco da ai suoi è notevolissima. In pochi mesi ha vinto la Fiba Europe Cup, è arrivato in finale scudetto, ha alzato la Supercoppa italiana. Che magari varrà poco, ma è pur sempre un trofeo di inizio stagione quando ancora molte squadre devono rodare i meccanismi e vincere da morale e fiducia. Persi Cooley, Smith e Polonara, la Dinamo ha trovato in Evans, Mc Lean e, soprattutto, Jerrels le nuove frecce a propria disposizione. Michele Vitali è prezioso in attacco e in difesa, Spissu è sempre più leader. Insomma, si riparte da dve ci eravamo lasciati. Con Pozzecco sempre più leader di un gruppo che all'occorrenza "viene lasciato libero anche fuori dal campo e non ha pesi o vessilli che sono inutili, piuttosto è meglio dare fiducia ai giocatori e farli sentire importanti anche quando non giocano".

E, alzandosi dalla sala stampa a fine conferenza, conferma: "Questa volta la carta di credito l'ho lasciata con il pin esatto". Un pò di spettacolo non guasta, anche se deve essere sempre il campo a parlare. Per l'allenatore goriziano, un fine settimana da ricordare: sabato il Consiglio federale lo ha nominato allenatore della Nazionale sperimentale che nell'estate del 2020 farà attività di gioco e di selezione di potenziali giocatori che possono essere utili per la nazionale maggiore. Salvatore Trainotti, general manager dell'Aquila Trento, sarà invece il responsabile per lo sviluppo delle squadre nazionali maschili. Lavorerà a stretto contatto con Meo sacchetti e con Andrea Capobianco, nuovo coordinatore delle nazionali giovanili e di ritorno sulla panchina della Nazionale femminile, dopo la parentesi negativa di Marco Crespi che ha mancato le qualificazioni a Tokyo (e che si è accasato sulla panchina della nazionale della Svezia femminile). 

Da domani riparte il campionato, il numero 98. E con esso ripartono le pubblicazioni cartacce di SM con tante novità, grafiche e sui social. Si comincia con la suggestiva sfida tra Pesaro e Fortitudo Bologna, con 500 tifosi che partiranno da Bologna per una partita dal forte sapore di rivalità tra le due tifoserie. Brindisi comincia con Cantù in casa, poi dopo quattro giorni la prima trasferta a Roma contro l'indimenticato Piero Bucchi. Milano, dicono quelli bravi, è (ancora) la squadra da battere. Attenzione a Bologna, Venezia e Sassari. Altre non sembrano in grado di arrivare fino in fondo. La New Basket vuole confermare la stagione passata, sarebbe già un trionfo immaginarla uguale. Per realizzarla, serve tanta dedizione sul campo e un pò di fortuna. 

Marino Petrelli

ph: Ciamillo/Castoria

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