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Palalido in festa, Olimpia e Urania rilanciano il derby

Grande festa al Palalido di Milano, riaperto e inaugurato ufficialmente con il derby cittadino tra Olimpia e Urania. Il finale, 98-49 per l'AX, (18 punti per un ritrovato Tarczewski, 14 per Sergio Rodriguez e 11 di Moraschini) dice poco. Quello che conta è il ritorno della pallacanestro nello storico impianto che ha visto giocare Wilt Chamberlain nel 1967 e Julius Erving tenere un clinic nel 1987. Per l'Olimpia è una "casa di riserva" nel caso il Forum non fosse disponibile. Fino al 2016 è stato il quartier generale delle scarpette rosse. L'amichevole di ieri sera, alla presenza di Giorgio Armani, Dan Peterson, Dino Meneghin e molti altri protagonisti della storia del basket milanese, fa ripartire una storia ferma dal 24 febbraio 1980 quando l'Olimpia sconfisse la Pallacanestro MIlano nell'ultimo derby milanese. Dopo quella partita, la seconda squadra di Milano retrocesse e decise di rinunciare al titolo, ripartendo dalle serie minori. Arese e Desio hanno tentato di rianimare la sfida, senza risultati.

Ora ci riprova l'Urania, neo promossa in Legadue, ma che ha una tradizione cestistica dal lontano 1952. Una storia tutta milanese: la squadra è nata nella parrocchia di Santa Maria del Suffragio, in corso XXII marzo. Oggi conta oltre 400 ragazzi nel settore giovanile, tra cui Filippo Messina, figlio dell'allenatore dell'Olimpia, impegnato nella Under 16 Eccellenza. Ettore Cremascoli, attuale presidente e cugino della ex presidentessa di Cantù, è cresciuto all'Urania come giocatore. "Gran parte dello zoccolo duro del publbico dell'Urania, circa 6/700 persone sono anche tifose dell'Olimpia, quindi non ci sarà alcun tipo di rivalità - dice Luca biganzoli, braccio operativo della società - Alle finali per salire in A2 c'erano oltre 1000 persone al seguito. Giovani, ma anche tante famiglie e sono le categorie a cui ci rivolgiamo di più. Non vogliamo essere una meteora e vogliamo consolidarci". 

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LA STORIA RECENTE DELL'IMPIANTO - Il palalido era stato demolito nel 2012, la ricorstruzione ha dovuto affronatare diverse vicissitudini prima di essere completato del tutto. Durante gli scavi sono stati rinvenute barre di amianto che hanno bloccato i lavori, poi ripresi nel 2014 dopo la bonifica. Il gruppo Armani, prima molto interessato alla ricostruzione, decide di non voler più investire e sponsorizzare l'impianto. Si arriva al febbraio di quest'anno quando finalmente Allianz riesce a vincere il bando per il "naming", investendo 1,8 milioni di euro per 60 mesi dall'inaugurazione. Che finalmente è arrivata a giugno, dopo che per tutto il mese di maggio ci sono stati febbrili collaudi. L'impianto è così terminato, con quasi 3 mila giorni di lavoro anzichè i previsti 200. La pallavolo ha già fatto fatto alcune partite, ora l'impianto sarà diviso tra l'Urania di pallacanestro e la Revivre di pallavolo. Certamente, il Palalido non fa parte del dossier delle olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. 

Allianz, la prima compagnia al mondo nel settore delle assicurazioni, da sempre ha puntato sullo sport, e in particolare sul naming degli stadi, per consolidare il suo marchio. L'Allianz Stadium di Torino, casa della Juventus, è stato l'ultimo di una serie di impianti a cui il colosso tedesco ha dato il proprio nome e lo sarà fino al 30 giugno 2023. L'affare porterà nelle casse bianconere 75 milioni di euro, inclusa una sponsorizzazione da 10 milioni di euro. L'Allianz family of stadiums è il nome del progetto internazionale che annovera sette stadi mondiali. Quello più famoso è l'Allianz Arena di Monaco di Baviera, che dal 2005 porta nelle casse del club quasi 6 milioni di euro all'anno e lo farà fino al 2041. Nel 2014 inoltre la compagnia assicurativa è entrata a far parte della compagine azionaria del Bayern, acquisendo l'8,33 per cento per 110 milioni di dollari. Il Sidney Football Stadium è di marchio Allianz dal 2012, mentre l'anno successivo lo stadio Barnet Copthall di Londra, casa dei Saracens FC del massimo campionato di rugby, è diventato Allianz Park per 8 milioni di sterline. Stessa cosa a Nizza e San Paolo del Brasile, poi nel 2014 è stata la volta dell'Allianz Stadion a Vienna, dove gioca il Rapid. Una collaborazione che durerà fino al 2026 che ha permesso di costruire il nuovo stadio in soli diciassette mesi. 

Prima del Palalido, anche il palasport di Trieste, che tutti conoscono come il Pala Rubini, è entrato nell'orbita Allianz con un accordo che sarà esteso per i prossimi cinque anni. Non solo. Il gruppo assicurativo tedesco sarà lo sponsor dei Giochi olimpici dal 2021 per una cifra che secondo i ben informati si aggirerebbe intorno ai 50 milioni di euro all'anno (anche se non confermati). Il gruppo entrerà anche nel programma "Worldwide Olympic Partner" e utilizzerà i diritti in uso esclusivo del logo olimpico dalle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022, poi di quelli di Parigi nel 2024, fino ai Giochi di Los Angeles del 2028. Allianz sarà il 14esimo sponsor che entra nel club di aziende di livello mondiale che fanno parte del To Program del Cio. Ogni sponsor riceve dal Comitato olimpico un diritto esclusivo di commercializzare prodotti nel proprio settore di competenza. Il Palalido può dormire sonni tranquilli.

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Marino Petrelli

ph: Matteo Insam

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