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La Virtus come la Reyer, nasce la sezione femminile

Il calcio femminile ha tracciato una strada dalla quale difficilmente lo sport femminile potrà uscirne come lo conosciamo adesso. La partecipazione al mondiale di Francia, il successo nel raggiungimento dei quarti di finale e l’attenzione che si è creata intorno alle azzurre deve obbligatoriamente essere da stimolo per le altre federazioni per far crescere lo sport rosa in Italia e farlo uscire dall’anonimato di una legge dello sport, quella del marzo del 1981, che di fatto vieta alle donne l’accesso al professionismo, ritenuto "essenziale" da Milena Bertolini, allenatore della nazionale femminile di calcio. Che aggiunge: "Non si può più pensare di fare calcio senza mettere le ragazze nella condizione di farlo al meglio. Il calcio può sostenere il professionismo, lo dicono i numeri".

“Il calcio femminile italiano ha di sicuro dato in questi anni una forte scossa allo sport femminile in generale – le fa eco Mara Invernizzi, vice presidente della Federbasket - Credo che la pallacanestro italiana possa prendere parecchi spunti utili per cercare di fare ancora meglio, ma non è possibile paragonare sport così diversi sia in termini di storia, di potenzialità economiche e di diffusione sul territorio”.

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Un grande aiuto arriva sicuramente dalle società maschili che hanno scelto di investire anche nello sport femminile. Gli esempi del calcio dovrebbero essere seguiti anche dalle nostre società di pallacanestro come ha fatto la Virtus Bologna che ha acquisito i diritti della Progresso Bologna vincitrice del campionato di A2 e promossa in A1 (seconda volta in tre anni). Le ragazze bolognesi per decisione del loro ex presidente Gianfranco Civolani non avrebbero preso parte al campionato di serie A e la via della retrocessione in B era tracciata. La Virtus ha deciso di aprire la loro sezione femminile e regalerà alle ragazze la possibilità di disputare il campionato seguendo quello che da anni fa la Reyer Venezia, anche grazie alla wild card concessa dalla Fip. “Sono certa che l’arrivo di società maschili in ambito femminile – aggiunge la Invernizzi – possa dare fiducia, esperienza e maggior sicurezza economica in un ambito che troppo spesso fa i conti con diverse mancanze sia in termini economici che di risorse umane”.

BASKET E CICLISMO, NUOVI ORIZZONTI AL FEMMINILE - "L’idea ce l’ha data l’edizione de La Gazzetta dello Sport del 31 maggio – dice Luca Baraldi, amministratore delegato di Virtus Pallacanestro -. Quel giorno abbiamo appreso che la squadra femminile bolognese non si sarebbe iscritta al campionato di A-1 dopo la promozione. Ci siamo guardati negli occhi e, senza fare troppe parole, ci siamo subito attivati. Abbiamo contattato il presidente federale Petrucci che ci ha dato carta bianca. Non rileviamo il titolo della Matteiplast, bensì fondiamo una sezione femminile all’interno di Virtus Segafredo, con lo stesso sponsor e gli stessi colori. Compatibilmente agli impegni e al calendario delle due squadre, l’obiettivo è mandare in campo al Pala Dozza le donne prima degli uomini per regalare ai nostri abbonati un lungo pomeriggio di sport all’interno del mondo Virtus".

L’impegno sportivo ed economico non è indifferente. Confermasto coach Giroldi, si punta a fare  una squadra che possa raggiungere la salvezza e poi consolidarsi nel tempo per puntare in alto L’organico sarà rafforzato da tre straniere e, magari, da un paio di italiane esperte della categoria. Baraldi, ieri uomo di calcio, oggi di basket e ciclismo, analizza il nuovo fenomeno: “Le motivazioni per investire sono diverse. Col basket puntiamo sul sociale, con la squadra di ciclismo femminile della Trek Segafredo inseguiamo traguardi sportivi. Il comune denominatore è che il nostro brand commerciale si rivolge soprattutto alle donne”.

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Giuseppe Errico

ph: www.bolognabasket.org 

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