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Clark a SM: "Ora sono pronto per lo scatto finale"

Brindisi - VareseTornare dopo un infortunio di vari mesi non è mai facile, ma ora è pronto a dare il suo contributo per la post season. Il cibo italiano gli piace e in generale si trova bene a Brindisi. Wes Clark racconta a SM il suo momento e la sua prima esperienza lontano da casa

- Sei tornato dopo l’infortunio in un finale emozionante. Come stai fisicamente e cosa pensi della volata play off?
“Sto bene e sono attualmente al 100% della mia forma. Siamo molto felici di aver conquistato i playoffs a coronamento di una grande annata dai primi giorni di lavoro in gruppo”.

- Cosa ti è mancato di più in questi mesi? Immaginiamo che in generale stare fuori non sia mai facile…
“Non è mai facile rimanere al di fuori e non poter dare il proprio contributo. Ho seguito le partite e dato consigli fuori dal campo ai miei compagni che hanno continuato a giocare bene con energia e intensità”.

- A settembre, sei stato uno dei quattro arrivati direttamente dal college Usa al campionato italiano. E’ stato difficile fare questo salto verso l’Europa?
“La pallacanestro è sempre pallacanestro però ovviamente ci sono caratteristiche differenti in base al paese. Il basket europeo è competitivo e ogni partita è estremamente equilibrata”.

- Tre stagioni a Missouri, poi un anno a grandi cifre e grandi livelli a Buffalo, fino al secondo turno della March Madness, battendo Arizona di Deandre Ayton. Raccontaci queste esperienze
“Sicuramente grandi esperienze ed emozioni che porterò sempre dentro di me”

- Hai seguito il torneo Ncaa quest’anno? Chi pensi possa avere un futuro in Nba?
“Non sono riuscito a seguirlo con costanza visto il fuso orario qui in Italia e la difficoltà di poter seguire live le partite. Non lo scopro di certo io ma Zion (Williamson, ndr) è sicuramente un giocatore fatto e finito che può giocarsi le sue chances ad alto livello NBA”.

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- Cosa conoscevi dell’Europa e del campionato italiano in particolare?
“Ad essere onesti non molto essendo un mondo non così vicino. L’impatto dal vivo in prima persona è differente”.

- Sul cibo come siamo messi? In Europa, e a Brindisi in particolare, si mangia in maniera differente rispetto alle tue parti.
“Il cibo effettivamente è buono essendo di cucina italiana ma non ho un piatto preferito rispetto agli altri”.

- Coach Vitucci a ottobre disse di aver puntato molto su di te. La società ha voluto tenerti e farti riprendere con calma dall’infortunio. Come immagini il tuo finale di stagione?
“Lo immagino al meglio dal punto di vista personale e collettivo. Cerchiamo di chiudere al meglio e di giocarci le nostre chances ai playoffs”.

- Dopo aver affrontato tutte le squadre, sia all’andata che al ritorno, che pensi del campionato italiano e quale/quali squadra/e ti hanno maggiormente impressionato?
“Molto competitivo in cui abbiamo detto la nostra in ogni partita sia in casa che in trasferta. Tutte le squadre sono competitive e ogni domenica bisogna dare il 100% per vincere”.

- Hai dichiarato che la “Rupp Arena”, dove gioca Kentucky, è il palas più “caldo” dove hai giocato. Il nostro Pala Pentassuglia, nel suo piccolo, è molto appassionato e caloroso.
“I tifosi sono il nostro sesto uomo ed è una bella emozione giocare in casa con la spinta del nostro pubblico. Un palazzetto piccolo ma molto rumoroso e partecipe”.

Marino Petrelli 

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