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A1/femm, Napoli scompare. Storia di un grande bluff

foto Dike NapoliIl campionato di serie A1 ha perso la Dike Basket Napoli la formazione campana, infatti, dopo un mercato estivo altisonante ha deciso di ritirarsi dal campionato per uno dei più clamorosi bluff degli ultimi anni. La Dike Basket Napoli è passata dalla corsa al titolo, alla corsa per portare le carte in federazione e chiudere i battenti, una situazione che si stava trascinando da anni e che non poteva che avere una sola ed unica conclusione, ossia, quella che ha mandato in subbuglio il basket femminile e lasciato senza squadra e senza soldi giocatrici e staff tecnico. E’ la conseguenza del fallimento tutti svincolati e alla ricerca di una squadra che possa dare ossigeno economico a queste ragazze. La nostra Tagliamento ha trovato squadra in Spagna a Lugo, la capitana Pastore si è trasferita a San Martino di Lupari, Nene Diene è tornata per la terza volta a Lucca, l’eterna Chicca Macchi è andata a rafforzare la Reyer Venezia.

Preso atto della rinuncia della Dike, la Federazione ha quindi "annullato tutte le partite sin qui disputate come previsto dal citato articolo 17 comma 3 R.E. Gare, ha inflitto un’ammenda di 16 mila euro, pari a otto volte quella prevista per la prima rinuncia dal Comunicato Ufficiale Contributi come previsto dall’art.54 comma 2 R.G.; ha inflitto altresì al Presidente pro tempore sig. D’Angelo Filomena il provvedimento di inibizione per mesi 3 fino al 28 aprile 2019 così come previsto dall’art.44 R.G"

Formula saltata – La rinuncia della Dike fa saltare il conto anche della formula play off che come era stata strutturata adesso non è più attuabile. La palla passa alla Federazione che deve ratificare la nuova formula, ma nell’immediato c’è la questione coppa Italia alla quale le partenopee si erano qualificate. Da regolamento, tutte le squadre che hanno battuto Napoli perdono i due punti conquistati, ovvero Venezia, Schio, Geas, Lucca e Ragusa con una classifica finale del girone di andata che cambia di poco e che vede l’ingresso nelle otto partecipati alla Coppa Italia del Geas.

Un pizzico di colpa e ripatiamo – In una vicenda come questa che fa del male a tutti gli appassionati di questo mondo e che toglie a Napoli e a Ponticelli una valvola di sfogo settimanale dove non è soltanto il gioco del basket il punto principale, ma un luogo sicuro per i ragazzi del mini basket, un mondo totalizzante, quello che è stato strappato alla città. In tutto questo sarebbe auspicabile che tutti si prendessero una piccola o grande parte di responsabilità. Chi ha portato avanti questa scellerata gestione fatta di sotterfugi e di cose poco chiare, chi doveva controllare la situazione e magari ha chiuso un occhio sul passato, magari in buona fede, per cercare di far rinascere a Napoli qualcosa di bello. E chi come noi scrive e parla di basket rosa che abbiamo dato credito e risalto con la speranza che non potesse accadere l’irreparabile. Voltiamo le spalle a questa vicenda, guardiamo avanti ed evitiamo in futuro di dare nuova “verginità” a gente che fa del nostro movimento uno specchio per la propria megalomania.

Giuseppe Errico

FOTO: Bruno Fontanarossa

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