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Nba sempre più global. Dopo Londra, una partita a Parigi?

nba londonNew York Knicks contro Washington Wizards alla O2 Arena di Londra (capienza ufficiale di 20 mila spettatori) è stata la nona partita europea della lega americana, che ha attirato migliaia di fan da tutta Europa nella metropoli per assistere allo spettacolo più bello del mondo. La gara, vinta 101 a 100 da Beal e compagni grazie ad un canestro allo scadere di Thomas Bryant su stoppata irregolare di Trier (nella foto AFP, il fotogramma dell'azione, ndr), ha assunto atmosfere e caratteristiche tipiche a stelle e strisce, compreso il finale punto a punto.

E' stata la quinta sconfitta consecutiva per una sempre più deludente NY in un match che ha visto un'intensità crescente grazie soprattutto all'apporto del go-to-guy Beal con 26 punti e Otto Porter in doppia doppia per la soddisfazione di coach Scott Brooks nonostante i diversi problemi al tiro dalla lunga distanza e l'ormai assimilata assenza della star Wall per operazione.

La partita di Londra è un altro passo verso un Nba sempre più internazionale. Dopo l'apertura di un nuovissimo NBA Store in una città come Milano, le dichiarazioni riguardo l'importanza di occasioni come questa fatte dal commissioner Adam Silver durante la “trasferta” stanno dando sempre più speranza per un futuro più globale della lega: rumors vogliono una partita a Parigi prossimamente, ma ancora niente è stato confermato dagli addetti ai lavori. Eppure sono già stati molti gli esperimenti fatti dalla Lega statunitense nell'ambito: visite nei paesi asiatici, Messico e qualche anno fa persino l'Italia. Infatti per ben tre volte, in alcuni tour, recentemente abbiamo potuto ammirare i giganti d'oltreoceano sul parquet del Forum contro l'Olimpia Milano; prima proprio i Knicks di Stoudemire e Gallo nel 2010, poi i Celtics di Garnett, Rondo e Pierce.

ITALIA, CINA E INDIA, QUALE FUTURO? - La speranza di ottenere nuovamente queste gare nella nostra penisola però si è affievolita con il passare del tempo, complici probabilmente la mancanza di appetibilità dell'economia del nostro basket e strutture poco capienti, che hanno spinto ai margini la visibilità per grandi eventi sportivi. La voglia di chi dirige la lega americana di coinvolgere i fan di tutto il mondo in maniera attiva è tanta e lo dimostrano soprattutto le mosse di marketing e le iniziative sui social network, simbolo che si punta fortemente ad espandere in tutti i paesi passo dopo passo l'universo NBA in modo completo. I più sognatori vedono una lega con franchige anche in grandi città in giro per il mondo fra qualche decennio, progetto ambizioso già nei piani di Silver & Co. 

"Forse è arrivato il momento di riconsiderare completamente la struttura con cui è costruita la nostra regular season, in modo da poter favorire anche più viaggi di diverse franchigie all’estero e magari addirittura la possibilità di organizzare un torneo in Europa, uno in Asia o in America Latina e in altre parti del mondo - ha dichiarato lo stesso Silver -. Abbiamo sempre più giocatori internazionali protagonisti, il gioco è sempre più globale e la tecnologia cambia in continuazione: è venuto il momento di guardare in modo diverso alla nostra stagione regolare”.

Intanto, Nets e Lakers si sfideranno ai China Games a settembre, antipasto della nuova stagione regolare 2019/20, poi lo sbarco in India con alcune amichevoli che vedranno protagonisti i Sacramento Kings, il cui proprietario è l'indiano Vivek Ranadivè. Ma in questi paesi non si andrà oltre ad una o due amichevoli pre stagionali perchè "il viaggio in Europa è più breve, mentre in Cina o India avremmo bisogno di più giorni anche per garantire tutte le apparizioni necessarie ai singoli giocatori e alle squadre", ha dichiarato Silver. Attendiamo trepidanti, intanto godiamoci la stagione che entra nel vivo e l'imminente All Star Game di Charlotte. Dopo Lebron il più votato è stato un greco, Giannis Antetokoumpo, mentre lo sloveno Doncic, nononstante gli oltre 4 milioni di voti da parte dei tifosi, dovrà sperare in una chiamata come riserva. In ogni caso, anche nelle preferenze, l'Nba è sempre più un affare "global". 

Andrea Conte

PH: AFP

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