Nba, le magnifiche quattro. Al via le finali di Conference

Ne rimangono solo quattro, in Nba si parte con le finali di Conference. Di fronte, a ovest Houston Rockets e Golden State Warriors, le due migliori per record, e a est i sorprendenti Celtics contro i soliti”Cleveland Cavaliers. Houston e Boston hanno il fattore campo a favore grazie al miglior record ottenuto nella regular season, perciò giocheranno in casa le prime due partite della serie, l’eventuale quinta e l’eventuale settima gara, secondo lo schema 2-2-1-1-1. Si comincia questa sera al TD Garden alle ore 21.30 ora italiana con gara 1 tra Celtics e Cavs, ma sarà l’unica a questo orario. Il resto delle partite, infatti, si giocherà a orari compresi tra le 2 e le 3 del mattino, alternando le partite da una conference all’altra. Prepariamoci quindi a tante nottate, nel frattempo le finali ve le presentiamo in questo modo

Est: Boston vs Cleveland

Dodici mesi fa fini 4-1 per i Cavs, poi diventarono le protagoniste dello scambio più intrigante dell’estate, quello che ha visto Kyrie Irving, assente in finale, stabilirsi in Massachusetts in cambio di Jae Crowder, Isaiah Thomas e una preziosissima scelta al futuro draft. Boston, testa di serie numero 2, si è rifiutata di capitolare agli infortuni, e dopo aver avuto ragione di Giannis Antetokounmpo con la sua Milwaukee, ha disposto senza troppi patemi dei Sixers. Cleveland (numero 4) sarà avversario ben più forte: dovesse uscirne trionfante, sarebbe l’ottava finale Nba consecutiva per il trentatreenne LeBron, e la quarta per i Cavs. Che, giova ricordare, si presenta con 34.3 punti, 9 assist e 9.4 rimbalzi di media nei play off, tirando con il 55 per cento dal campo. Senza dimenticare i 45 punti nella decisiva gara 7 contro i Pacers

Boston non han un ideale “defensive-stopper” da opporre a Lebron, ma allo stesso tempo, sono un gruppo privo di conclamati punti deboli nella propria metà campo. Se riusciranno a restare coi tiratori, e se la staffetta su James ne limiterà i punti in verniciato, la trama potrebbe infittirsi, e magari riservare un finale a sorpresa. Se invece LBJ riuscirà a dettar legge, imponendo il raddoppio, sarà Cleveland a comandare le operazioni.

Jaylen Brown, Jayson Tatum e Terry Rozier saranno i tre alfieri bianco-verdi a fungere da terminali offensivi, e se LeBron sta giocando divinamente nel quarto periodo, Rozier e Horford lo tallonano nella speciale classifica per punti “clutch”, senza dimenticare la classe e la calma glaciale di Tatum, capace di segnare 18.8 punti di media nei po col 45.9 per cento dal campo. Curiosamente, è un lontano cugino di Tyron Lue, allenatore dei Cavs. Altri confronti chiave potrebbero essere Horford vs Love, il primo è 1-16 contro Lebron, il secondo è reduce da 25 punti di media e il 54 per cento dal campo nelle ultime tre partite, e Rozier, che viaggia a 18.2 punti e 5.8 assist di media, contro il navigato George Hill.

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Le curiosità

 - Boston non va in finale Nba dal 2010, quando per riuscirci superò proprio i Cavs al secondo turno di playoff, determinando la fine del primo passaggio di LeBron James a Cleveland. James potrebbe diventare il sesto giocatore della storia a giocare almeno in otto finali consecutive. Gli altri, Bill Russell (10), Tom Heinsohn (9), Sam Jones (9), K.C. Jones (8) e Frank Ramsey (8), fanno tutti parte dei mitici Boston Celtics degli anni ’50 e ’60

 - James non ha mai perso al primo turno di playoff in carriera ed ha vinto almeno due serie per otto anni consecutivi, pareggiando quanto fatto da Jabbar, Magic e Cooper negli anni ’80 e da Russell e gli altri Celtics tra il 1959 e il 1966

 - Anche coach Tyronn Lue ha cominciato la sua carriera in panchina a Boston, facendo da assistente a Doc Rivers dal 2009 al 2013. Sulla panchina di Cleveland siedono anche James Posey, campione Nba con i Celtics dieci anni fa, e Mike Longabardi, anche lui assistente per quella squadra da titolo

 Ovest: Houston vs Golden State

Molti se lo aspettavano, le due squadre migliori ad ovest che finalmente si incontrano e si sfidano al meglio delle 7 partite. Da una parte i Golden State Warriors ovvero coach Kerr, Steph Curry, Kevin Durant, Klay Thompson e Draymond Green, dall’altra gli Houston Rockets di coach D’Antoni, Chris Paul, James Harden e Clint Capela. Due squadre che utilizzano parecchio il tiro da tre punti (Warriors e Rockets primi e secondi nella lega per efficienza offensiva durante questa stagione con 112.3 contro 112.2 punti per 100 possessi) ma in modo diverso: i primi sfruttano maggiormente le uscite dai blocchi mentre i secondi si affidano a isolamenti o al penetra e scarica. Kerr si dice non preoccupato della fame di vittoria degli avversari visti gli anelli vinti dal suo team nel passato recente, nonostante i tifosi texani siano convinti di avere una lineup costruita in modo da essere anti-Warriors.

Probabilmente la chiave di vittoria dei Rockets starà nel sfruttare il talento del centro Capela, che sarà marcato da atleti di spessore inferiore, e impostare una difesa che riesca a limitare il più possibile le fiammate dei campioni in carica perché indubbiamente la tattica di segnare un punto in più degli avversari ha portato Houston ai vertici della conference ma non può essere efficace contro un super-team del genere. Il livello dei giocatori è di certo superiore in questa “semifinale” ed infatti, secondo gli esperti, i vincitori del titolo di Ovest avranno buone possibilità di vincere l’anello di quest’anno, ma la variabile LeBron James è un fattore da non sottovalutare mai soprattutto in questa sua stagione da record. Palla a due di gara 1 martedì 15 maggio alle 3 ora italiana, lo spettacolo continua!

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 Le curiosità

 - È la terza volta negli ultimi quattro anni che Houston e Golden State si incontrano ai playoff. Nei due precedenti hanno sempre vinto gli Warriors in cinque partite: nel 2015 sconfiggendo i Rockets nelle finali di Conference, nel 2016 al primo turno dei playoff.

 - Nelle tre partite di questa stagione il punteggio complessivo è stato 353-352 in favore di Golden State

 - Mike D’Antoni e Steve Kerr hanno vinto gli ultimi due premi di allenatore dell’anno. I due hanno condiviso un’esperienza comune a Phoenix nel 2007-08, dove il primo ha allenato il secondo è stato GM

 - Golden State è alla caccia della quarta finale Nba consecutiva: solo Boston (due volte), Los Angeles Lakers e Miami ci sono riuscite nella storia. Cleveland potrebbe aggiungersi a questo gruppo superando i Celtics nella finale della Eastern Conference

 - Houston non va in finale dal 1995, quando vinse il secondo dei suoi due titoli consecutivi

 - James Harden e Steph Curry sono stati scelto allo stesso Draft, quello del 2009: il primo con la scelta numero 3 da Oklahoma City, il secondo alla 7

 

Andrea Conte e Marino Petrelli

ph: Nba e goatsportstalk.com

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