Esclusiva SM, Iannuzzi: "Brindisi proposta allettante"

Voglia di salvezza con la Happy Casa il prima possibile. Con gli allenatori ha un rapporto di odio amore, ma li ringrazia tutti per la sua crescita professionale. L’emozione dell’esordio in Serie A a Capo d’Orlando e tanto altro. Antonio Iannuzzi si racconta a Supporter’s Magazine

- Sei a Brindisi da poco tempo. Una trattativa veloce, come hai deciso di venire alla Happy Casa?
“Avevo bisogno di cambiare aria e di trovare una squadra che mi desse nuovi stimoli e spazio. Ho notato da subito la ferrea volontà dei dirigenti e di coach Vitucci di volermi a Brindisi e la proposta è stata allettante. Era la scelta più giusta che potessi fare”.

- Sei un giocatore che ha giocato prevalentemente nel centro sud, e sei nato al sud. Forse nel Mezzogiorno ti trovi meglio anche per tua indole?
“Sicuramente nella mia carriera ho disputato più stagioni al sud dove mi sono trovato sempre molto bene. Mi ritengo tuttavia un ragazzo che si sa adattare a varie situazioni e non ho mai scelto una destinazione in base all’aspetto geografico di una località”.

- Brindisi è sulla via per la salvezza, un traguardo che si è complicato nelle ultime settimane, ma che sembra essere alla portata.
“Beh è innegabile che ci siamo complicati la vita con le ultime due sconfitte interne dove avevamo grandi possibilità ma che per vari e tanti motivi non siamo riusciti a sfruttare. Abbiamo ancora chances per chiudere anzitempo la pratica salvezza e speriamo di farlo il prima possibile”.

- Cosa hai percepito della “piazza” di Brindisi, un posto dove il basket è vissuto intensamente?
“Mi trovo molto bene, è un posto dove si vive alla grande con un bel clima e una grande passione per il basket. In questi mesi ho scoperto una bella località di cui mi avevano parlato tutti bene e che ora posso confermarlo pienamente”.

- In carriera, la tua partita più bella e quella più emozionante?
“Probabilmente l’esordio in Lega A a Capo d’Orlando l’anno scorso contro Milano. Un mix di emozioni e sensazioni uniche nel debuttare in serie A proprio contro le scarpette rosse, cosa non da tutti. Poi è d’obbligo menzionare la serie playoff disputata sempre contro l’Olimpia. Al primo anno a Capo un traguardo incredibile che nessuno si sarebbe mai aspettato”.

- Quale è l’allenatore più importante che hai avuto o quello che ti ha permesso di fare il salto di qualità?
“Ho avuto la fortuna di avere allenatori che mi hanno sempre dato una grande mano a migliorarmi e crescere passo dopo passo. Ho avuto quasi sempre un rapporto di odio-amore ma mi hanno permesso di salire di livello e giocare in serie a. Dal primo all’ultimo, coach Di Carlo, che mi ha dato tanta fiducia e convinzione nei miei mezzi”.

- A proposito di allenatori, Agostino Origlio, nostro grande amico, ci suggerisce di ricordarti la stagione a Ferentino. Ci ricordi quel gruppo e quella promozione?
“Lo ricordo con grandissimo piacere e con Agostino ci sentiamo tutt’ora per scambiare impressioni e darci un in bocca al lupo nelle rispettive prestazioni. A Ferentino è stato un anno incredibile dove partita dopo partita ci siamo resi conto di essere una squadra temibile e veramente dura da battere per le altre. Abbiamo coronato la stagione con una storica promozione frutto di un gruppo unito e compatto. Agostino è prima di tutto una grande persona e poi un bravissimo allenatore che mi ha aiutato parecchio nel dare il meglio di me dentro e fuori dal campo”.

- Viviamo un periodo di grandi instabilità governative. Che rapporto hai con la politica e come vedi il tuo futuro come cittadino nel nostro paese e dal punto di vista professionale?
“Non ho un grandissimo rapporto. Preferisco concentrarmi su altri aspetti e sul lavoro quotidiano”.

- Descriviti fuori dal campo. Hobbies, musica ascoltata, piatto preferito
“Sono un ragazzo abbastanza tranquillo e riservato che dedica il proprio tempo libero alla mia ragazza e al cane che mi seguono e supportando ovunque durante tutto l’anno in giro per l’Italia. Non ho un piatto preferito perché preferisco assaggiare un po’ di tutto e provare i piatti tipici del posto in cui vivo. Ascolto musica a 360° da quella italiana all’americana mi piace variare a seconda dei momenti”.

- Milano e Venezia si contenderanno lo scudetto o prevedi qualche sorpresa?
“Sono le due squadre da battere per poter ambire allo scudetto. Milano non ha bisogno di presentazioni e per roster e qualità dei giocatori ha diversi top player che in Italia possono fare la differenza. Venezia dal suo canto ha nel gruppo e nello zoccolo duro la sua vera forza, ha cambiato poco e questo può fare la differenza in ottica post season. Bisogna poi sempre stare attenti a Trento che, come dimostrato l’anno scorso, può essere la mina vagante in serie dure e toste come i playoffs”.

- Chiudiamo sempre con un saluto ai nostri tifosi. Chiamali a raccolta per la salvezza
“Grazie per l’accoglienza e il caloroso supporto quotidiano. Non vediamo l’ora di poter vincere e festeggiare assieme questa meritata salvezza. Contro Reggio vi aspettiamo in tantissimi!”.

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Marino Petrelli

ph: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)

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