"Facce da bronzo", ecco chi conosce bene le ragazze

facebook_1751356970797_7345723548045438815Rientrata da Atene, dove ho seguito la Nazionale come giornalista inviata. Non è stata la mia prima volta, grazie alla collaborazione con Basket Rosa ho avuto svariate opportunità di raccontare le gesta della pallacanestro femminile italiana, specialmente le giovanili che negli ultimi 18 anni hanno dato soddisfazioni con 16 medaglie o giù di lì, ormai ho perso il conto, quindi per me, a differenza di molti, queste “facce di Bronzo” le conosco bene, alcune dal minibasket, altre dal Trofeo delle Regioni.

Non scrivo mai le sensazioni o i commenti alle gare, non faccio pagelle, perchè so' che tante cose non si possono dire e di conceguenza noi non le sappiamo e andrei a prendere granchi spesso e quindi mi limito alla cronaca di gara. Le emozioni ci sono e sono sempre tante, ma bisogna mantenere un aplomb in tribuna stampa e quindi calma e si parte.

Le partite sono una più in crescendo dell’altra con le azzurre che si compattano e suonano una sinfonia meravigliosa che emoziona e ci fa sognare, si sognamo anche dietro al pc, ma soffriamo anche, talvolta faticosamente riesco a gestirlo, ma ci provo sempre! Arrivano tre vittorie una dopo l’altra che ci accomunano sempre di più a quel 1995, dove tutti sappiamo cosa è successo, ma non si dice, si sogna forte si però. Torno a tarda notte da Bologna e i pensieri sono tanti. 

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Non gestisco benissimo la pressione quindi spesso mi vedete a debita distanza, non amo far domande nei momenti clou, so bene avendo lavorato in un club e a stretto contatto con le giovanili, che talvolta sono solo fonte di preoccupazione sul cosa rispondere, imbarazzo che tolgo volentieri a me e alle atlete. Si vola ad Atene, all'arrivo il caldo è infernale e giochiamo contro il Belgio, dopo aver battuto la Turchia ai quarti e conquistato un posto per il pre mondiale. 

Ebbene si, primo obiettivo centrato entrando nelle prime quattro, qui l’emozione è tanta e leggo nelle loro facce che sono in missione ed è fatica da spiegare a parole, ma l’energia e le facce le conosco bene, talvolta non serve neanche che io chieda, conosco bene il loro linguaggio del corpo, gli sguardi, le espressione, le stesse che talvolta mi fanno imprecare dalla seggiola, ma adesso sono quelle giuste

Impianto di gara il Teatro della Pace e Amicizia, ovvero la casa dell'Olimpiacos, inenarrabile l’impiantistica sportiva fuori dalla penisola italica, ci salviamo solo sul catering, per il resto, ufficio per i media con ogni confort, condizionato, parcheggio a livello, schermi costantemente sintonizzati sul campo, armadietti di sicurezza personali. Insomma per i nostri standard un sogno, ma andiamo al sodo, ci sono le campionesse in carica del Belgio, superarle vorrebbe dire medaglia sicura. Gara da brividi, difficile da raccontare senza cadere nel ripetitivo ma come risalire cosi, cambiando l’inerzia un parziale di 17-0 mai visto in una competizione di questo livello eppure l’Italia lo fa e io lo racconto volentieri, meno il finale ma dobbiamo passare da qui e in questo sono fatalista, se deve succedere succede, e dopo una rimonta da inserire negli annali d’Italia un finale rocambolesco ci condanna alla finalina 3°/4°posto. C’è ancora una medaglia da prendere e le azzurre lo dichiarano serenamente , "il lavoro non è finito vogliamo la medaglia”. Lacrime e brividi se loro sono cosi convinte, si fà. 

Sono ragazze straordinarie anche fuori dal campo e so che se loro lo dicono lo fanno, ricordo ancora lucidamente la scalata dell’Under 20 a prendersi l’oro, queste sono cose che hai dentro, esternarle un pò esorcizza e un pò aiuta a me non resta che credergli e dare la forza che si può. Leggo le loro facce e vedo che lo faranno, io non vedo l’ora di celebrarle, ma c’è un piccolo scoglio la Francia vice campione olimpico. Sulla Francia ho ricordi bellissimi in Under 20, ci batte in girone di 30 punti, agli incroci la affrontammo nuovamente e vincemmo, ma queste sono senior e sulla carta è ingiocabile. Ma ingiocabile per chi? non per questa Italia che dopo esperienze senior rocambolesche e amare, vogliono il riscatto ed eccolo arriva pronto, con una gara difensiva che non si vedeva da decenni con un identità e una grinta che avrebbero steso chiunque. E' medaglia di bronzo, lacrime e abbracci, raccontare le loro imprese, per me è sempre un orgoglio, le ho viste crescere e direi che son cresciute bene, poi, il cammino delle giovanili iniziò dal bronzo, sia mai ci sia da ripeterlo?

Medaglia di bronzo che mi auguro sia quella giusta per la ripartenza, lo scrissi anche sei anni fa dopo gli ori giovanili che si doveva ripartire con un progetto pluriennale e programmazione dalla base, ora lo ridico più disillusa ma non ancora rassegnata, tutto quello che si è mosso in questi gironi mi auguro generi l’onda giusta quando calerà quella dell’entusiasmo, quella della programmazione pluriennale e del rilancio della pallacanestro femminile italiana dalle basi.

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Silvia Zanetti - Basket Rosa

credits photo: Fiba Eurobasket

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