JuveCaserta bocciata anche dal Consiglio di Stato

TIFOSI-AL-PALAMGGIOAnche il Consiglio di Stato ha respinto "il ricorso in appello promosso dalla Juve Caserta srl avverso l'ordinanza del Tar dello scorso 4 ottobre che aveva rigettato l'istanza cautelare". Nessun clamoroso colpo di scena dunque come qualcuno aveva ventilato nei gorni scorsi. Come detto, Il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso della Juve Caserta che dunque era stata ufficialmente estromessa da tutti campionati. I giudici del tribunale amministrativo scrivono nella sentenza (leggi qui l'intero dispositivo): "Al sommario esame proprio della presente fase, non paiono sussistenti i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare; rilevato, infatti, che i provvedimenti impugnati si fondano sul difetto di tre delle condizioni per l’ammissione al Campionato, ovvero del rapporto ricavi/indebitamento/patrimonio netto con quoziente superiore a 1,8 al 31.3.2017 e indebitamento complessivo non superiore al 10% di quello esposto al 30.6.2016, dell’adempimento delle obbligazioni nei confronti dei tesserati e del Fondo Accantonamento fine carriera, e dell’adempimento delle obbligazioni nei confronti dell’erario e degli enti previdenziali"

Aggiungono che: "Ritenuto che, anche tenuto conto della documentazione prodotta a comprova del rispetto delle citate condizioni nel termine perentorio del 10.7.2017, permangono attuali i rilievi formulati dalla Fip in ordine alla situazione di indebitamento al 31.3.2017 e all’adempimento degli obblighi nei confronti dei tesserati, essendo pacifico che le dichiarazioni di rinuncia ai finanziamenti infruttiferi da parte di alcuni soci sono state prodotte solo in data 14 luglio 2017 e, pertanto, oltre il termine citato per le eventuali integrazioni;
che le spese della presente fase seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo

Per quanto menzionato, "Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), respinge l’istanza cautelare; condanna la ricorrente alla rifusione in favore delle parti resistenti delle spese della presente fase, che si liquidano in complessivi euro 500,00 oltre accessori di legge per ciascuna di dette parti".

LE TAPPE DELLA VICENDA - Dal 26 luglio la Juve Caserta non era più una squadra di Serie A di basket, a diciannove anni dalla mancata iscrizione in Serie A2 e successivo fallimento. E’ la fine di un “romanzo popolare” che si trascina da anni. Da quando cioè, almeno tre stagioni fa, il patron Iavazzi aveva lanciato il grido di allarme chiedendo aiuto a imprenditori e politici locali. A giugno 2016 sembrava che una soluzione si fosse trovata. Il fondo britannico Fortune, di un non meglio identificato gruppo di imprenditori, si era fatto avanti per rilevare il 62 per cento delle quote societarie, per poi dileguarsi dopo qualche settimana senza dare più notizie. A gennaio, Iavazzi, pur ricapitalizzando e mettendo linfa nuova nelle casse societarie, aveva riaperto lo scenario. “Arrivo a fine stagione, poi senza aiuti lascio nelle mani del sindaco”, aveva tuonato.

Aiuto che sembrava si fosse concretizzato con il sostegno dell’avvocato Vigorito, presidente del Benevento Calcio, che si era reso disponibile per una sostanziosa sponsorizzazione. Una stretta di mano la sera della promozione del club calcistico in Serie A e l’annuncio pochi giorni dopo dell’arrivo di Piero Bucchi come capo allenatore, della riconferma dello staff tecnico, del rinnovo di Marco Giuri, poi passato alla New Basket Brindisi, e addirittura l’ingaggio di Ryan Arcidiacono, miglior giocatore Ncaa del 2016 e nel giro della nazionale italiana.

Invece, tutto stava remando conto Caserta e la decisione era stata presa nelle stanze dei bottoni della Federazione. Possibile, si chiedono in molti, che Iavazzi non sapesse? Nel comunicato della Federbasket si legge testualmente:"Sentito il parere negativo della Com.Te.C (l’organismo della Fip che ha autorità e competenza di controlli in materia economica-finanziaria, ndr), il Consiglio federale ha deliberato di non ammettere la Juve Basket Caserta al campionato di Serie A 2017-18. Il provvedimento è motivato dal fatto che la società non ha ottemperato al ripianamento del parametro ricavi /indebitamento/ patrimonio netto al 31 marzo 2017 e non ha dimostrato di aver adempiuto ad ogni obbligazione nei confronti dei propri tesserati compresi i lodi Fiba".

Opportuno fare un passo indietro. Il 10 maggio 2017 nel Consiglio federale, la Fip ha emesso la “delibera 346” in base alla quale si fa riferimento al parere negativo della Com.Te.C. perché la Juvecaserta non avrebbe rispettato le condizioni previste dai punti 1 e 3 di tale delibera. Al punto 1 si parla di “avere al 31 marzo 2017 un rapporto ricavi/indebitamento/patrimonio netto con quoziente non inferiore a 1,8. – con un indebitamento complessivo riferito sempre alla medesima data non superiore del 10% rispetto a quello esposto alla data del 30 giugno 2016”. I ben informati dicono che il rapporto della società casertana sia inferiore di 200 mila euro in negativo, dunque non all’interno dei parametri richiesti

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Il punto 3 è invece quello che fa riferimento ad “aver adempiuto fino al 30 aprile 2017 ad ogni obbligazione nei confronti dei propri tesserati e nei confronti del Fondo accantonamento fine carriera, ivi compresi gli eventuali lodi esecutivi emessi dal Collegio permanente conciliazione ed Arbitrato attivo presso la Lega professionistica nonché quelli emessi dalla FIBA – B.A.T”. Ovvero il lodo intentato da Bobby Jones e altri tre che sono venuti fuori nel corso dei mesi. E poi c’è la situazione che tutti ricordano, di Edgar Sosa che andò via dalla Juve strillando a gran voce che la società non pagava. Cose gravissime, insomma, per le quali la società casertana ha sempre di avere responsabilità ma anche il Tar ha dato parere negativo. L’esclusione dalla A non significa la cessazione dell’attività cestistica da parte del club bianconero, che resta affiliato alla Federazione e che da regolamento dovrebbe ripartire dal primo campionato a libera partecipazione che in Campania è la Promozione. Solo in caso di richiesta della Juve agli organi FIP è possibile l’inserimento in campionati superiori, ma i termini sono ampiamente scaduti. Anche ripartire dalla serie D al momento non sembra fattibile, patron Iavazzi non avrebbe presentato nessuna domanda cautelativa almeno per quel campionato nei tempi previsti.

Marino Petrelli

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