Esclusiva SM, De Raffaele: "Premiato il nostro progetto"

Trento - VeneziaSono passati una ventina di giorni dalla storica vittoria dell scudetto della Reyer Venezia ma Walter De Raffaele sta già pensando al futuro. Lo raggiungiamo telefonicamente mentre si sta godendo qualche giorno di vacanza in Calabria, ma lui stesso chiarisce subito: "E' una vacanza per modo di dire, mentre parliamo sono al computer a visionare video e giocatori. Il successo è stato bellissimo ma noi vogliamo e dobbiamo farci trovare pronti per la nuova stagione. Stiamo cercando di confermare alcune pedine importanti per ripartire da un gruppo forte ".

Ammette però che "stare in riva al mare non è così brutto". Gli chediamo se ha realizzato di aver vinto lo scudetto, lui è il coach campione d'Italia. "Direi di sì, appena tornati a Venezia abbiamo avuto una bellissima accoglienza e la festa scudetto sul Canal Grande è stata molto partecipata, poi anche a Livorno, a casa mia, ho avuto tanti attestati di stima. Inutile dire che lo scudetto riempie di gioia, è un'emozione davvero unica". (leggi anche: Venezia campione, il film della finale scudetto)

E' stata una stagione intensa e piena di soddisfazioni. Forse la Coppa Italia è l'unico neo da cancellare. "Ci siamo presentati a Rimini in pessime condizioni, ci mancavano tre giocatori e abbiamo affrontato Brescia che in quel momento era forse all'apice della sua stagione e con tantissimo entusiasmo al seguito - spiega De Raffaele - La Final Four di Champions league è stata forse inaspettata, ma bellissima e ci ha dato la carica giusta per il finale di stagione. SIamo arrivati in fondo in due competizioni su tre, direi che possiamo essere soddisfatti anche se dobbiamo lavorare per migliorarci ancora".

Una stagione con alcuni momenti particolari che forse l'hanno cambiata, o indirizzata al meglio. "Come ho detto più volte, la semifinale contro Avellino, soprattutto la vittoria a casa loro, ha cambiato e spostato molto, ma direi che anche la vittoria a Brindisi all'ultima di andata, senza due giocatori, con l'Enel che si giocava l'accesso alla Coppa Italia e dopo essere stati sotto per buona parte della partita con il recupero e il sorpasso al supplementare ci ha dato molta convinzione - sottolinea l'allenatore livornese -. Vorrei citare anche il quarto di finale in Champions contro il Pinar, quella rimonta bellissima, ci ha caricato tantissimo. Non ultima la vittoria contro Milano in stagione regolare, era la decima vittoria consecutiva e trovarla contro quella che è la squadra più forte in Italia ha un sapore particolare".

 MILANO E LE ALTRE, IL GIUSTO EQUILIBRIO - Appunto Milano, la squadra più forte che non è arrivata nemmeno in finale. "Ci sono annate particolari, in questa Milano ha trovato avversari competitivi, ma resta secondo me la squadra da battere, farà ancora l'Eurolega e sta allestendo anche quest'anno un roster di notevole spessore - ci tiene a dire De Raffaele -. Noi ci siamo fatti trovare pronti, giocando di squadra, con i giocatori giusti nel gruppo giusto, ma anche in maniera un pò atipica senza giocatori fissi nei ruoli. Abbiamo vinto grazie alle nostre idee e al nostro sistema di gioco che non si è snaturato durante la stagione. Abbiamo anche la fortuna di avere alle spalle un club e una proprietà che sa programmare e ha una solidità societaria che ci fa stare tranquilli. Con Federico Casarin (presidente della Reyer, ndr) ci sentiamo ogni giorno anche in vacanza e questo rende forte il progetto. C'è equilibrio tra le varie componenti, molta coerenza e non ci viene chiesto di vincere subito. Poi è arrivato lo scudetto ed è stato bellissimo, non capita tutti i giorni e ce lo godiamo". 

Reyer società solida, anche ricca se si vuole, purtroppo al momento alcune squadre si trovano in difficoltà economiche, Brindisi compresa. "Non entro nel merito delle singole squadre, Brindisi è una città che mi piace e ha una società che da anni sta lavorando bene - conclude De Raffaele -. Certo è che in Italia c'è una moda, forse anche fastidiosa, del cavalcare il concetto della grande crisi, tutto va male allora non possiamo rialzarci. Non dovrebbe essere così, ci deve il modo di riprendersi e avere nuovi programmi. Il basket purtroppo ora paga un calo di interesse di alcuni grandi marchi e sponsor nell'investire, ma serve rilanciare questo sport e riaprire l'attenzione agli investitori. In questo senso la nazionale impegnata agli Europei potrebbe essere un traino mediatico molto utile per tutto il movimento, soprattutto se arriverà qualche risultato. Io sono fiducioso che questa nazionale farà bene". 

Marino Petrelli

ph: credits Ciamillo Castoria 

 

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