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Nuovi palasport, a Brindisi la svolta. Venezia rinvia

forum_assagoLa "scintilla" l'ha accesa Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, che pochi minuti dopo la vittoria del Lecce calcio sullo Spezia e il conseguimento della Serie A, ha scritto, in sintesi, sulla sua pagina Facebook: "Daremo a Lecce un impianto adeguato e a Brindisi un palasport degno di tal nome". Poi tutto è uscito allo scoperto con le dichiarazioni di Riccardo Rossi e Oreste Pinto, rispettivamente sindaco e assessore allo sport del Comune di Brindisi: il nuovo impianto si farà con l'intervento del Credito Sportivo, della Regione Puglia e dello stesso comune che metterà a disposizione i terreni. 

Argomento che abbiamo a cuore da anni e che speriamo abbia finalmente una soluzione positiva. Due anni fa, in occasione della Final Eight di Coppa Italia, chiedemmo in conferenza stampa a Egidio Bianchi, presidente di Lega Basket, quale futuro avrebbero avuto gli impianti in Italia anche alla luce della delibera della Federbasket sull'oblbigo dei 5 mila posti. "Sulla capienza dei palasport si sta ancora valutando, non è detto che la regola sarà attuata dal prossimo anno. In ogni vorremmo dotarci di impianti più moderni entro pochi anni". E così sarà e questa decisione raffredda il progetto della Reyer Venezia di realizzare il nuovo palasport. Per ora, nonostante ci fosse già un prgetto avviato, si andrà avanti con il veccio Taliercio a Mestre

Ne nacque una querelle tra Federbasket e Lega. Ai giorni nostri, lo stesso presidente Bianchi, in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, dice, tra le altre cose, che si resterà ai 3500 posti, ma con un progetto di restyling sostenuto dal Credito Sportivo. "Oggi 12 squadre giocano in palazzetti che sfiorano o superano i 5 mila posti, Pistoia, Brindisi, Cremona e Venezia sono le piazze più critiche con margini nulli di ampliamento - analizza Bianchi - Ora guarderemo di più alla qualità dell'impianto, cioè alla sua migliore fruibilità per gli spettatori in fatto di servizi, sicurezza e accoglienza. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro con l'Istituto di Credito Sportivo per avviare un programma di restyling e riqualificazione degli impianti". 

Il primo a rifarsi il look sarà la Vitifrigo Arena di Pesaro, anche in previsione di ospitare della Final Eight di Coppa Italia del prossimo febbraio 2020. Sono state sostituite 8.500 sedute sulle 10.300 totali. I lavori, partiti il 23 aprile per una prima fase, sono terminati due settimane dopo. Poi dal 20 al 28 maggio la seconda fase. Le sedute resteranno azzurre ma cambierà il materiale, più resistente e con una classe ignifuga a norma. Secondo il Resto del Carlino, dovrebbe esserci anche la sostituzione del tabellone con un cubo stile NBA, come già avvenuto al Pala Dozza qualche mese fa. 

ITALIA ED EUROPA, DUE MONDI OPPOSTI - In ogni caso, servono miglioramenti quanto prima, perchè la situazione è lontana dagli standard di sicurezza e di comfort. Al momento Milano, Virtus Bologna (che sta pensando ad un nuovo impianto tutto suo), Pesaro, Avellino, Varese, Trieste più la Fortitudo Bologna e la Virtus Roma, neo promosse in Serie A, sarebbero a norma se venisse approvata la regola dei 5 mila posti. Con Brescia, spostatasi al Pala Leonessa, e Torino che quest'anno gioca al Pala Vela, forse il miglior palasport italiano (e forse anche un pò grande per il campionato di bassa classifica che la Fiat ha disputato), il numero di società con impianti adeguati è salito. L'Auxilium, penalizzata di otto punti e retrocessa d'ufficio per inampienze amministrative, non giocherà più in Serie A, quindi l'immenso impianto torinese resterà presumibilmente chiuso per diverso tempo, a meno di clamorosi ribaltoni. In ogni caso, anche ripartendo dalla Legadue, Torino potrebbe tornare al Pala Ruffini, dove ha giocato fino alla passata stagione, che di posti ne fa tranquillamente 5 mila.

Reggio Emilia ha ampliato il Pala Bigi a 4700 posti, anche se restano delle criticità, Trento lo farà entro pochi mesi. Cantù, che intanto gioca a Desio in un impianto da oltre 6500 posti, attenderà la nuova situazione societaria per dare vita al progetto del "nuovo" Pianella. Il PalaSerradimigni di Sassari sfiora i 5 mila, potrebbe salire a 7 mila. 

Discorso diverso all'estero: con meno di 5 mila posti neanche ti fanno partire. La Spagna, per esempio, rispetto a noi ha arene da 10 mila posti ( e oltre) a Madrid, Malaga, Barcellona, Gran Canaria e Vitoria dove si disputerà la Final Four di Eurolega a metà maggio. Ma anche gli impianti della seconda serie spagnola, la nostra Legadue, sono tutti sopra i 5 mila. Anche in Germania, gli ultimi dieci anni hanno visto un balzo in avanti nella creazione di nuove strutture. Ci ricordiamo di Ulm, dove l'Enel Brindisi vinse una partita mozzafiato all'ultimo secondo in Eurochallenge, struttura da oltre 6500 posti dove è un piacere guardare una partita e vivere le pause tra ristoranti, negozi e intrattenimento organizzato dalla società. oppure la Mercedes Arena di Berlino, ma anche Bamberg o Monaco di Baviera. 

"Il futuro del basket italiano passa dai nuovi impianti, è il modo più diretto per patrimonializzare il club e aumentare le risorse. Il modello è la Bundesliga tedesca dove le società destinano il 5 per cento annuo del proprio fatturato ad un fondo per costruire un nuovo palazzetto o ampliare quello in essere - sottolinea Stefano Sardara, presidente del Banco Sardegna Sassari -. Non vedo il ritorno ai 3500 come un passo indietro, al contrario il passaggio ai 5 mila oggi in Italia è un’utopia anche se dovrà essere un passaggio obbligato per la sostenibilità di tutto il sistema"

leggi anche: Impianti e Serie A, cosa ne pensano Recalcati, Riva e Sardara

progetto palas brindisiBRINDISI, FORSE IL MOMENTO E' ARRIVATO - Veniamo ai fatti di casa nostra, si discute ormai da tempo della costruzione di un impianto polifunzionale, confortevole e in regola con le norme di sicurezza. E' una tasto dolente che forse, come detto sembra aver trovato una soluzione nelle ultime ore (nella foto il rendering del progetto di ristrutturazione, poi bocciato, ndr). "Abbiamo lavorato con la Regione ed il presidente Michele Emiliano, che ringrazio, per dotare la città di questo importante impianto - scrive su Facebook il sindaco Rossi -. Lo strumento costruito per il progetto prevede l'intervento dell'agenzia regionale Puglia Sviluppo e del credito sportivo che metteranno a disposizione della società che vorrà realizzarlo circa il 90% delle risorse necessarie; la metà a fondo perduto il resto con un mutuo. L'amministrazione comunale metterà a disposizione il terreno e realizzerà le necessarie opere di urbanizzazione. Andiamo avanti con l'obiettivo di aprire il nuovo palazzetto per la stagione 2020-21".

Aggiunge l'assessore Pinto: "L'amministrazione comunale metterà a disposizione il terreno e le opere di urbanizzazione. Per realizzare un palazzo nuovo, il contributo del comune sarà verosimilmente inferiore a 500 mila euro (tra l'altro finanziabili con mutuo ICS). Tanto per dare la misura è circa 1/8 della cifra che è riportata sul Piano opere pubbliche per il solo ammodernamento (messi a bilancio circa 4 milioni di euro, ndr) ed è circa il 4 per cento dell'esborso che fu programmato per realizzare il Pala Eventi (circa 12 milioni di euro)".

L'opera si farà, il costo sarà "intorno ai 10-12 milioni di euro" come ha dichiarato Fernando Marino, presidente della New Basket, intervista da Canale 85 e che ha accolto con grande ntusiasmo la notizia, intanto sarà Bari a ospitare la Supercoppa italiana il 21 e 22 settembre. Il comune di Brindisi si era smarcato mesi fa dicendo che "non ci sono soldi per una nuova struttura, a meno che non ntervengano i privati", poi nelle ultime settimane tutto è cambiato. Se sarà propaganda politica, tra un anno si vota per le regionali in Puglia, o realtà lo scopriremo a breve. Il tempo stringe, noi vigileremo

I nuovi soci della New Basket, Distante e Primiceri, potrebbero essere partner affidabili a cui affidare la costruzione della nuova struttura, anche spinti da un grande entusiasmo per i risultati della squadra come abbiamo visto di persona a Firenze. Il caro, vecchio, amato Pala Pentassuglia è piccolo e stretto, si lavora con grandi difficoltà e la sicurezza non è il massimo. Serve un miglioramento, prima lo si capisce meglio è per tutti. 

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Marino Petrelli

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