Glickman: "Per ora niente squadre di Dubai in Eurolega"

Zalgirio ArenaTiene banco il nuovo format della Eurolega nei prossimi anni. Sei anni fa, nel 2016-17, Eca ha tagliato il parco squadre di un terzo, scendendo da 24 a 16. Fu una sforbiciata dolorosa, ma necessaria per alzare la qualità generale del torneo al livello di assoluta eccellenza che vediamo oggi. Sono bastate una manciata di stagioni per riportare quel numero all’attuale 18. La strada è tracciata, ma almeno nell'immediato "non ci saranno squadre di Dubai in Eurolega". Il mercato da quelle parti è in forte espansione, c'è una arena pazzesca, ma non c'è ancora un campionato, una tradizione. E poi volare a Dubai comporta almeno sette ore e molte squadre non se lo possono permettere". Così Marshall Glickman, Ceo di Eurorega, in una intervista al giornale in lingua araba Walla

 Glickman ne aveva già parlato qualche settimana fa prima a The Crossover con Joe Arlauckas e poi ieri inuna lunga intervista a Donatas Urbonas di Basketnews: "Al momento abbiamo due organizzazioni parigine che stanno legittimamente chiedendo una licenza, la squadra già esistente e anche un altro gruppo, ma per ora preferisco non approfondire la questione. I “London Lions” vogliono partecipare alla competizione il prima possibile mentre l’As Monaco che si è qualificata vincendo l’Eurocup, ma grazie alla sua competitività è ancora in Eurolega, gioca in un’arena troppo piccola per gli standard. C'è la volontà di costruire un nuovo palazzetto, dimostrando la loro ambizione a diventare una squadra con licenza permanente. Inoltre le due squadre di Belgrado, ovvero Partizan e Stella Rossa, vogliono essere team di Eurolega"

"Ci sono poi Virtus Bologna e Valencia, la quale sta costruendo una bellissima e moderna arena, che desiderano avere una licenza pluriennale. È molto difficile puntare su un business nel quale un anno sei dentro e l’anno dopo al piano inferiore (Eurocup), ma dobbiamo essere una lega aperta in qualche modo, per questo il vincitore dell’Eurocup merita la promozione in Euroleague", aveva aggiunto il Ceo.

E aggiunge: "Confesso che l’espansione è inevitabile, più squadre significano più incontri, ma non si può cambiare la durata della stagione, soprattutto con un calendario così fitto dove anche la FIBA richiede due finestre e i campionati nazionali prevedono i playoff. Probabilmente, ad un certo punto saremo costretti ad istituire le conference, anche se il format vigente dove anche i grandi brand come Barcellona o Real Madrid visitano tutte le città partecipanti, è di nostro gradimento. Mi piacerebbe trovare una soluzione pratica con la FIBA e con ULEB, un calendario più bilanciato tra Euroleague e campionati nazionali, Abbiamo delle idee nel cassetto in merito, anche se prima di rapportarci con la FIBA dobbiamo restringere il numero delle proposte. Penso che a marzo saremmo pronti e vedremo quale sarà la loro reazione".

Ma, chiede Urbonas, come sarà l’Eurolega nel 2026, l’anno in cui scade il contratto di broadcasting? "Mi piacerebbe avere molti partner realmente interessati ad aiutarci a crescere a livello globale. Non sto parlando solo di pubblicità, ma di una relazione più forte che ci permetta di essere più presenti in tutte le nazioni. Gradirei vedere dei contenuti digitali più profondi e interessanti, punto ad arrivare ad una competizione a 24 squadre dalla quale cogliere l’opportunità di avere club a Londra, Parigi, Monaco, Belgrado, Bologna e Valencia - spiega Glickman -. Spero che potremo riaccogliere i “nostri amici di Mosca”, il CSKA è sempre stato un club importante e prego perché la situazione si risolva. Guardiamo ovviamente anche a Dubai che ha avanzato una forte candidatuira per lospitare l e prossime edizioni della Final Four e vorrebbe costruire una super squadra. Mi piacerebbe avere rapporti collaborativi con la FIBA per lavorare insieme e rendere il basket ancora più popolare. È una questione di massima priorità per noi e faremo in modo che tutti gli appassionati di pallacanestro del mondo si interessino all’Eurolega, non contro l’Nba ma come parte della stessa famiglia, per permettere a tutti di godersi campioni come Luka Doncić anche ad inizio carriera". 

guarda qui la video intervista completa al Ceo di Euroleague

2018- 2021: IMPENNATA DEL PUBBLICO TELEVISIVO - Una ricerca Nielsen Sports ha mostrato come I livelli di interesse per la Turkish Airlines EuroLeague in tutto il continente abbiano continuato a crescere nonostante la pandemia. In particolare, lo studio ha mostrato un aumento del 22 per cento della popolarità della competizione nei mercati di Eurolega negli ultimi tre anni, con dati particolarmente importanti in Francia (+60%), Israele (+47%), Germania (+44%) e Italia (+36 per cento). Questa impennata si riflette anche nell'impennata del pubblico televisivo in diretta, con un aumento dei dati di ascolto dell'871 per cento in Germania tra il 2018-19 e il 2020-21. Significativi incrementi anche in Italia (+371%), Israele (+227%), Spagna (+195%) e Francia (+85%), contribuendo a una crescita complessiva del 75% del pubblico in diretta tv. Quando si è giocata la Final Four del 2021 a Colonia c'è stato un aumento del 68% dei follower televisivi in diretta rispetto all'edizione 2019 a Vitoria-Gasteiz, in Spagna.

I canali social della lega hanno registrato una crescita enorme per la recente Final Four di Colonia rispetto all'evento del 2019 a Vitoria-Gasteiz, con aumenti di coinvolgimento per post (+112%), coinvolgimento totale (+82%), visualizzazioni per video (+99%) e visualizzazioni totali (+84%). I social media sono di vitale importanza per i tifosi di seguire le loro squadre e giocatori preferiti, e l'Eurolega ha ottenuto ottimi risultati anche in quell'area, con aumenti di follower (+15%), coinvolgimento (+70%), visualizzazioni (+46%), copertura (+29%) e impressioni (+18%) negli ultimi tre anni.

viita il sito internet www.euroleague.net

Chiara Masiello

(18 gennaio 2023, aggiornato il 14 marzo 2023)

nella foto: la Zalgirio Arena, sede della F4 2023

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