Lega vs Fip, è scontro totale su eleggibilità e capienza

stand FieraDieci mesi fa, al termine della quattro giorni delle Final Eight di Coppa Italia a Rimini, Egidio Bianchi, presidente di Lega A, tracciò a Supporter's Magazine le linee guida per la governance dell'organismo da lui guidato, a cominciare dalla capienza dei palasport. Due le domande che ponemmo al numero uno della Lega. La prima: bene le tribune senza barriere, ma basta soltanto questo per avere strutture aperte e senza pericolo di incidenti? In fondo, se Brindisi e Avellino si fossero qualificate entrambe per le semifinali, forse si sarebbe dovuto pensare ad altro, data la rivalità tra le due tifoserie. “Credo che in un ambiente del genere, con tante famiglie e bambini presenti, nessuno si sarebbe azzardato a rovinare questa festa, ma è chiaro che dobbiamo lavorare sempre di più e meglio per ridurre le barriere e creare ambienti in cui prevalgano i valori dello sport – spiega il presidente di Lega -. Stiamo pensando a tribune ancora migliori e a spazi dove le partite si possano vedere ancora meglio. Rimini ha dimostrato che si può stare tutti insieme, ora sta a noi valorizzare quanto di buono è stato fatto (nella foto: uno degli stand costruito alla Fiera di Rimini)”

Seconda domanda: il Pala Fiera è l’esempio che, se si vuole, si può costruire una struttura in poco tempo. Che succederà l’anno prossimo quando i palasport dovranno avere obbligatoriamente 5 mila posti per i play off e molte squadre non sono attrezzate? “Stiamo lavorando con le società e parlando con i presidenti per capire quali sono le situazioni da sistemare – conclude Bianchi -. Non è detto però che il prossimo anno partirà questa obbligatorietà ma la strada deve necessariamente andare verso palazzi fruibili non solo dalla pallacanestro ma polifunzionali. Rimini, seppure con qualche criticità, è stato un buon esempio, valuteremo se e come ripetere l’esperienza. Non abbiamo le strutture di Spagna o Germania e sappiamo che da loro il pubblico è molto più alto, noi dobbiamo fare di più, anche sperando che il Governo possa sbloccare fondi per ammodernare gli impianti (cosa poi non avvenuta, ndr)”. 

Brindisi, Vitucci raggiante. "Punti che valgono doppio"

VitucciE' arrivato a Brindisi tre giorni prima della trasferta a Capo d'Orlando, chiamato in tutta fretta dalla Happy Casa per prendere il posto dell'esonerato Dell'Agnello dopo il corteggiamento andato a vuoto con il grande ex Piero Bucchi. Per Francesco Vitucci poche ore di sonno, ammesso che abbia dormito data l'adrenalina dell'esordio, il primo allenamento e la partenza con la sua nuova squadra alla volta di Capo d'Orlando. Con una sconfitta per un punto che aveva lasciato molto amaro in bocca. A Cremona la seconda sconfitta da quando l'ex Torino e Varese è arrivato, la quarta consecutiva di squadra, ancora a causa di un pauroso sbandamento, questa volta nel secondo quarto, quando dal 16-23 di fine primo quarto si passa al 47-32 del riposo lungo. Finirà 92-83 con ancora tanti dubbi.

Ora finalmente la prima vittoria. Contro Varese, squadra che ha portato in finale di Coppa Italia e alle semifinali scudetto. Al termine di una partita folle, prima vinta, poi quasi persa, poi al supplementare finalmente chiusa con decisione e volontà. "Due punti che valgono doppio, una vittoria che volevamo sin dal primo minuto e abbiamo rischiato di vanificare - dice Vitucci in sala stampa -. Abbiamo dimostrato di riuscire a vincere una partita che in un’altra circostanza potevamo anche perdere: arrivare ad un supplementare inaspettato, quando la partita era praticamente finita, poteva portarci in un loop negativo. Invece siamo stati bravi a ripartire nei 5 minuti dei supplementari”.

Esclusiva SM, Lalanne: "Amo Brindisi, sogno l'Nba"

Brindisi - Venezia0007Divertente e socievole fuori dal campo, concreto in campo dove, al momento, è tra i tre migliori rimbalzisti del campionato. Tim Duncan è il suo modello e sogna di rientrare in Nba. Intanto, Cady Lalanne si gode Brindisi e il suo clima. Lo abbiamo intervista in esclusiva per Supporter’s Magazine

 - All’arrivo in Italia ti sei subito distinto tra i migliori rimbalzisti del campionato.  Ti aspettavi un adattamento così veloce al nostro campionato?

“In realtà non ho mai avuto ambizioni e obiettivi di statistiche personali. Dal primo giorno ho cercato di mettermi in gioco e di adattarmi il più velocemente possibile. Ciò che è importante però sono le statistiche collettive e di squadra, su quello certamente dobbiamo migliorare”.

-  Giochi da “cinque” ma hai caratteristiche anche da “quattro” agile e con punti nelle mani. Pensi di poter dare un ulteriore contributo alla Happy Casa anche dal perimetro?

“Ognuno di noi può e deve dare qualcosa in più, visto l’andamento di squadra e i risultati negativi. Personalmente, so che posso e devo fare di più, come ogni altro componente del roster per raddrizzare la situazione e smuovere la classifica”

 - Il tuo ottimo inizio di campionato non coincide purtroppo con i risultati di squadra. Dopo i tanti cambi in panchina e nel roster, ora cosa serve a questa squadra per risalire?

“Siamo una squadra giovane con tanti margini di miglioramento. Commettiamo ancora alcuni sbagli soprattutto nei finali di partita che ci sono costati i 2 punti, ma il tempo è dalla nostra e non possiamo che lavorare e incrementare la nostra esperienza”.

 - Giugno 2015, la chiamata di San Antonio al Draft. Ti aspettavi di poter giocare in Nba e pensi che ci siano ancora margini per tornare da quelle parti?

“Quel giorno è stato indimenticabile, un’emozione indescrivibile. Mi piacerebbe ovviamente tornare in NBA, è un sogno e lavoro per quello. Ora però il mio unico obiettivo è fare bene per la mia squadra, la Happy Casa Brindisi”.

 - Appena nominato, hai dichiarato che Tim Duncan è sempre stato un tuo modello. E’ il tuo pivot di riferimento e quali sono i giocatori a cui ti ispiri? Dell’Europa chi e cosa conoscevi?

“Avendolo conosciuto da vicino agli Spurs, Duncan è sicuramente il mio punto di riferimento come mentalità, stile di gioco e dedizione a questo sport. Mi ispiro a lui e tento ogni giorno di migliorare i miei aspetti positivi e negativi. Sono cresciuto inoltre tentando di imitare campioni come Nowitzki e il grande Shaquille O’Neil”.

Juve Caserta, Iavazzi ci riprova e denuncia la Fip

TIFOSI-AL-PALAMGGIOA Caserta il fuoco del basket non si è spento, anzi nelle prossime ore rischia di riaccendersi prepotentemente. Secondo quanto scritto da Salvatore Cavallo su Il Mattino, il patron Iavazzi porta tutti davanti la Procura con una denuncia per falso in atto pubblico derivante dall’irregolarità del "foglio presenza della riunione Comtec del 13 luglio". Il documento in questione, secondo il quotidiano campano, indispensabile per la validità del verbale numero 253 (che avrebbe poi determinato l’esclusione di Caserta da parte del Consiglio Federale), riporta i nominativi e le firme di tutti i componenti dell’organo di controllo della Fip.

Il legale della Juvecaserta, Adinolfi, dopo aver notato qualche anomalia, ha dato mandato a una società specializzata per una perizia. L’analisi del documento ha portato a concludere che il file pdf è composto da due immagini e non da una sola come avrebbe dovuto essere trattandosi della scansione di un unico foglio. Inoltre l’immagine con i nomi è in bianco e nero con una risoluzione di 300 dpi mentre l’altra con le firme è a colori con risoluzione da 150 dpi. La perizia giurata arriva dunque alla conclusione che il documento finale è stato ottenuto con la sovrapposizione delle due immagini.

Sotto traccia, intanto, Iavazzi lavora per il futuro sul campo e molti ben informati dicono che sarebbe già pronta una cordata per ripartire dalla Serie B. I titoli individuati dal patron bianconero sarebbero due, quello della Virtus Cassino e quello del Basket Isernia. Spostare a Caserta il titolo e riprendere la vecchia denominazione è il progetto di Iavazzi, che spera così anche di riacquistare consenso popolare. Un'altra strada potrebbe essere quella tracciata da San Nicola che sta volando in C con l'ex Linton Johnson e il prossimo anno potrebbe approdare in B e magari trasferirsi a Caserta. Sempre che la Federazione approvi il cambiamento.

LA BOCCIATURA AL CONSIGLIO DI STATO - Anche il Consiglio di Stato ha respinto "il ricorso in appello promosso dalla Juve Caserta srl avverso l'ordinanza del Tar dello scorso 4 ottobre che aveva rigettato l'istanza cautelare". Nessun clamoroso colpo di scena dunque come qualcuno aveva ventilato nei gorni scorsi. Come detto, Il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso della Juve Caserta che dunque era stata ufficialmente estromessa da tutti campionati. I giudici del tribunale amministrativo scrivono nella sentenza (leggi qui l'intero dispositivo): "Al sommario esame proprio della presente fase, non paiono sussistenti i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare; rilevato, infatti, che i provvedimenti impugnati si fondano sul difetto di tre delle condizioni per l’ammissione al Campionato, ovvero del rapporto ricavi/indebitamento/patrimonio netto con quoziente superiore a 1,8 al 31.3.2017 e indebitamento complessivo non superiore al 10% di quello esposto al 30.6.2016, dell’adempimento delle obbligazioni nei confronti dei tesserati e del Fondo Accantonamento fine carriera, e dell’adempimento delle obbligazioni nei confronti dell’erario e degli enti previdenziali"

Aggiungono che: "Ritenuto che, anche tenuto conto della documentazione prodotta a comprova del rispetto delle citate condizioni nel termine perentorio del 10.7.2017, permangono attuali i rilievi formulati dalla Fip in ordine alla situazione di indebitamento al 31.3.2017 e all’adempimento degli obblighi nei confronti dei tesserati, essendo pacifico che le dichiarazioni di rinuncia ai finanziamenti infruttiferi da parte di alcuni soci sono state prodotte solo in data 14 luglio 2017 e, pertanto, oltre il termine citato per le eventuali integrazioni; che le spese della presente fase seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo. Per quanto menzionato, "Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), respinge l’istanza cautelare; condanna la ricorrente alla rifusione in favore delle parti resistenti delle spese della presente fase, che si liquidano in complessivi euro 500,00 oltre accessori di legge per ciascuna di dette parti".

Diener, Randle e il morbo di Crohn. La malattia in breve

pesaro - brindisi 0027Brian Randle ha lasciato la Happy Casa Brindisi a causa del morbo di Crohn, di cui soffre da anni e che la società pugliese era già a conoscenza al momento della firma del contratto. Un lungo applauso e un giro di campo sulle spalle di alcuni tifosi è stato tributato domenica scorsa all'ex giocatore del Maccabi Tel Aviv. Spieghiamo meglio cosa è esattamente questo morbo che ha colpito anche Drake Diener costringendolo prima ad una lunga operazione nel 2005 (con rinuncia alla Summer League e ad una quasi sicura chiamata in Nba) poi a lasciare Saragozza a dicembre 2015 a causa di una ricaduta, riprendere le cure e tornare in campo, finalmente stabilizzatosi anche se sempre sotto controllo, prima a Capo d'Orlando lo scorso anno e ora a Cremona, allenata dal "suo" Meo Sacchetti, dove si gioca una volta settimana e il suo fisico non viene particolarmente messo sotto pressione.

La Malattia di Crohn appartiene al gruppo dei disturbi infiammatori cronici dell’intestino, chiamati Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Si stima colpisca 1.3 milioni di persone nel mondo, di cui circa 60 mila in Italia, soprattutto in età giovanile, tra i 20 e i 30 anni. Chi scrive conosce bene la malattia avendo in famiglia un caso molto grave, con complicanze che hanno portato alla riduzione di parte dell'intestino e ad una vita molto complicata anche per l'alimentazione da seguire e a difficili rapporti interpersonali con la società circostante.

È una malattia che può manifestarsi già in età giovanile, nella seconda e terza decade della vita, ma la cui diagnosi è spesso tardiva. Questa patologia può interessare qualsiasi tratto del tubo gastrointestinale, prevalentemente l’intestino tenue e quello crasso che presentano un’infiammazione abitualmente discontinua dove le parti di intestino ‘malato’ si alternano a quelle sane. A seconda dell’infiammazione lo strato più interno della parete intestinale può presentare lesioni più o meno profonde, sino all’insorgenza di complicanze. 

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