Folle partita in Fiera. La Virtus pareggia con Milano

facebook_1686804031980_7074968898550700146La Virtus Segafredo Bologna vince gara 4 93-89 al termine di una partita folle e infinita e porta la serie sul 2-2. Non bastano 40 minuti alle Vu Nere che hanno bisogno di due tempi supplementari per chiudere la pratica e agguantare la parità nella finale scudetto. La Virtus, che gioca una partia solida, gagliarda e divertente per oltre 35 minuti è costretta a vincere due volte la partita cercando di respingere più volte il tentativo di rientro di Milano, che a fine partita con il GM Stavropoulos si lamenterà per il metro arbitrale. Dopo aver toccato il massimo vantaggio sul +18 con la classica tripla alla Belinelli buttandosi all’indietro e aver rimandato indietro il tentativo dell’Olimpia di riavvicinarsi fino al meno cinque con un’altra tripla di Hackett che riporta i bolognesi sul nuovo +11, si spengono le luci per gli uomini di coach Scariolo. Milano era verosimilmente al tappeto quando un sussulto di orgoglio e sfrontatezza e un incredibile quanto inspiegabile blackout di Bologna riaprono una partia che sembrava chiusa e che aveva avuto fino a quel momento un solo padrone.

Gli ultimi minuti dei tempi regolamentari sono il bigliettino da visita per chi vuole avvicinarsi al basket, sport imprevedibile e mai noioso. Milano a suon di triple rientra prepotentemente in partita fino alle due consecutive di Shabazz Napier che impattano il punteggio sul 76 pari e costringono la partita ai tempi supplementari. Napier alla fine chiuderà con 16 punti e 2/10 da tre. Nei 10 minuti successivi saltano tutti gli schemi e si gioca con cuore, grinta e orgoglio e con tanta stancahezza nelle gambe che induce a tanti errori e tanta confusione in campo. Melli uscirà stremato per cinque falli. Nei due supplementari è però la Virtus Bologna ad essere più lucida e a portarsi a casa la partita trascinata dai suoi due leader: Teodosic, soli 10 punti per lui ma con il peso della tripla che chiude i giochi, e Belinelli, 18 punti e i definitivi due tiri liberi che stabiliscono il risultato finale.

Dopo le prime due vittorie casalinghe dell’Olimpia sul parqeut del Forum, anche gara 3 e gara 4 si chiudono nel segno del fattore campo. La Segafredo Arena, gremita in ogni ordine di posto, si conferma ancora una volta un fortino e un fattore determinante per le prestazioni di Teodosic e compagni. La serie è più aperta che mai e ora ci si sposta a Milano per gara 5 che stabilirà chi prenderà il vantaggio. Vedremo se il fattore campo prenderà ancora il sopravvento e chi stabilirà il primo match point della serie. Non ci si poteva aspettare una finale scudetto più bella, intensa e imprevedibile di così.

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Chiara Masiello (16/06/2023)

foto: Pagina FB Virtus Segafredo Bologna

Italbasket, l'apoteosi di Nantes rivive 40 anni dopo

1685870097924Sul tetto d'Europa, per la prima volta nella sua storia. Era il 4 giugno 1983 quando l'Italia del basket compì una delle sue imprese più memorabili, ovvero vincere l'Europeo in Francia battendo una dopo l'altra le super potenze del tempo. Finì 105-96 contro la Spagna dei "fenomeni". Un trionfo celebrato nella storica telecronaca di Aldo Giordani che, sciogliendosi in pianto, dirà al microfono: "In trenta anni di telecronache e in sedici Campionati europei mai avevo veduta una squadra italiana trionfare come sta succedendo questa sera. Intanto segna Corbalan, tanto di cappello a lui, ma l’Italia ha vinto 105 a 96 ed è campione d’Europa”. Un'emozione che, per chi come me è nata anni dopo e vive la contemporaneità della nazionale di Pozzecco, non è facile da raccontare. Ma l'amore per la pallacanestro e per la maglia azzurra va oltre gli anni. 

Quel 1983 fu un anno memorabile per il basket italiano. Cantù vinse 69-68 la finale della Coppa dei Campioni contro Milano, la Scavolini Pesaro vinse la Coppa delle Coppe, battendo i francesi dell’ASVEL per 111-99 con Petar Skansi in panchina e Mike Sylvester, Dragan Kicanovic e Walter Magnifico in campo. Il banco Roma, campione d'Italia, pose le basi per vincere l'anno successivo Coappa Campioni e Intercontinentale. Insomma, mancava soltanto la vittoria a livello di nazionale. Che arrivò puntuale a Nantes al termine di un percorso netto dalla prima all'ultima partita.

Era la nazionale di Dino Meneghin e di Antonello Riva, di Brunamnonti, di Marzorati, di Meo Sacchetti, di Gilardi, di Villalta e Bonamico. In panchina Sandro Gamba, che proprio ieri ha compiuto 91 anni, con Riccardo Sales e Santi Puglisi come assistenti, il "nostro" Santi che a Brindisi come dirigente ha lasciato un ricordo indelebile e ancora oggi gli siamo grati per gli anni trascorsi nella nostra città per far crescere il movimento. 

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Glickman: "Per ora niente squadre di Dubai in Eurolega"

Zalgirio ArenaTiene banco il nuovo format della Eurolega nei prossimi anni. Sei anni fa, nel 2016-17, Eca ha tagliato il parco squadre di un terzo, scendendo da 24 a 16. Fu una sforbiciata dolorosa, ma necessaria per alzare la qualità generale del torneo al livello di assoluta eccellenza che vediamo oggi. Sono bastate una manciata di stagioni per riportare quel numero all’attuale 18. La strada è tracciata, ma almeno nell'immediato "non ci saranno squadre di Dubai in Eurolega". Il mercato da quelle parti è in forte espansione, c'è una arena pazzesca, ma non c'è ancora un campionato, una tradizione. E poi volare a Dubai comporta almeno sette ore e molte squadre non se lo possono permettere". Così Marshall Glickman, Ceo di Eurorega, in una intervista al giornale in lingua araba Walla

 Glickman ne aveva già parlato qualche settimana fa prima a The Crossover con Joe Arlauckas e poi ieri inuna lunga intervista a Donatas Urbonas di Basketnews: "Al momento abbiamo due organizzazioni parigine che stanno legittimamente chiedendo una licenza, la squadra già esistente e anche un altro gruppo, ma per ora preferisco non approfondire la questione. I “London Lions” vogliono partecipare alla competizione il prima possibile mentre l’As Monaco che si è qualificata vincendo l’Eurocup, ma grazie alla sua competitività è ancora in Eurolega, gioca in un’arena troppo piccola per gli standard. C'è la volontà di costruire un nuovo palazzetto, dimostrando la loro ambizione a diventare una squadra con licenza permanente. Inoltre le due squadre di Belgrado, ovvero Partizan e Stella Rossa, vogliono essere team di Eurolega"

"Ci sono poi Virtus Bologna e Valencia, la quale sta costruendo una bellissima e moderna arena, che desiderano avere una licenza pluriennale. È molto difficile puntare su un business nel quale un anno sei dentro e l’anno dopo al piano inferiore (Eurocup), ma dobbiamo essere una lega aperta in qualche modo, per questo il vincitore dell’Eurocup merita la promozione in Euroleague", aveva aggiunto il Ceo.

Sponsor, +8,2% nel 2022. Dopo il calcio, c'è il basket

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L'ndustria della sponsorizzazione in Italia è cresciuta nel 2022 dell'8,2% rispetto al 2021. con un valore degli investimenti che ha raggiunto quota 1,085 miliardi di euro. E nonostante una congiuntura economica sfavorevole e le forti incertezze legate alla guerra in Ucraina ci si attende un'ulteriore modesta crescita degli investimenti fino a 1,102 miliardi di euro (+1,6%) nel corso del 2023 sospinta in particolare dalla crescita di segmenti come la cultura, l'intrattenimento e il sociale. Lo dicono i dati elaborati dalla 22esima indagine Predittiva “Il futuro della sponsorizzazione” realizzata da StageUp e ChainOn. 

Lo sport si conferma leader con il 71 per cento degli investimenti complessivi. Nel 2023 il settore sportivo manterrà una sostanziale stabilità grazie alla crescita dell’interesse degli investitori per basket, volley, tennis, golf e atletica di vertice. Leader per raccolta è la Serie A di Calcio (61% di quota sul totale sport) seguita da Serie A di Basket (8%), Serie B di Calcio (6%), volley maschile Serie A (4%). Il ritorno del mercato ai livelli pre-pandemici è previsto dallo studio nel 2026; anche per questo le previsioni che si limitano al 2023 suggeriscono una sostanziale stabilità degli investimenti (-0,5% a 764 milioni di euro).

Rispetto al 2019, anno precedente la pandemia, gli studi hanno rilevato una contrazione dei ricavi da sponsorizzazioni del 70% per le società di base o dilettantistiche, nonostante i provvedimenti governativi sul credito d'imposta del 50% sugli investimenti nel 2022 (come peraltro già negli anni 2020 e 2021). Istat ha stima che nel 2021 solo il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (3 milioni 300 mila) ha sostenuto spese per attività sportive (erano il 22,9% nel 2019).

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Cenerentola è regina, la Leonessa alza la Coppa Italia

1676876326141La Germani Brescia completa l'impresa e conquista la prima Coppa Italia della sua storia dopo aver battuto in finale la favorita Virtus Bologna di Segio Scariolo, bresciano doc, per 84-76. Dopo aver battuto ai quarti l'Olimpia Milano testa di serie numero uno, regalando la prima grande sorpresa, dopo aver dominato in semifinale Pesaro, la Germani da vera leonessa ha domato anche la Vritus Bologna, conducendo la gara dal primo minuto trascinata dal suo leader Amedeo Della Valle, autore di 26 punti tanto da essere nominato Mvp della competizione e miglior assist man. 

Eppure Brescia si era qualificata alle Final Eight di Torino conquistando l'ultimo posto disponibile proprio nell'ultima giornata del girone di andata, approfittando della sconfitta di Brindisi sul parquet di Sassari nonostante lo scivolone della stessa Germani contro Verona. Da quel momento Brescia ha maturato altre cinque sconfitte consecutive in campionato sprofondando al dodicesimo posto in classifica con soli 14 punti e si presentava perciò al primo quarto di finale in una situazione quasi critica molto più vicina alla zona retrocessione che ai playoff.

In cinque giorni a Torino la squadra di coach Magro si è ritrovata e si è rigenerata e ha scritto una delle più grandi e delle più belle imprese del basket italiano conquistando il primo storico trofeo del club lombardo. E' il trionfo della squadra "outsider", della cenerentola che diventa regina e trasforma la sua favola in realtà e che dimostra ancora una volta come quella della Coppa Italia di basket sia una delle più belle, delle più avvincenti e delle più imprevedibili manifestazioni sportive. Se Brescia è la nota dolce di questa Coppa Italia, l'Olimpia Milano ne è sicuramente la nota stonata, anzi stonatissima. L'eliminazione inaspettata e prematura ai quarti di finale sancisce l'ennesimo disastro di una stagione fin qui molto al di sotto delle aspettative e la conquista di questo trofeo, dopo le vittorie nel 2021 e nel 2022, avrebbero potuto rilanciare le ambizioni dei milanesi.

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