Otto squadre per una coppa - di Mario Arceri

Scritto da Redazione on . Postato in Final8

_CIA0552Com’era prevedibile, le prime giornate del girone di ritorno, con la complicità di diversi fattori, hanno modificato la classifica e la scala dei valori così come definita al giro di boa. Mettiamoci l’equilibrio che, dopo le tre di testa e fino alle due o tre ultime della classe, vede le altre dieci o undici squadre chiuse in un fazzoletto di punti, mettiamoci il fatto che le squadre che hanno dovuto affrontare in trasferta le dirette avversarie hanno dovuto inevitabilmente sopportare un handicap logistico, mettiamoci infine il fatto che qualche innesto in corsa e qualche correzione di organico

(e di errori di valutazione precedenti) hanno modificato i rapporti tecnici: sta di fatto che, leggendo oggi la graduatoria della Serie A, troviamo la lista delle primo otto abbastanza diversa da quella che ha determinato la griglia delle Final Eight. Ma tant’è, a Rimini si troveranno di fronte le squadre che meglio hanno saputo piazzarsi l’8 gennaio. Quaranta giorni più tardi sarà semmai da vedere se e come sono cambiate, e quali possibilità avranno nell’affrontare i quattro (per chi arriverà fino in fondo) giorni di gara. Analizziamo quindi brevemente i quattro confronti dei quarti di finale, sulla base del calendario.

GRISSIN BON REGGIO EMILIA-BETALAND CAPO D’ORLANDO – Il confronto d’apertura è forse paradossalmente il più equilibrato. La finalista delle ultime due stagioni non attraversa il momento migliore e deve ancora metabolizzare del tutto il reinserimento del quarantenne Kaukenas (per ovviare alle molte assenze per infortunio, la più grave quella di Aradori, che a Rimini ci sarà) e l’innesto di Jalen Reynolds al posto del deludente Delroy. Capo d’Orlando è la sorpresa più bella del campionato e Nikola Ivanovic non ha fatto rimpiangere l’addio a Fitipaldo: porterà anche in Coppa Italia l’entusiasmo e il bel gioco che ha saputo creare Di Carlo.

EA7 MILANO-CANTINE DUE PALME BRINDISI – Pronostico troppo facile… E però in questi ultimi anni Meo Sacchetti è stato la bestia nera dell’Olimpia e Milano, che ha ripreso a correre in Europa grazie a Simon ma soprattutto a Pascolo e in parte Fontecchio, in Italia è crollato ad Avellino a fine gennaio. L’Euroleague indubbiamente stressa, e il 16 febbraio Milano avrà già nelle gambe 41 partite ufficiali (con i frequenti e massacranti doppi turni settimanali in giro per l’Europa) contro le 19 di Brindisi. Ma è partita di un giorno e Brindisi, dopo il black out di Trento che ha guastato l’ottimo finale del girone di andata, ha ritrovato Nic Moore e una sofferta ma preziosa vittoria con Pistoia, e, se ha qualcosa in meno da M’Baye e Scott che ormai tutti conoscono, può puntare sull’effetto sorpresa se riuscirà ad imporre il ritmo della gara e ottenere dai suoi il contributo in attacco dei giorni migliori.

SIDIGAS AVELLINO-BANCO DI SARDEGNA SASSARI – Di fronte due delle protagoniste della Champions League. Avellino non ha cambiato nulla, Sassari si è rimessa in carreggiata dopo aver acquisito David Bell in regìa e Gani Lawal sotto canestro, liberandosi infine di Darius Johnson-Odom, ottimo giocatore e miglior realizzatore della Dinamo, incapace però di adattarsi al meglio negli schemi di Pasquini. Entrambe vengono da uno scorcio di stagione molto positivo: probabilmente è la sfida più intrigante dei quarti di finale.

UMANA REYER VENEZIA-GERMANI BRESCIA – Il recupero di Hrvoje Peric è indubbiamente l’acquisto più importante per De Raffaele che sconta però la perdurante assenza di Stefano Tonut, il miglior italiano di inizio stagione. Anche Venezia è tra le protagoniste della Champions League, ma è soprattutto la squadra che, oltre ad avere inflitto a Milano la prima sconfitta stagionale in campionato, ha avuto il cammino più costante tra le sfidanti. Brescia ha rinnovato il parco-italiani con l’addio nell’ordine a Cittadini, Passera e Bruttini. Burns ha portato punti e… grane, il punto di forza della squadra neopromossa è nell’asse Vitali-Moss-Landry. Capace di ogni impresa, ma anche a rischio di caduta.

Mario Arceri

ph: Ciamillo Castoria

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