Italbasket ad un libero dal paradiso

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

FcKfax2XEAAh-aOOccasione persa o impresa sfiorata? Entrambe le letture sono giuste. L’Italia è arrivata a un passo dal paradiso, ed ha comunque dimostrato di meritarsi un posto tra le grandi. Resta l’amarezza di non averlo raggiunto, di non aver finalizzato una corsa che è stata esaltante, anche contro la Francia vice campione olimpica, già messa alle corde un anno fa e portata questa volta a vivere l’incubo di una eliminazione evitata d’in soffio e non per suo merito.

Parliamoci chiaro, chi avrebbe scommesso su un’Italia che fosse arrivata a un tiro libero dall’ingresso nella “final four” dell’Eurobasket, completando una crescita che negli ultimi anni è stata comunque prepotente e continua? Eppure è successo, la sferzata di energia e di entusiasmo che Pozzecco ha portato nella squadra è evidente: a fine partita è toccato a lui consolare capitan Datome, a riconoscere anche di quanto sarà dura digerire questa sconfitta.

“Sul piano tecnico, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare”, ha detto Pozzecco. Grande difesa che, dopo lo sbandamento iniziale e soprattutto dopo l’assurda percentuale da tre (fino a 8 triple su 10 tentativi, prima di perdere inevitabilmente precisione) tenuta dai francesi in avvìo, ha chiuso ogni varco alla Francia confezionando quel 19-3 che sembrava aver annichilito gli avversari ritrovando finalmente l’intensità e il ritmo che aveva travolto gli avversari, e l’ha fatto con Datome, Mannion, Ricci, Pajola e il solo Polonara del quintetto base.

L’Italia ha mantenuto il vantaggio per l’intera quarta frazione, resistendo con i denti al disperato recupero francese: + 4 all’ultimo minuto, +2 quando mancavano appena 16 secondi e Fontecchio in lunetta ha purtroppo sbagliato i tiri liberi, e poi anche l’ultimo tentativo, che avrebbero messo in cassaforte la vittoria, la semifinale e la speranza di podio.

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COSA RIMANE DI BERLINO - S’è spesso ricordato in questi giorni il precedente di Tokyo tra Italia e Francia, nessuno ha ricordato la finalina di Stoccolma, nel 2003 (sempre il 14 settembre, ndr), che regalò agli azzurri il bronzo e la qualificazione per i Giochi di Atene dove poi avrebbero vinto l’argento umiliando la Francia già “grande” di Tony Parker, che nella fase iniziale a Lulea ci aveva rifilato un trentello. Ebbene, ci sono state molto analogie con quella partita: azzurri decisamente sfavoriti, partita combattuta fino all’ultimo secondo, vinta per aver gettato in campo quel pizzico di cuore in più che l’Italia dei nostri giorni ha dimostrato di possedere in abbondanza.

La Nazionale lascia Berlino con almeno due successi di grande prestigio, Croazia e Serbia, ha lottato alla pari con Grecia e Francia, si conferma tra le prime otto in Europa, dimostra come anche cedendo peso e centimetri si possa stare al livello delle migliori: un bilancio tutto sommato positivo, ma…

Ma oggi ha sofferto in apertura Fournier, però ha contenuto per quanto possibile Gobert e, poi quando ha chiuso i varchi per la guardia dei Knicks, ha potuto finalizzare il suo gioco trovando i punti di un epico Datome, di un incredibile Spissu, sicuramente il motore dell’Italia nelle due partite di Berlino, del solito Fontecchio, peraltro più insicuro che in altre occasioni.

A deciderla, alla fine e dopo i nostri errori, è stato Heurtel, il play del Real Madrid, sedici punti nella seconda metà di gara, che le nostre guardie non sono riuscite a tamponare. Il risultato (85-93) si è fatto troppo severo nel supplementare cancellando, negli archivi, quello che, una volta di più, gli azzurri hanno saputo dare in campo, a tratti travolgenti, entusiasmando ed “emozionando” per usare una parola che Pozzecco ha spesso usato in questi giorni, ed anche oggi nell’immediato dopopartita, per ringraziare i suoi ragazzi per come hanno interpretato il basket che lui vuole.

Bella Italia, dunque, anche se sconfitta, lasciandoci con tanta amarezza per quello che poteva essere e che avrebbe meritato. Non domani, per metabolizzare la delusione, ma presto bisognerà capire come e quanto possa crescere ancora questa squadra, peraltro in questa occasione promossa in blocco. Presto bisognerà – se si vuole davvero arrivare a Parigi ‘24 – cominciare a mettere qualche toppa sulle lacune più vistose della squadra: l’assenza di centri – Melli è un’eccezionale numero quattro e merita tutta la nostra riconoscenza per quanto si è sacrificato contro le stelle più celebrate della Nba (Antetokounmpo, Jokic) senza far mancare il suo contributo in attacco -, ma anche la carenza di guardie tiratrici di sicura continuità. In archivio l’Eurobasket , attenzione alla Wolrld Cup, che torna già a metà novembre con un lussuoso Italia-Spagna l’11 novembre prima della trasferta in Georgia tre giorni più tardi. Pozzecco dovrà fare i conti con le assenze tra Nba ed Eurolega, ma sa anche che il mondiale è un obiettivo che non è possibile mancare.

leggi qui il boxscore della partita contro la Francia

Mario Arceri (inviato a Berlino)

credits photo: Italbasket

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