Italia, la strada è lunga e tortuosa

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

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Scrivo prima di conoscere il risultato di Lituania-Italia, quindi le mie osservazioni si limitano alla partita con l'Islanda che è stato anche l'esordio di Luca Banchi sulla panchina della Nazionale. Una prima volta da dimenticare, se si potesse. Infatti non si può, perché quella battuta d'arresto (la terza volta, seconda consecutiva e sempre in casa: a Reggio Emilia e Tortona) potrebbe averci escluso addirittura dalla seconda fase della qualificazione per la World Cup del 2027. Le conseguenze di questo stop, che pregiudica fin dall’inizio la classifica, sono terribili in prospettiva: fuori dalla World Cup, quindi dalla possibilità di qualificarci per i Giochi Olimpici di Los Angeles che passa proprio dalla disputa del Mondiale. Certo, le possibilità di recupero ci sono ancora tutte, ma visto anche come la Gran Bretagna ha messo alle corde la Lituania salvatasi solo con i miracoli di Ignas Sargiunas, ventiseienne guardia del Rytas di Vilnius praticamente all'esordio in nazionale, che ha messo a segno tre triple negli ultimi nove secondi di partita, il gioco si fa veramente duro.

Ripeto: tre triple in nove secondi: da chiedersi come la Gran Bretagna non sia riuscita a tener palla sulle rimesse... Ma il risultato è questo e pone un serio interrogativo sulla formula delle "finestre" che manda in campo le squadre migliori senza i giocatori migliori. La regola vale per tutti e infatti la stessa Lituana ha rischiato di lasciarci le penne. L'ha evitato con un colpo di reni che gli azzurri non hanno invece avuto, e questo già spiega perché con i lituani abbiamo sempre sofferto.

Teniamoci dunque questa sconfitta, immaginando che con Melli, Fontecchio e Pajola sarebbe andata meglio, e vediamo piuttosto cosa ci ha detto il ko. Inferiore alle attese il ritorno da sempre invocato di Della Valle, pressoché impalpabile Tonut, stoico Tessitori in doppia doppia contro il gigante Hlinason, bravi Baldasso e Procida nel raddrizzare in parte l'orribile percentuale da tre, bravissimo Casarin che ha trasferito in azzurro l'ottimo comportamento in campionato. Per il resto molto poco davvero, ma Banchi dovrà continuare a lavorarci davvero in vista del... 2029 e l’Eurobasket se la situazione, con il doppio confronto di febbraio con la Gran Bretagna, non dovesse riuscire a raddrizzare almeno in parte la situazione. Insomma, il futuro per il CT (che, s'intende, non ha nessuna colpa visto il tempo e il materiale umano che ha avuto a disposizione) e per il basket italiano non è per il momento roseo.

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Mario Arceri

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