Anno nuovo, prevalga l'ottimismo

Scritto da Redazione on . Postato in Post.it di Mario Arceri

coppa lega basketÈ arrivato il nuovo anno, un po’ in silenzio, senza il solito corollario di fuochi d’artificio, o almeno assai ridotti rispetto alla tradizione. E mai come stavolta l’augurio altrettanto tradizionale di buon 2021 a voi tutti è cordialmente e affettuosamente sentito e sincero, anche se formulato con tanta apprensione, perché la verità è che, dopo mesi di distanziamento e di mascherine e di numeri dolorosamente in salita, davvero non sappiamo cosa ci riserverà il 2021, almeno nei mesi iniziali. Intanto il governo ha già messo le mani avanti: molto difficilmente a metà gennaio verranno riaperte le palestre, il che significa che l’attività dilettantistica resterà ancora al palo, con effetti disastrosi soprattutto sui più giovani che non sarà semplice riportare sotto canestro. Ma l’ottimismo è doveroso, perché lo sport ha urgenza di uscire dal limbo nel quale è precipitato, allo stesso modo in cui è necessario che ripartano le attività produttive, i commerci, il grande e altrettanto importante mercato della cultura e dello spettacolo.

Il 2021 è, giocoforza, l’anno olimpico: Cio e Col fortemente vogliono confermare l’appuntamento di Tokyo. Sarebbe un bel messaggio di speranza anche se, probabilmente, anche in Giappone le tribune saranno vuote. La Nazionale affronterà a febbraio a Perm le ultime tre partite di qualificazione europea, utili per migliorare il suo ranking e fare nuove esperimenti con i giovani che Sacchetti ha lanciato in gran numero negli ultimi due anni. A fine giugno, se tutto va bene, la qualificazione olimpica a Belgrado: si dovrà battere la Serbia, e sperare non costa nulla, né si fa peccato. Il 2020, anno che, dopo il biennio della seconda guerra mondiale, è tornato a non assegnare lo scudetto, si è chiuso con la conferma che Milano è di un’altra categoria rispetto a tutte le altre avversarie, e che Brindisi ha purtroppo perduto, proprio dopo aver battuto l’Armani sul suo campo bissando il successo dello scorso campionato, l’opportunità di accompagnare la squadra di Messina sul suo cammino ancora a lungo.

Sono arrivate le sconfitte con Pesaro e di Cremona (questa sul filo) a frenare l’Happy Casa che forse ha pagato l’ebbrezza del primato con dieci giorni di rilassamento: ora arriva Trento, che non è affatto male come dimostra la sua classifica, ma contro l’Aquila dolomitica è necessario ritrovare quella condizione e quella voglia di mordere che hanno caratterizzato l’atteggiamento di Brindisi nelle prime dieci giornate stagionali.

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Mario Arceri 

(nella foto la Coppa per la vincitrice del campionato)

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