Brindisi, puoi gioire. La Serie A è ancora tua

Scritto da Redazione on . Postato in Il direttore

Brindisi - CremonaDopo le tre sconfitte esterne e nel complesso cinque consecutive, Brindisi era ad un bivio: vincere contro Trieste per salvarsi aritmeticamente senza aspettare i risultati delle altre, oppure sperare nella sconfitta di Napoli contro Sassari o della Fortitudo Bologna a Varese. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Sofferta, magari al termine di una partita a sprazzi, anche se alla fine i numeri sono tutti dalla parte della New Basket. 96 punti segnati (di cui 31 nel terzo periodo, solitamente un dei mini tempini più difficili), sei giocatori in doppia cifra, pubblico felice e festante alla fine.

Applausi per tutti, con la speranza, seppur minima, di accedere addirittura ai play off, anche se l'obiettivo era mantenere la Serie A e così è stato. Obiettivo "non scontato", ha detto Frank Vitucci a fine partita, ma raggiunto tutti quanti insieme. 

Sofferta, ma alla fine meritata. Nonostante una stagione ricca di errori, sia all'inizio che in corso d'opera. Forse nessuno ha mai pensato realmente che Brindisi potesse retrocedere, ma dopo la Coppa Italia l'involuzione della squadra è stata tale da mettere paura. Errori riconosciuti dal presidente Marino a fine partita contro Trieste. La scelta, sbagliata, di Clark, quella poco efficace di Josh Perkins, altri giocatori che hanno reso meno del previsto. E poi, aggiungiamo noi, aggiustamenti in corso che hanno avuto un impatto minimo. Alessandro Gentile, genio e sregolatezza, ha fatto vedere alcune cose importanti del suo bagaglio tecnico, altre meno. D'Angelo Harrison tornato con la speranza di dare uno "scossone" ma trovatosi anche lui in difficoltà in alcune partite perse, pur non facendo mai mancare il suo apporto per punti segnati. Maxim De Zeuuw ha giocato poco e si sapeva. Ma qualche minuto in più lo meriterebbe, se non altro per far rifiatare Nick Perkins che nell'ultimo mese ha avuto comprensibili cali avendo tirato la carrette quasi da solo sotto le plance per l'intera stagione. 

Alla fine, bene così. La serie A è salva e Brindisi la giocherà per l'undicesimo anno consecutivo. Cosa non facile per una squadra del sud, tra le pochissime rimaste, iin attesa di capire se Napoli riuscirà a salvarsi nella volata contro la Fortitudo. Merito di una società che, al netto di errori fatti, ha saputo creare una base solida per il presente e per il futuro. Che ancora non sappiamo come sarà, ma si riparte e questo è già un successo.  

leggi anche: Scommesse, l'1 per cento sia destinato allo sport professionistico 

 GLI ERRORI E IL FUTURO - "E' stata una sofferenza, dovevamo vincere innanzitutto per salvarci, poi per regalarci ancora qualche piccola speranza playoff. Vediamo cosa succede nelle prossime due partite, poi a fine stagione faremo i bilanci - ha dichiarato in presidente Nando Marino - Certo, è stata un'annata complicata, tra infortuni, covid, e scelte di mercato che non hanno pagato. Direi che è mancata la freddezza e la cattiveria per fare determinate scelte già quest'estate (il riferimento, come detto, sembra ricondurre alla scelta di Clark e Josh Perkins). Non le abbiamo fatte e strada facendo ne abbiamo pagato le conseguenze". 

Brindisi ha il dovere morale e sportivo di chiudere al meglio la stagione. Domenica prossima al Forum contro l'Olimpia che in settimana si gioca gara tre e quattro a Istanbul per cercare di riportare in casa la serie contro l'Efes, poi chiusura l'8 maggio contro Derthona, squadra rivelazione di questo campionato e che ha ancora la possibilità di raggiungere il quarto posto. Con due vittorie, Brindisi averebbe anche qualche possibilità di play off, ma realisticamente crediamo sia molto difficile.

Poi, dal nove maggio, si metterà una riga e si farà un primo bilancio della stagione. Sulle pagine social già i tifosi si sbilanciano su chi confermare e chi mandare via. Non sappiamo se un ciclo in panchina sia finito, ma l'auspicio è che si riparta da Vitucci e il suo staff. Al netto di errori compiuti anche da loro, è innegabile l'impatto che l'allenatore veneziano ha avuto da quando è arrivato in città nel dicembre 2017. Allora eravamo ultimi in classifica, oggi siamo tra le più realtà della pallacanestro italiana. E in giro non sembra esserci di molto meglio di lui. Si vedrà. 

leggi anche: New Arena a rischio? No, è solo cattiva informazione

 Marino Petrelli

photo: Michele Longo (Ciamillo/Castoria)

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione.